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Mi complimento con voi pieroesilvia e l'idea dell'amico Hans non è male, aspettiamo il tutto per avere un quadro completo della vs:cool:;):toothy2:
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a fine resoconto provvedero' a inserire percorrenze tempi spese e quanto altro possa servire compresi gli hotel nei quali ho soggiornato...grazie a tutti x aver partecipato nella lettura..
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Bellissimo racconto....al pari di quello di Nicola (Milkplus) che però ci ha "lasciato" in Turchia :lol::lol:.......cmq viaggio che ho fatto l'anno scorso ma che rileggendo accende in me la voglia di tornarci al più presto.
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Grande Piero!!! Finalmente ho letto tutto. Per ora! :D
Il vecchietto di Edirne che avete conosciuto si chiama Recep... Terremoto, tremila, ecc........ !!!! :lol: Effettivamente mi ero dimenticato di dirti della tessera pedaggio per l'autostrada, noi s'ebbe fortuna: beccammo un inserviente che le vendeva in giro (a piedi) ai caselli, pagammo 30 lire e ci facemmo tutta la vacanza andata e ritorno! Sorry per la dimenticanza! ;) PS metti qualche foto diobono! :) @ ballerino: io non sono ancora tornato dalla Turchia, la mia testa è sempre là! Specialmente in Kurdistan... ;) |
ci ho provat amettere le foto ma nn mi riesce... maremma cinghiala...cmq le foto sono su flik....http://www.flickr.com/photos/50036833@N07/
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Oh bimbi scusate, io ci ho provato a mettere le foto ma non mi appaiono ..e dire che milkplus me lo ha anche fatto vedere il sistema di infilarle ma probabilmente salto qualke passaggio...mal di poco pazientate..stasera si va a cena insieme e me lo faccio rispiegare....duro ehhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!! e vabbe' datemi l'attenuante dell'età...
MA ANDIAMO AVANTI Come dicevo nel finale del racconto precedente, entriamo ad AMASYA mentre il sole sta x calare e lo scenario è piacevole. La luce rossastra illumina la parete rocciosa che si staglia sulla sponda del fiume che taglia in due la città e le 8 serie di cinte murarie assumono sfumature deliziose; le case ottomanehttp://www.flickr.com/photos/50036833@N07/5050472051/ poste sul margine del fiume iniziano a essere illuminate dai lampioni e l'insieme fa presagire una sosta piacevole e una visita interessante. Seguo le indicazioni del garmin che mi portano davanti all'albergo che purtroppo è sprovvisto di parcheggio privato ma vengo rassicurato dal proprietario che nessuno toccherà mai nulla. Prendiamo possesso della camera dopo aver spuntato lo sconto sul prezzo. E' arredata con gusto in stile moderno ma elegante, ha un bel bagno( finalmente ) e la finestrona da direttamente sul fiume. Dopo la doccia e il ristoro delle stanche membra decidiamo di restare due gg per la visita cosi da interrompre il ritmo finora effettuato. Prendiamo la Lonely e ci affidiamo ai consigli del lentiggionoso figlio di ELISABETTA II^ per la scelta del ristorante. Nemmeno a farlo apposta il ristoro da noi scelto si trova a duecento metri dall'hotel; all'ingresso troviamo una confusione pazzesca, il locale è pieno e ben 4 televisori mandano in onda una partita di calcio turca e + precisamente un derby fra le squadre di istanbul. Ci sediamo sotto un pergolato direttamente sopra il corso del fiume e silvia mi fa notare di essere l'unica donna presente.. io gli faccio notare che nessuno se la sta inc.....di pezza dato che sono tutti infervorati nella visione del match e che stanno facendo un tifo assordante. Come se nn bastasse :mad:( silvia odia il calcio) di fronte a noi sull'altra sponda del fiume un fans club di una delle due squadre fa un casino pazzesco:blob: ad ogni azione pericolosa, lanciando slogan e urla che rieccheggiano lungo tutta la città. Ordiniamo dei " sigari", sfoglia sottilissima ripiena di un formaggio delizioso e poi arrotolata x assumerne la forma, doner kebap e un assaggio di " meze" cioe' antipasti vari molto appetitosi. CI portano il tutto in portate abbondanti,:D le gustiamo accompagnate dalla birra turca che è molto buona paghiamo 12 euro in due e decidiamo, seppur stanchi, di dare un occhiata alla passeggiata e fare qualke foto con l'illuminazione artificiale. Amasya come le altre città visitate