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in conclusione, ad una V65 Lario potrei anche pensarci.
Quando comperai la T5 in realtà volevo la V65 Sp, poi il concessionario mi disse che erano dei cessi e con un milione scarso in più, avrei potuto avere (in offerta) ben altra moto. Appunto, ben altra moto. Ci abbiamo fatto 50.000 chilometri su e giù per l'Europa ma ne aveva sempre una. Nessun concessionario voleva ritirarla: tutto ma Guzzi no. Ci misi sei mesi a (s)venderla privatamente. Sostanzialmente mi aveva vaccinato contro la guzzite |
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sette con un litro ? codice HTML:
la RD andava dritta |
Devo dire che quando volevo comprare l'Imola 2 il concessionario locale (il mitico Foppa di Sergnano) onestamente mi sconsigliò l'acquisto per via dei problemi alla distribuzione ...
Lui prima era uno di quei meccanici vecchio stampo che quando c'era qualcosa che non andava non aveva remore ad ammetterlo ... Mi ripeteva che la testa a 2 valvole era molto meglio di quella cagata a 4 che avevano fatto e quindi piuttosto mi consigliava di prendere un Imola 1 ... :lol: Però l'Imola 1 pareva un asse da stiro e a me piaceva l'Imola 2 e quindi si è messo il cuore in pace e me l'ha venduto, pur scuotendo il capoccione a causa di questi giovani che non capivano un caxxo ... :lol: |
l'Imola 1 l'avevo io, bella moto.
Aneddoto: sono sempre stato iper sensibile per la meccanica delle mie moto. All'epoca sentivo un rumorino ciclico, veramente minimo, proveniente dalla scatola del cardano. La moto l'avevo comprata nuova ma da Pino (il meccanico della Norton dell'altro mio thread) che non era concessionario ma rivenditore. All'epoca usavano questi 'rivenditori' che in pratica compravano con i tuoi soldi la moto dai concessionari e te le davano loro facendoci la paghetta sopra. Beh quindi lui aveva difficoltà a riconoscere riparazioni in garanzia, e nemmeno mi credeva essendo un ragazzetto di 18 anni all'epoca. Tanto glielo menai che smontò tutto e trovò un cuscinetto (made in Portugal, me lo ricordo) leggermente segnato. Se lo ricorda ancora adesso e da allora ha capito che quando dico una cosa su una mia moto ho ragione. Altro aneddoto: il concessionario a Chiavari era di un tal Mazzoncini, distinto signore già anziano ad inizi anni 80. Mio padre diceva fosse stato un corridore di moto, ma non ho mai approfondito. Di moto però non capiva niente, letteralmente niente, si limitava a dire che le Guzzi erano sempre le Guzzi... edit mi incuriosisce questa questione della sostituzione della testa con i 2 V, ma davvero torna tutto, attacchi, passaggi delle aste, altezze etc? |
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tutta la mia stima ......a Pino :lol:
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Di roba buona costruita sotto una qualsiasi gestione De Tomaso, non credo ne esista.....forse un Guinness.
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...ma guarda per la serie "ha fatto anche cose buone" l'unica cosa "buona" della gestione DeTomaso è proprio la serie "piccola", i cui discendenti rombano oggi sulle V7/V85, che sono modelli di buon successo per una casa che ha i numeri della Guzzi.
Credo che sia uno dei motori motociclistici più longevi di sempre: chi l'avrebbe detto, un bicilindrico ad aria E5+? Certo, è un vecchio asmatico botolo, ma ha tanta personalità :lol:. |
A scanso di equivoci, mi riferivo alla nuda qualità dei prodotti.
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la qualita' era carsa ma a livello di disegno di progetto la serie piccola era un vero capolavoro. Il forcellone ancora invariato oggi era ed e' bellissimo, e la razionalita' costruttiva era commovente.
