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Auto ad aria
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Ben venga... Speriamo trovino alla svelta un alternativa al petrolio!
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io ho provato la flatulez e va alla grande....
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Letta così, da ignorantone quale sono, mi sembra una figata!
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Ogni tanto rispunta...
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porca pupazza
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Difficile crederci.
Come dice giustamente gioxxxxxxxx, sono anni che vien fuori... In ogni caso, Renault con la Twizzy ha rotto il ghiaccio. Vedremo cosa accadrà nei prossimi anni. |
nell'articolo, ovviamente, non dice come funziona (se funziona)
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A volte ritornano... http://attivissimo.blogspot.it/2006/...scomparsa.html
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Tecnicamente fattibile, resta l'incognita della ricarica, ora come anni orsono in cui si cominciò a parlarne.
Come dice Clacla la Twizzy ha creato il precedente, basta avere un garage con una presa di corrente, ma qui cosa serve? |
E' un'auto che ha gravi problemi inerenti il congelamento delle tubazioni.
Molto meglio usare risorse per innovare le batterie e i tempi di ricarica... l'unico vero limite all'auto elettrica, che rispetto a quella con motore alternativo ha solo pregi e zero difetti. |
la produzione al momento è bloccata perchè stanno lavorando per montare sull'auto ad aria la miracolosa frizione di quell'altro fenomeno. con i due dispositivi insieme, il veicolo farà gadagnare al guidatore 47 centesimi di euro ogni 100 chilometri.
http://www.quellidellelica.com/vbfor...d.php?t=347514 |
senza fare nessun ragionamento sofisticato pongo la questione in termini tali che anche chi non e' tecnico puo' capire.
Il veicolo elettrico deve essere ricaricato dalla rete. il veicolo ad aria pure, attraverso un compressore. QUindi abbiamo stabilito che il costruttore, in entrambi i casi come fonte prima utilizzera' energia elettrica, che sara' fornita da un ente terzo. Ergo, non si puo' parlare di grandi vecchi dietro una soluzione o l'altra, perche' chi vende il veicolo guadagna sul successo della sua soluzione se vincente , chi vende l'energia guadagna sull'energia, esattamente in entrambi i casi. Petrolieri o quant'altro sono indifferenti alle due tipologie di veicolo, in caso di affermazione globale loro forniranno il carburante alle centrali elettriche termiche tutt'alpiu' , ma non hanno alcun interesse a tifare per una soluzione o l'altra. Sgombrato quindi il campo dalla dietrologia spicciola si puo' fare la deduzione finale: il veicolo ad aria compressa ha una tecnologia che potrei definire primordiale rispetto a un veicolo elettrico che monta batterie sofisticatissime, elettronica di regolazione altrettanto sofisticata, e ha un prezzo finale senza alcun dubbio molto superiore. A questo punto ci si dovrebbe chiedere: per quale motivo tutte le piu' importanti case mondiali sviluppano veicoli elettrici e non ad aria compressa? fine dei giochi, anche senza capire niente di tecnica. |
Quote:
E' più di un secolo che l'aria compressa fa muovere una girante. Ogni gommista ci stringe i bulloni con una girante ad aria. E già esistono "attuatori" ad aria compressa che possono muovere veicoli. Sono almeno 20 anni che ogni tanto riemerge un'auto ad aria; che palle!; e qualcuno riesce a farsi finanziare una ricerca già conclusa; o a fondare imprese che prendono soldi e poi spariscono. Non è MAI stato risolto il problema termico determinato dal calo di pressione nelle bombole; va benissimo per piccoli spostamenti di cortile; percorrenze anche solo di pochi chilometri trasformano il sistema in una centrale di produzione del ghiaccio; Un modello sperimentale di qualche anno fa aveva addirittura una caldaietta Webasto a gasolio per riscaldare gli interni; surreale. Se si riuscisse a trasformare i distributori in centri di raccolta del ghiaccio, magari ci si potrebbe fare un business. E l'aria non si comprime gratis, dal punto di vista energetico... |
Quote:
70 km di autonomia, dura come una trave di ferro che sul pavè ti cascano le otturazioni, aperta sui lati che se piove ti infradici, e costa 8000 euro + 70 euro al mese di leasing batterie. Ne vale davvero la pena? Senza contare che a monte (per ora) c'è sempre una produzione di energia che inquina, per cui quello che non sputi fuori in città lo fai nelle centrali.. |
Ah, anche quest'anno esce l'anno prossimo?