si presenta pulita e in ordine, la gente sorridente e molti giovani che passeggiano o si sbaciucchiano sulle panchine poste lungo la passeggiata sul fiume. Sotto il castello le tombe dei RE del PONTOhttp://www.flickr.com/photos/50036833@N07/5050449845/ si stagliano come occhi vuoti sopra la fila di case ottomane e danno l'impressione che la sfacchinata per salirci e visitarle ne valga la pena. Al rientro solito collegamento internet con il wireless e poi a nanna. Al mattino ci alziamo con piu' calma e dopo una stupenda colazione armati di guida e macchina fotografica lasciamo l'hotel e ci dirigiamo verso le tombe. Il nostro programma prevedeva nell'ordine..... salita alle tombe e visita discesa al fiume e moschea altra moschea antica e caravanserraglio passeggiata per il centro e qualke acquisto moschea del 1200 con bellissimi giardini e osservatorio astronomico dell'epoca riposino pomeridiano ( dato che il sole spaccava le pietre gia dalle prime ore) salita in moto al castello e visita cena e poi preparazione bagagli per l'indomani....in cappadocia. Saliamo per gradini scivolosi, polverosi e ripidi fino alle tombe pagando 6 lire turche per l'ingresso. La guida riportava la costruzione delle tombe a 2500 anni prima di Cristo con resti di terme ed edifici de palazzo delle vergini e la cosa sembrava interessante. Invece la delusione è stata cocente e mi spiego meglio; In turchia tranne che per qualke sito archeologico veramente curato ( efeso, hattusa, pergamo) non prestano cure o attenzioni particolari allo stato di conservazione degli stessi..gia le indicazioni o i cartelli esplicativi sono inesistenti o illeggibili e per lo piu' le spiegazioni sono in turco...cosa che non posso dire invece delle moschee siano esse recenti o antiche. Quelle sono curatissime pulitissime e ordinatissime. Capisco che il governo turco non abbia fondi per valorizzare l'immenso patrimonio artistico presente, ma trovare l'intera area ricoperta con scritte e graffiti, vederla ridotta a zona di scarico di rifiuti vari, non trovare un solo cartello che spiegasse come cosa e chi vivesse li, i ruderi degli edifici ridotti a qualke mattone o pietrone polveroso dove cani e gatti randagi trovavano alloggio e riparo è stato demoralizzante..mettici anche che il sole nn dava tregua e che la piccola galleria naturale che conduceva a tre delle cinque tombe fosse scivolosa e consunta dalle migliaia di persone passate con il rischio piu' che reale di cadere tra le rocce sottostanti e che persino all'interno delle Tombe ormai spoglie non ci fosse altro che cumuli di bottiglie e lattine.......... vi lascio immaginare[IMG]hthttp://www.flickr.com/photos/50036833@N07/5051076696/tp://[/IMG]. Stanchi dalla salita, accaldati, sudati e SFAVATI, scendiamo verso il fiume e la città facendoci un percorso di massima sfruttando il ( almeno quello) bellissimo panorama che si vede dall'alto. Arrivati sull'altra sponda del fiume visitiamo la prima moschea poi leggiamo che esiste un mercato coperto molto antico e decidiamo di andarci...Altra delusione dato che troviamo il mercato kiuso x ristrutturazione...cosi avendo vicino una vecchia moschea e il caravanserraglio proviamo ad avere maggiori soddisfazioni recandoci sul posto attraversando una via stretta e rumorosa dove su entrambi i lati della strada ogni negozio si dedica alla lavorazione di ferro e rame per la costruzione di cucine, stufette, lampade, pentole ecc ecc...molto carina devo dire. Ennesima delusione quando arrivati alla moschea la troviamo sprangata ( peccato era del 1300 piccola e graziosa) e decadimento totale delle braccia con conseguente arrotolamento sull'asse delle olive di famiglia, nel trovare il caravanserraglio completamente chiuso e in restauro. Sfiduciati dalla mancanza di indicazioni della guida al riguardo ( anno 2009 mica un ventennio fa), decidiamo di fare una passeggiata in centro, anche perchè da quanto picchia il sole sembra ferragosto e nn il 21 di settembre. Il centro è vivace e colorato, molti studenti nelle loro uniformi scolastiche ci salutano, molti anziani ci guardano incuriositi e molte donne lanciano occhiate non benevole al piccolo bottone della maglietta di silvia che fa leggermente intravedere l'inizio del solco dei seni.. ci ridiamo sopra e anzi io la invito a slacciare gli altri due.... inutile dire che prima ancora di finire la frase, la mia