Ricordo che quando la imola 1 di carlo fu passata a paolo, l'altro fratello, un bel momento l'astina di comando della frizione buco' il piattello..Questa era uan cazzata costruttiva perche' l'astina era a punta (praticamente), senza la classica biglia interposta e alla lungha bucava il piattello di spinta obbligando a separare il cambio per accedere. Ebbene....mentre per le bmw tale operazione era un incubo per la guzzi facevi cosi': Sbullonavi il motore dal telaio che aveva una culla smontabile se ricordo bene, sconnettevi due cablaggi, lasciavi i carburatori "appesi" e staccavi l'intera moto dal motore verticalmente, poi posavi la moto su una sedia e restava appoggiata tra ruota anteriore e sedia. A terra restava il motore-cambio, con ancora marmitte e pedane e comandi a pedale montati sulla culla , appoggiata su cavalletto centrale e ruota dietro. Il tutto in 10 minuti. E ci si lavorava benissimo. Un progetto di una pulizia esemplare che si scontrava con materiali scarsi e assemblaggio scarsissimo fatto da operai innocenti abituati alle auto. nelle attuali v7 hanno risolto la posizione della scatola filtro che era inaccessibile collocato nella V e invece oggi e' accessibilissimo sotto la sella, e hanno fatto la razionalissima scelta di un solo corpo farfallato centrale che snellisce tutta la zona centrale. Di fatto la v7 850 e' una gran bella moto, io l'ho cambiata solo perche' ero io il cliente sbagliato. Non abbastanza tranquillo da godersela per quello che era senza snaturarla con piegone (in cui tocca abbastanza facile) e pretendendo dal motore quel che non poteva dare. Esteticamente ne sono innamorato ancor oggi. |
Il cambiare il filtro dell'aria era un incubo
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Che ricordi. Alla mia V35 si sbriciolò la frizione, durante il servizio militare in Liguria (1982). Me la sono smontata da solo, per il rimontaggio però ci siamo messi in tre.
Era veramente un ottimo disegno, ricordo anche la facilità di smontaggio della ruota posteriore, col disco che rimaneva in sede sul mozzo. |
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dove ora c'e' una vetreria, nella stradina congiungente piazza cavour alla circonvallazione ,via magenta.
aveva ancora i tipici arredamenti con le vetrinette in legno per la componentistica spicciola. Eravamo ragazzi, diciamo seconda meta' anni 70, inizio anni 80. Era gia' completamente fuori dal tempo, concessionaria e uomo. |
altro aneddoto: il nostro amico che compro' la imola 2, era un mastro d'ascia figlio di mastro d'ascia, gente abituata a fare la falegnameria degli yacht di lusso. Gente che allineava il taglio delle viti quando erano in successione tanto per capirci.
Ricordo quando ritiro' la imola 2 che aveva assemblaggi fatti col culo, sella,cupolino ,serbatoio, codino, non c'era una cosa allienata con l'altra. Inorridito si mise li a cercare di rimediare. Alla prima uscita quando torno' in garage mise orgogliosamente sulla moto la copertina in plastica griffata guzzi ......FRSSSHHHHHHHHHH.......incollata agli scarichi roventi. Era (ed e' )un eccellente bestemmiatore , da buon toscano. La moto fini' alluvionata quando il fiume vicino dove abitava esondo'. Ce l'ha ancora, ben ripulita fuori ma chissa' come conciata "dentro". Non fu mai piu' tentato di ripristinarla. |
ha un bel fermacarte...peccato
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Ricordarsi con gioia moto dalle prestazioni modeste e con le quali non sapevi mai se saresti tornato a casa senza carro attrezzi, non ha prezzo.
Io all'epoca avevo una Kawa GPz 550 uni-trak con la quale ho fatto 90.000 km senza nemmeno cambiare una lampadina e che andava molto di più e bene della Lario. Anche esteticamente le Guzzi di quei tempi non mi piacevano per nulla, ma questo è soggettivo. |
GPz Uni Track....splendida ed affidabile :eek:
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Sono convinto che il bilampada è stato previsto in sede di progetto dai bravi ingegneri di Mandello proprio perchè ce ne era sempre una fulminata. (Poveretti gli ingegneri di Mandello, anni e anni a far le nozze coi fichi secchi) |
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