E' dal 2001 che esce l'anno prossimo. Però, di acqua ne è passata sotto i ponti. l'aria allo scarico è sempre a -20°, ma adesso 100 km si faranno con 1 Euro (nel 2001 erano 77 centesimi), e la ricarica dalla presa richiede solo tre ore (nel 2001 erano sei). Chissà se è ancora tutta una balla per intascare finanziamenti pubblici, facendo vedere il prototipo di una "auto" che si muove usando un obsoleto motore svedese ad aria compressa per carrelli elevatori, e scappare in sud america con la cassa. In fondo i Negrè si potrebbero sempre essere ravveduti in questi ultimi undici anni. DogW |
Periodicamente rispunta questa pensata, che non risolve niente.
Questa idea risale a più di 100 anni fa, con piccole locomotive usate in raccordi industriali. Si è visto il successo che hanno avuto... Sia questa che l'auto elettrica hanno i grossi limiti della limitata autonomia, del calo di efficienza allo scaricarsi dei serbatoi o delle batterie, del fatto che la ricarica è lunga e consuma energia di una centrale elettrica (per caricare batterie o azionare compressori). Riassumendo: consumo comunque energia da carburanti fossili ed inquino (anche se a distanza). |
Interessante però la descrizione del sistema a "doppia energia".
Deve essere stato difficile da progettare. Ce l'avevano i siluri ad aria compressa della IIGM. DogW |
certo la ma proporzione non è 1:1
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Insomma, mai che mi degnate di considerazione ...
Avevo gia' aperto ieri un thread sull'argomento e me l'avete bellamente ignorato: http://www.quellidellelica.com/vbfor...d.php?t=360123 ... vabbe' ... Alcune perle dell'articolo: 1. Pensiamo di aver bisogno di 25 piccole fabbriche in Francia e 20 in Italia. Ottima razionalizzazione dei costi per un prodotto che vuole essere di massa ... 2. ... saranno assolutamente fabbriche vere. Dove l''80 per cento della macchina viene prodotta in loco". Minchia partono dal minerale di ferro e dalla plastica sfusa? Faranno dei micro-altoforni? 3. ... le officine sono simili, ma usano tecnologie differenti ... Sempre nell'ottica della razionalizzazione. 4. ... abbiamo dovuto mettere a punto un sistema che noi chiamiamo a doppia energia. Ossia fra la bombola e il motore c'è un piccolo motore benzina o diesel. Questo bruciatore (fuori dal motore ad aria) scalda l'aria prima del motore, quindi aumenta l'autonomia Qualcuno di voi ci ha capito qualcosa? Me lo spiegate? 5. ... Possono ricaricare una macchina in due minuti, ma non sono adatte ai privati, costerebbero troppo. Nel nostro progetto una stazione può rifornire fino a 85 macchine al giorno 85 x 2 = 190 minuti, cioe' 3 ore e 10 minuti di lavoro al giorno? Fanno orario ridotto? 6. Se si fa rifornimento in una stazione di servizio il costo è doppio, sono circa due euro ... Se il "pieno" a casa costa 1 Euro, dal "gonfiabombole" costa 2 Euro, quindi il guadagno per il "gonfiabombole" e' 2-1=1 Euro x 85 auto giornaliere = 85 Euro al giorno (a cui togliere le spese di gestione dell'impianto). Un affarone. 7. Per cui usiamo i 'gas' di scarico per raffreddare l'abitacolo, al posto del condizionatore Pero' e' meglio non chiedere come si fa' a riscaldare il veicolo durante l'inverno ... |
Solo perchè tu l'hai postato nella sezione giusta!
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DogW |
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Se su un'auto elettrica che funziona a batterie, io metto un piccolo motore diesel che ha solo la funzione di ricaricare le batterie, avrei un'auto che fa 1000 km con un litro, e si ferma a 1000 solo perchè l'autista è stanco... Quanto sopra, nasce dall'osservazione del funzionamento dei motori per i gruppi di corrente funzionanti a benzina che alimenta il motore a scoppio che ne ricarica la batteria fornendo corrente a 16A e 220 V.... |
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