nuca si piega immediatamente verso il basso colpita dalla Lonely( a qualkosa serve allora) e dalla parola PORCO che la mia zavorrina mi sussurra sorridendo. Arriviamo al complesso della moschea + importante verso l'ora di pranzo e restiamo allibiti dalla cura certosina dei giardini e aiuole, dai tappeti coloratissimi che sono posti all'ingresso. Il minareto si avvita in alto con volute delicate, le pareti della moschea sono agghindate con scritte in arabo dagli svolazzi armoniosi, la fontana centrale è piena di disegni in blu e giallo e finalmente troviamo qualkosa che ci soddisfa. In piu' la moschea, con i suoi giardini e le sue panchine all'ombra di due alberi secolari e immensi, è proprio di fronte alle case ottomane sul fiume e la vista ci ripaga delle delusioni di prima. Lascio silvia all'ombra e mi reco da un fruttivendolo a prendere il nostro pranzo..due pere due pesche enormi e due banane due bottigliette di acqua e due ayran( bevanda a base di yougurt superdissetante)..spesa totale due euro e 50... trovo silvia intenta a scrutare gli uomini che, intorno alla fontana, parlano discutono e si lavano preparandosi alla preghiera e difatti da li a 5 minuti il lamentoso canto del muezzin si innalza in una angosciante serie di ululati e suoni ad annunciare la terza preghiera del giorno. Mangiamo il nostro pranzo beandoci dell'ombra degli alberi, osservando e commentando come in sei giorni dall'arrivo in turchia non avessimo mai visto nessuno litigare o discutere animatamente o cmq avere un atteggiamento aggressivo. Intendiamoci gente ...nn sto dicendo che in turchia non si menano o non ci siano liti....dico solo che a noi nn è mai capitato di vedere ( se non nel traffico) gesti di insofferenza. Alla fine della preghiera silvia mette sul capo il suo foulard ed entriamo nella moschea levandoci le scarpe e, per quanto mi riguarda, pregando che il " caprino" delle mie calzature ginniche non riempisse l'interno dell'edificio facendo credere ai poki fedeli rimasti un imminente attacco CHIMICO di AL QUAEDA. L'interno merita quanto l'esterno e pur non essendo come dimensioni, pari a quella di Edirne, resta comunque molto bella da ammirare. Dopo il riposino pomeridiano prendiamo la "rossa" e ci dirigiamo verso il castello...diamine a vederlo dal basso deve essere una cosa con i controc.....con i fiocchi volevo dire. Leggo sulla guida che le fondamenta murarie risalgono all'età del bronzo e che poi i re del ponto, i romani, i bizantini e gli ottomani hanno, nel corso dei secoli, aggiunto le varie cinte murarie fino alla posa di un enorme cannone da parte dei russi durante la loro breve occupazione. Essendo militare di carriera ero incuriosito da quel cannone portato chissa' a queli immani sforzi sulla cima del castello, dato che non esistevano strade se non l'unica tortuosa e scassatissima serpentina del sentiero che comunque giungeva solo alla porta principale del castello. La Lonely riportava anche che il famigerato pezzo di artiglieria sparava durante il ramadan per segnalare la fine del digiuno ..indi x cui poscia ( alza la coscia e p......) mi aspettavo di vedere "stabbestia" ancora funzionante...ma procediamo con calma. Gia trovare un posto sicuro x posizionare il cavalletto mi fa perdere un sacco di tempo, dato che l'asfalto presente è completamente sconnesso e pieno di ghiaia che non permette una posizione stabile; aggiungeteci il fatto che la moto pesa duecento kili e passa, che io sono fisicamente una "mezzasega" come si dice in toscana e che le urla di silvia con i suoi ATTENTO ALLA MOTO ATTENTO CHE CADE QUI NON MI PIACE ecc ecc e immaginatevi come il nervoso si stesse impossessando di me. Alla fine trovo il modo di rassicurare silvia e la " rossa " ed entriamo nel sito. Nessun cartello che indica se andare a sinistra o a destra, nessuna indicazione se la porta fosse romana o turca, medievale o ottomana..solo un arrugginito cartellone quasi illeggibile informa che il sito è antichissimo e che x salire alla sommità vi sono 150 scalini molto ripidi. Silvia mi guarda e con un perfetto e appropriato francesismo degno degli studi di MAUPASSANT alla sorbona di parigi mi dice..... "io ti vado nel..... a te e al cannone".... Cosi decido a malincuore di farmi la sfacchinata da solo e inizio l'ardua impresa di salita. Sono le 16 e 30 e vi giuro che il sole mi sta martoriando la pelle da quanto pikkia. Mentre salgo, il panorama sottostante mostra il suo fascino ...la città appare in tutta la sua lunghezza e il fiume la taglia in due dividendo la parte storica da quella moderna...con il fiato grosso e il sudore che cola, salgo tutti i gradini e arrivato in cima con mio sommo sgomento non trovo traccia del cannone...solo un lunghissimo pennone sulla cima, si alza verso il cielo facendo sventolare una bandiera turca cosi grande da poter ricoprire una decina di auto parcheggiate in fila. Cerco, salgo, scendo, giro, svolto, scruto, osservo ma di sto cannone nemmeno una traccia... accendo la videocamera e mi lascio andare in uno sfogo in vernacolo pisano che contempla una sequela di moccoli da far impallidire uno scaricatore di porto( con tuto il rispetto x i portuali)..sono le 17.00 e la voce del muezzin si estende dai minareti x l'ultima preghiera e il canto che sento finora per me dotato di un certo fascino diventa immediatamente una presa x i fondelli...."ma che cazzo ch'avrai da cantare" :!:grido da solo in cima alla fortezza non accorgendomi che il video ha il sonoro inserito:(. Cosi molto incazzato e deluso, scendo i 150 scalini borbottando ed elencando tutte le donne di facili effusioni appartenenti alle casate dei santi che mi vengono in mente. Sudato come una capra raggiungo silvia che nel frattempo si è seduta sulla scalinata d'ingresso della porta del castello, montiamo in moto e torniamo in città x farci un giro. Restiamo seduti fino a tramonto rientriamo solo x una doccia e poi torniamo fuori per la cena e le foto della parte antica della città con le luci notturne. In sintesi consiglio vivamente, a chi decidesse di andare ad Amasya, di non fermarsi che x una notte al massimo.. una visita la merita ma viste le condizioni dei siti, chi volesse recarsi li necessita solo di tre ore x la visita...cena o pranzo incluso... merita molto la fila di case sul fiume e merita la vista ( sempre dalla sponda del fiume) delle tombe xkè cmq sia il colpo d'occhio è notevole ma per il resto è inutile perderci tempo. Fatte le nostre riflessioni decidiamo di andare a nanna...domani cappadocia finalmente..e speriamo che tutte le fantastiche cose sentite e lette su quella regione siano all'altezza della loro fama... to be continued |
dopo qualche giorno di "zerotempoliberoperleggereunarecensione" mi sono gustato questa.
ovviamente ero già a conoscenza delle vicissitudini, sia in collegamento live via skype, sia al ritorno, ma è piacevole leggere le avventure anche qui, grazie anche al simpaticissimo modo di raccontare che ha Piero. Bravo! :D |
ragazzi chiedo na cortesia in tutta sincerità...a me piace scrivere credo sia lapalissiano ma se trovate che le recensioni siano troppo lunghe e prolisse o vanno bene cosi??? sinceri che accetto ogni critica......GRAZIEEEEEEEEEEEEEEE
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guarda che se a te piace scrivere a noi piace ancora di più leggerti:!::D:D...racconto avvincente ed utilissimo per chi spera di vivere emozioni paragonabili...grazie;)
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vai non perder tempo, vai avanti a scrivere.:mad::mad:
Se qualcuno è contrario, ti do la mia mail e me la leggo in privato:lol::lol: Grazie. |
Lasciamo Amasya avendo impostato sul garmin la destinazione di Uchisar. La strada seppur grossolana nell'asfalto, è deserta e il panorama magnifico.:lol: Percorriamo la distanza con calma, godendoci lo splendido paesaggio, fermandoci per il rifornimento e qualche foto. Nella sosta contatto con il cellulare il mio amico ALS che a bordo della sua STELVIO e con la moglie sta attraversando la turchia per raggiungere siria e giordania. Vorremmo incontrarci per un saluto e passare qualche ora insieme. La sfortuna vuole che mentre noi godiamo di un sole magnifico lui sta zuppandosi come un naufrago per la pioggia.:mad: Arriviamo in Cappadocia e cosi dal nulla, il paesaggio gia bello, diventa FIABESCO. Ora.. noi avevamo gia visto foto e documentari, letto racconti e ascoltato altre esperienze. Tutte concordavano nel descrivere la Cappadocia come qualcosa di unico e irripetibile. Viaggiando molto per lavoro e per diletto so per esperienza che spesso quello che piace diventa meraviglioso se:
durante il soggiorno non solo i paesaggi e i luoghi ma l'insieme che costituiscono il divertimento,la gente, il cibo, le amicizie esistenti e fatte, creano un bagaglio di emozioni che esaltano l'effettiva realtà di quella vacanza. Bhe per la cappadocia è tutto vero, tutto reale, tutto esatto, tutto che corrisponde.:!::!: E' una regione di una bellezza che suggestiona con conformazioni del territorio che sono una emozione continua , che alterna posti affollatissimi da decine e decine di pullman pieni di turisti a strade cosi deserte che potete fermare la moto e parcheggiarla di traverso sulla carreggiata, avere il tempo di fumarsi non una ma due sigarette, fare foto con l'autoscatto, ascoltare il silenzio assoluto dove solo il vento ti parla e non vedere una persona o un auto per ore:eek::eek:. Girare in strade secondarie e studiare rocce dalle forme strane e bizzarre o insolite, abitazioni ricavate nelle stesse, monasteri creati dal nulla, città sotterranee immense, valli multiformi e multicolore, trattori su percorsi desolati con intere famiglie che salutano e sbracciano, chiamano, regalano splendidi sorrisi senza nessun secondo fine se non quello dell'assoluto piacere di avere ospiti. Da Uchisar a Goreme, da Urgup a Neversheir, la Cappadocia affascina per la sua differenza anche se sostanzialmente il paesaggio SEMBRA ( ma non è ) uguale:rolleyes:. Arriviamo a Uchisar e sappiamo gia dove recarci grazie alle precedenti esperienze di amici Pisani. In piu' nel bel mezzo della piazza principale della piccola città c'è un negozio di tappeti che appartiene al loro amico Faruk, che parla italiano in maniera perfetta, e che puo' all'ocorrenza aiutarci per qualunque cosa, il che non guasta dopo tanti giorni di scarno inglese e impossibile turco. Superiamo la piazzetta posta ai piedi del "castello" di Uchisar, altro non è che un enorme blocco di tufo nel quale sono state scavate stanze dove gli antichi vivevano, dormivano, mangiavano e vi si difendevano e scendiamo al piccolo hotel che abbiamo scelto. E' una piccola casa a due piani con una vista sulla valle di goreme che spezza il fiato....:-o;)credetemi mentre scrivo mi sta venendo la pelle d'oca al ricordo. Nelle stanze al piano superiore, cioè al livello del terreno, ha tre camere con vista e una terrazza dove si puo' bere l'immancabile cay o cenare e nella parte inferiore ha due camere in stile troglodita, cioè scavate nella roccia e arredate semplicemente con un letto e un piccolo bagno ma l'insieme è moooooolto suggestivo. Dopo il consueto ristoro e sistemazione del bagaglio scendiamo a piedi nella piazza e ci rechiamo a fare la conoscenza di faruk e mustafà i due turchi amici dei nostri compatrioti pisani. Come detto faruk ha il negozio di tappeti + grande del paese e mustafà ha un ristorante di lato al negozio dove si mangia benissimo. Faruk ci accoglie con un sorriso disarmante e un italiano perfetto e la prima cosa che ci dice dopo averci stretto al mano è......"questa è casa vostra"....Non dico bugie affermando che nei giorni trascorsi con lui la cosa si è rivelata effettivamente cosi. Il negozio( specifico che io ODIO i tappeti ) è bellissimo, multicolorato, caldo, accogliente e ha due sale nel retro arredate in maniera semplicemente fantastiche con piccoli tavolini e decine e decine di cuscini su un divano lunghissimo che sta di lato ad un finestrone immenso che guarda direttamente il castello. Mia moglie adocchia un tappeto:mad::mad: posto appena davanti l'ingresso e anche se non dice nulla so gia che dovro' appesantire ancora la nostra "rossa" e alleggerire il portafogli. Mentre siamo da lui entrano due ragazzini...sono due fidanzatini italiani di poco meno di 30 anni ma che nell'aspetto dimostrano si e no poco piu' di 20. Sono di novara e sono specializzandi in medicina. Non so se fosse stato perchè erano i primi italiani incontrati o perche fossero cosi gentili e giovani o noi sembravamo loro dei "maturi" diversi da quelli che frequentavano di solito ma l'intesa è subito immediata. Decidiamo, non dopo aver bevuto l'immancabile the, di farci una passeggiata per la valle dei piccioni posta sotto Uchisar e che arriva volendo scarpinare, fino a Goreme circa 7 km piu' in basso. Mentre fotografiamo ridiamo e scendiamo x il ripido sentiero ci scambiamo impressioni sulla turchia e sulla gente. Come immaginavamo anche loro hanno riscontrato lo stesso nostro piacere nella visita ad un paese cosi bello e ospitale..:D.Facciamo un paio di km immersi nel silenzio assoluto, sotto volte di tufo, alberi enormi, case scavate e addirittura in alcuni casi interi edifici, ammirando gustando e riempiendoci la vista delle mille sfumature di colori che la roccia assume man mano che il sole scende verso il tramonto. Nel corso del tempo le abitazioni sono state abbandonate e molti contadini hanno ricreato nelle rocce allevamenti di piccioni ...da li il nome della valle. Tornati da faruk ci salutiamo, prendiamo un percorso di visita x l'indomani appositamente preparatoci da lui stesso, ci diamo appuntamento x una cena insieme e andiamo in hotel...la valle sottostante è immersa nel buio totale e dalla terrazza che la domina non si scorgono che le luci delle piccole case in lontananza. Il silenzio è rotto solo dal sussurrare del vento leggero che continua imperterrito a sagomare le rocce da millenni e dalle voci degli ospiti che seduti ai tavolini sono increduli quanto noi. Ci viene servita una cena squisita con 5 portate e dopo cena torniamo da faruk per fare due chiacchiere....e xke silvia non riesce a togliersi( ahimè ):(:confused::mad: quel tappeto dalla testa.... ALLA PROSSIMA GENTE........................... |
e già, mentre voi vi godevate il calduccio noi prendevamo acqua a secchiellate vicino Bolu... ed era pure freddo!!
Peccato non essere riusciti a vederci durante il nostro passaggio in turchia :( Beh, aspetto la continuazione del racconto, anche se in buona parte lo conosco è sempre molto piacevole leggerti ;) |
ebbravo il nostro turchetto! ;)
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e Come dicono a PISA.................MAIALE!!!!!!!!
Troppo bello il racconto ma ci lasci sempre con il fiato sospeso.......dai continua!!! |
aspetto anche io con ansia il racconto........ma presumo che Pieroesilvia sia con la testa da un'altra parte.......ho letto che è militare di carriera e doveva tornare in afghanistan, con quello che è successo...... per un pò non lo sentiremo
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La tragedia mi tocca da vicino logicamente ma fa parte del mio lavoro e ne sono consapevole. Eventuali ritardi nel terminare il racconto sono dovuti al fatTo che da oggi sono rientrato in servizio e quindi avro' meno tempo da dedicare alla stesura...comunque ormai sono quasi alla fine....
Quindi proseguiamo impauriti dal numero esorbitante di pullman turistici che invadono la cappadocia decidiamo di iniziare il nostro tour molto presto. Prima destinazione la visita alle città sotterranee. Arrivati al primo sito, nonostante fossero appena le 8 e 30, decine di bus affollano la piccola area di parcheggio e centinaia di turisti sono in fila per la visita. Cosi con silvia decidiamo di saltare il sito e recarci alla seconda città, scoperta + recentemente e molto piu' grande . La scelta si rivela azzeccata dato che siamo praticamente soli. Paghiamo 30 lire turche per l'ingresso, cioè 15 euro, ma devo dire che anche se sono ben spese il prezzo è eccessivo considerando il tenore di vita turco. Naturalmente all'ingresso i pochi cartelli presenti sono solo in turco e tedesco e anche le guide parlano un inglese approssimativo e quindi aiutati dalla guida ci dirigiamo nel sottosuolo ad esplorare questa meraviglia. La città si estende per ben otto livelli nel sottosuolo e il cunicolo di aerazione è profondo 100 metri. Stretti cunicoli scendono nelle viscere della terra e spessissimo io e silvia (due mezzeseghe) siamo costretti a chinarci a 90 gradi x percorrerli. Il sito è interessante e la temperatura interna è almeno 10 gradi + bassa che all'esterno. Stanze private, sale comuni, magazzini e porte di pietra circolari poste ancora nei loro incavi sono testimonianze dell'ingegno di quei popoli antichi. Soddisfatti decidiamo di uscire e di farci un giro x le campagne della regione evitando i luoghi + famosi e goderci sia il panorama, che il possibile contatto con qualche abitante della zona. Prendiamo una strada battuta solo da famiglie sui trattori e lo spettacolo che ci si apre davanti è incredibile. Formazioni rocciose scavate in ogni angolo si estendono a perdita d'occhio, le strade sono completamente deserte e solo il vento disturba il silenzio assoluto. Ad un certo punto ci troviamo su una strada che è il sogno di ogni mototurista....deserta, soleggiata e fantasticamente panoramica. E' cosi deserta che dopo circa 30 minuti che la stiamo percorrendo non abbiamo ancora incrociato nessuno, ne auto ne veicoli ne persone. Cosi colto da ispirazione ( e dal bisogno di cambiare acqua alle olive) fermo la moto letteralmente in mezzo alle due corsie ponendola perpendicolare ai due sensi di marcia..metto la macchina fotografica sull'asfalto e inserisco l'autoscatto. Abbiamo il tempo di fare 5 foto, espletare i bisogni fisiologici e ripartire senza la presenza di anima viva se non qualche gazza che zampetta vicino alla moto. Estasiati ripartiamo a velocità ridotta per goderci le mille sfumature delle strade, delle rocce, delle formazioni di tufo, e dei sorrisi che i rari incontri con le persone ci concedono . Ad un certo punto, persi dal panorama, perdo la strada e mi dirigo verso il nulla assoluto. Resomi conto dopo qualche km che la strada non portava da nessuna parte, fermo la moto e mentre studio la cartina di Faruk due somarelli con in sella due vecchietti dall'età arcaica scendono verso di noi. Prendo la cartina e pur sapendo che i poveri cristi non conoscono una sola parola di inglese o italiano mi dirigo verso di loro per qualche indicazione. Mentre punto il dito su dove devo andare ( NOJO VOULEVAM ANDAR... MITICO TOTO' ) e su dove credo invece di essere, il vecchietto sul primo somarello stracarico di sacchi senza degnarmi di una minima attenzione fa cenno a silvia di avvicinarsi e di unire le sue mani. Silvia cerca di capire cosa voglia e lo accontenta e piano piano si ritrova le mani stracolme di enormi grappoli di uva ( squisitamente saporita) che il nonnino estrae dalle some. Silvia continua a dire "basta grazie basta" ma il turco continua a riempirle le mani fino a che l'uva non rischia di cadere a terra...faccio x ringraziarlo ed estraggo due lire turche per compensare il dono che ci ha fatto. NON l'avessi mai fatto...sdegnato e offeso il nonnino alza il suo nodoso bastone e piega il palmo dell'altra mano in maniera negativa ed offesa per poi portarsela al cuore ad indicarci che è un regalo sincero e non una vendita. Al suo fianco la moglie apparsa da un vicolo e vestita con i tradizionali abiti contadini ci regala un sorriso sdentato ma bellissimo, ci saluta con un cenno della testa e scarica le sacche ricolme di frutta con una forza inaspettata. Posso assicurarvi che i sacchi di juta erano pieni e molto pesanti ma lei li scaricava come fossero semplici buste della spesa. Ringraziando in turco ( seguivo IL GLOSSARIO della guida) ci siamo congedati dalla coppietta e ci siamo messi in marcia commentando la spontanea generosità di quella povera gente e spiluccando chicchi d'uva che silvia mi passava da dietro. Continuiamo il giro fino a incontrare uno sperduto e malconcio cartello stradale turistico che indica un monastero bizantino che sulla guida non avevamo letto. Di comune accordo decidiamo di visitarlo e concederci una sosta. Sul sito due vecchiette inginocchiate sotto un enorme castagno stendono una sfoglia per fare il pane e l'immancabile teiera è sul fuoco accanto a loro. L'enorme blocco di tufo è scavato ovunque e il monastero ricavato presenta viste mozzafiatodalle finestre e ampie sale annerite dai numerosi fuochi accesi all'interno dalla sua costruzione. Il biglietto costa 4 lire a testa e li vale tutti anche perchè ( cosa che a noi piace moltissimo) siamo SOLI nella visita. Purtroppo a differenza dei siti presenti a GOREME, gli affreschi sulle pareti sono deturpati e cancellati dalla fuliggine o dai graffiti dei soliti vandali e silvia sorride amaramente al coartello posto sotto cio' che resta di un dipinto che dice di evitare l'uso dei flash.... divrebbero stare attenti a chi li deturpa e non alle macchine fotografiche... dopo la visita ci rechiamo verso la città di MUSTAFAPASA che ha edifici in stile greco ben conservati e da li, proseguendo fra le mille meraviglie del paesaggio che la cappadocia offre, arriviamo a Goreme. Qui un po' di sconforto ci coglie e ci demoralizza. Un piazzale enorme adibito a parcheggio è stracolmo di pullman e una moltitudine di grassoni tedeschi e minuscoli giapponesi affollano la biglietteria. Non dico che speravamo di essere soli ma nemmeno che ci fosse una folla cosi enorme di persone. Del resto il "museo a cielo aperto" di Goreme è un patrimonio dell'umanità e le chiese, le costruzioni, gli affreschi e i sentieri che si dipanano tra un sito e l'altro sono di valore inestimabile. Decidiamo di essere abbastanza appagati dalle visite inerenti le opere dell'uomo da dedicarci a quelle naturali e andare a visitare la valle delle fate e la valle dell'amore. E qui devo fare un altro appunto alla LONELY PLANET.. il molto sassone e POCO ANGLO che scrive sulla guida, spiega che le indicazioni x queste valli sono scarne e da' un' approssimativa indicazione di come raggiungerle ma si limita a dire che dalla strada principale si ramificano due deviazioni e che bisogna imboccarle...ora di stradine laterali ce ne sono a decine e la nostra ricerca viene vanificata dalla mancanza di un minimo di cartello. Sarebbe bastato dire che la seconda o la terza strada porta alla valle e che prima di arrivarci si devono cmq fare un due o tre km di cammino prima di incontrarle PER NON FAR PENSARE A CHI LE IMBOCCA DI AVER CANNATO ALLA GRANDE..queste scarne indicazioni servirebbero ad evitare gli assalti di quanti si offrono per accompagnarti con le loro auto chiedendo diversi euro ai turisti che cercano di capire DOVE siano ste benedette valli. Comunque alla fine ci arrendiamo e dopo aver parcheggiato la moto contrattiamo con un turco, che parla bene l'italiano, un prezzo x accompagnarci...la prima è la valle dell'amore e il nome è spiegato dalla inconsueta formazione che le rocce hanno assunto, modellate dal vento nei secoli...e anche dai sorrisi spontanei e dalle risatine che ogni donna di qualunque nazionalità esclama non appena la valle appare allo sguardo. Decine di enormi rocce a forma di PENE si estendono innalzandosi verso l'alto come ogni uomo desidererebbe accadesse sempre e non solo in giovine età...(parlo per me e non per chi legge ovviamente). I sentieri si districano uno accanto all'alto in mezzo a piccole macchie di vegetazione dalla quale nascono viti selvatiche piene di grappoli di uva e lo sguardo si perde nell'ammirare cio' che madre natura riesce a creare. Dopo la scorpacciata di FALLI e battute poco felici di silvia nei confronti del sesso maschile nei generis, la guida ci accompagna alla valle delle fate. Come panorama cambia poco, solo che qui le rocce ospitano case e chiese scavate con, all'interno, affreschi ancora visibili. In piu' come x vendetta nei confronti delle battute di mia moglie, fatte precedentemente, ai piedi di due monoliti di tufo una equipe indiana sta girando uno spot pubblicitario. La modella è uno SCHIANTO una STRAF...di proporzioni bibliche e il vestito tradizionale risalta la perfezione del corpo della ragazza tanto che resto rapito dalla sua bellezza fino a che non vengo riportato alla realtà dalla sonora botta sulla testa che la zavorrina mi da con la guida... "HAI FINITO DI SBAVARE ?" mi dice sorridendo.... inutile dire su cosa la mia mente vagava e avrebbe voluto sbavare...agli uomini che leggono posso solo giurare sulla mia vita che la ragazza avrebbe fatto resuscitare i morti. Finita la visita e le decine di scatti fatti nella valle, il cielo inizia a rannuvolarsi e non volendo prendere acqua con la moto, x non rischiare cadute sull'asfalto sempre piu' orrendo, decidiamo di farci riportare al parcheggio e tornare in hotel... la giornata è stata caldissima e le nuvole sono una sgradevole sorpresa dato che fino a pochi momenti prima, niente lasciava immagginare un cambiamento del tempo. Arrivati a Uchisar salutiamo Faruk che ci offre il solito buonissimo the alla menta e avvisiamo Mustafà che ceneremo da lui. Fissiamo un appuntamento con i due fidanzati di novara per farci raccontare la loro esperienza mattutina con il volo in mongolfiera e poi via in doccia... ALLA PROSSIMA |
una foto "indiana" si può avere?? :lol::lol:
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Di sicura sei bravissimo a scrivere ma per vedere due foto devo invitarti a cena??????
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invitiamolo insieme bubu almeno spendiamo meno...
piero le fotooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! |
AHAHAHHAHA spiritosi...allora andiamo con ordine....la foto dell'indiana non la ho xkè silvia mentre la stavo x fotografare mi ha schiantato la lonely sulla chiorba... x quanto riguarda le foto NON SO COME SI METTONOOOOOOOOOO
io ci ho provato am mi esce solo il link..sono cmq su flikr...nei precedenti post ho messo il link...vi chiedo scusa ma sono imbranato.. |
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