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ValeChiaru 20-02-2025 09:03

Gole del Verdon a Luglio, amici in autostrada a mezze maniche (non mi esprimo) e nessun controllo... avranno avuto culo ma un bel verbale non sarebbe stato male; se hai caldo vai in auto e AC accesa.
Per quanto riguarda l'abbigliamento in moto personalmente non ho bisogno di una legge che mi imponga come fare perchè ci pensa già il mio buon senso e a giro se ne vedono di folli nelle giornate calde.

Thepilgrim66 03-03-2025 18:30

In Italia non c’è nessun obbligo di omologazione per l’abbigliamento da moto. Esiste solo l’obbligatorietà di indossare il casco. Che il casco non sia poi omologato spesso è solo un problema se fai un incidente e allora diventa rilevante. In generale i caschi per moto non omologati non vengono venduti. Discorso diverso per le giacche ed i pantaloni dove l’ omologazione la si trova ancora su capi prodotti da poche aziende e il motivo è esclusivamente economico perché produrre un capo, portarlo alla società di certificazione , rifarlo secondo le prescrizioni ed ottenere l’ omologazione ha un costo rilevante che non viene ritenuto importante spendere. Una delle prime marche a produrre abbigliamento omologato fu la Halvarsson, che ne produce ancora, altre anche italiane rinomate non lo facevano e continuano a non farlo per tutti i loro capi ritenendo sufficienti i loro test e la pubblicità derivante dalla sponsorizzazione di alcuni piloti in superbike e MotoGP. Se guardiamo sul nostro abbigliamento a meno che non sia rukka o revi’t, held, klim e poche altre non sarà facile trovare l’ideogramma dell’omino in moto con scritto il livello di omologazione ottenuto.


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sillavino 05-03-2025 16:02

Romargi non ci dice nulla della Francia...?

Bistex 05-03-2025 16:23

Quote:

Originariamente inviata da Thepilgrim66 (Messaggio 11252422)
In Italia non c’è nessun obbligo di omologazione per l’abbigliamento da moto......
Discorso diverso per le giacche ed i pantaloni dove l’ omologazione la si trova ancora su capi prodotti da poche aziende...

Cerchiamo di non dare informazioni sbagliate.
In Italia, come nel resto d'Europa non esiste l'obbligo di INDOSSARE abbigliamento omologato.
Ma in tutta la CEE vige l'obbligo di certificare l'abbigliamento da moto secondo la EN 17092 per poterlo immettere sul mercato.

Thepilgrim66 05-03-2025 18:08

“Ma in tutta la CEE vige l'obbligo di certificare l'abbigliamento da moto secondo la EN 17092 per poterlo immettere sul mercato.”
Vero, ho dato una informazione non corretta.


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kloontz 05-03-2025 22:36

Quote:

Originariamente inviata da Bistex (Messaggio 11253295)
Ma in tutta la CEE vige l'obbligo di certificare l'abbigliamento da moto secondo la EN 17092 per poterlo immettere sul mercato.

Non sono pratico del regolamento 2016/425/EU in questione ma in genere le norme (anche armonizzate) sono sempre di applicazione volontaria, sono rari i casi in cui una legge o regolamento richiami lo standard tecnico.
Quello che è sempre obbligatorio è il rispetto della legge o regolamento o direttiva e la norma (armonizzata) è uno dei possibili modi per soddisfare i requisiti di legge.
Quindi no, la conformità alla norma EN 17092 non può essere mai obbligatoria perché il fabbricante può sempre dimostrare la conformità del prodotto ai Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute dell'Allegato II del Regolamento mediante evidenze del Fascicolo Tecnico (Allegato III), applicando una delle procedure di valutazione di conformità specificate nel Regolamento (Allegato IV et al.).



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Pietro963 06-03-2025 09:27

Quote:

Originariamente inviata da pacpeter (Messaggio 11247172)
Le mani sono le prime a essere danneggiate in caso di caduta.

Sacrosanto.
Qualche anno fa in Indonesia ero su uno scooter con mia moglie, fermo in mezzo alla strada per girare, un altro scooter ci ha tamponato, ci ha gettato a terra, io mi sono aperto entrambi i palmi delle mani 7 punti su una ed 8 sull'altra, oltre ad escoriazioni ovunque.

Bistex 06-03-2025 13:55

Quote:

Originariamente inviata da kloontz (Messaggio 11253443)
...
Quello che è sempre obbligatorio è il rispetto della legge o regolamento o direttiva e la norma (armonizzata) è uno dei possibili modi per soddisfare i requisiti di legge.
Quindi no, la conformità alla norma EN 17092 non può essere mai obbligatoria perché il fabbricante può sempre dimostrare la conformità del prodotto ai Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute dell'Allegato II ...

I Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute per i DPI (in questo caso abbigliamento da motociclista) sono tutte le clausole contenute nella EN 17092 e alcune clausole contenute nella EN 13688, quindi direi che l'obbligo c'è.
Poi sta al produttore decidere se affidarsi ad un Ente Notificato per il rilascio del certificato o farlo in autonomia, ma che io sappia nessuno produttore di abbigliamento ha scelto la seconda opzione.

Thepilgrim66 06-03-2025 14:08

Qui una famosa azienda spiega la sua filosofia in merito

https://demonerosso.dainese.com/it/c...taloni-da-moto


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kloontz 06-03-2025 14:40

Quote:

Originariamente inviata da Bistex (Messaggio 11253643)
I Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute per i DPI (in questo caso abbigliamento da motociclista) sono tutte le clausole contenute nella EN 17092 e alcune clausole contenute nella EN 13688, quindi direi che l'obbligo c'è.

Poi sta al produttore decidere se affidarsi ad un Ente Notificato per il rilascio del certificato o farlo in autonomia, ma che io sappia nessuno produttore di abbigliamento ha scelto la seconda opzione.

Stai confondendo i RESS del Regolamento (=legge) Allegato II con i requisiti di una norma armonizzata che copre i RESS.
Non c'è alcun obbligo di utilizzare una norma che è sempre di applicazione volontaria. Se cerchi la stringa 17092 nel testo del Regolamento non la troverai.... L'uso di una norma armonizzata rende solo molto più facile per il costruttore dimostrare la conformità.
Gli enti notificati non c'entrano nulla, sono obbligatori quando la procedura di valutazione di conformità (art. 19 del Regolamento) lo richiedono, sulla base della categoria di rischio del prodotto, ossia Categoria II e III (art. 19).
Per DPI di Cat. I basta il controllo interno della produzione come da Allegato IV.

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Bistex 06-03-2025 14:46

Quote:

Originariamente inviata da kloontz (Messaggio 11253664)
Gli enti notificati non c'entrano nulla, sono obbligatori quando la procedura di valutazione di conformità (art. 19 del Regolamento) lo richiedono, sulla base della categoria di rischio del prodotto, ossia Categoria II e III (art. 19).
Per DPI di Cat. I basta il controllo interno della produzione come da Allegato IV.

Abbigliamento e protettori per motociclisti sono DPI di categoria II

kloontz 06-03-2025 14:47

Corretto.
Questo non vuol dire che devi per forza applicare la norma.

https://eur-lex.europa.eu/legal-cont...LEX:32016R0425

CAPO II
OBBLIGHI DEGLI OPERATORI ECONOMICI
Articolo 8
Obblighi dei fabbricanti
1.All'atto dell'immissione sul mercato dei DPI, i fabbricanti garantiscono che siano stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza di cui all'allegato II.
2.I fabbricanti redigono la documentazione tecnica di cui all'allegato III («documentazione tecnica») ed eseguono o fanno eseguire la pertinente procedura di valutazione della conformità di cui all'articolo 19. Qualora la conformità di un DPI ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza applicabili sia stata dimostrata secondo la procedura appropriata, i fabbricanti redigono la dichiarazione di conformità UE a norma dell'articolo 15 e appongono la marcatura CE di cui all'articolo 16.

etc etc.

Bistex 06-03-2025 14:49

Anche Dainese fa un po' di confusione... Da Demone rosso :

I capi di classe A sono anche definiti lightweight (ossia “leggeri”) e sono meno protettivi degli AA (mediumweight) e degli AAA (ossia capi heavyweight, “pesanti”). I capi di classe B e C sono certificati rispettivamente per la sola protezione da impatto e la sola protezione dall'abrasione. Ad esempio una giacca da moto priva di protezioni al suo interno potrà essere di classe C, mentre un capo che integri protettori certificati ma realizzato in materiale leggero potrà rientrare nella classe B.

Mentre la norma dice il contrario
— EN 17092-5 — Class B garments.
This class is for specialized garments, designed to provide the equivalent abrasion protection of Class A
garments but without the inclusion of impact protectors.
Class B garments do not offer impact protection and it is recommended that they be worn with, at least,
EN 1621-1 shoulder and elbow impact protectors, in the case of a jacket, or EN 1621-1 knee impact
protectors, in the case of trousers, in order to offer complete minimum protection.
Some common examples are: modular garments suitable to be combined with other garments providing
impact protection.
— EN 17092-6 — Class C garments.
This class is for specialized non-shell, impact protector ensemble garments, designed only to hold one
or more impact protectors in place, either as an undergarment or as an overgarment.
Class C garments are designed to provide impact protection for areas covered by the impact
protector(s) only and they do not offer complete minimum abrasion protection and may not offer
complete minimum impact protection.

Bistex 06-03-2025 14:58

Quote:

Originariamente inviata da kloontz (Messaggio 11253672)
Corretto.
Questo non vuol dire che devi per forza applicare la norma.


2. Qualora la conformità di un DPI ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza applicabili sia stata dimostrata secondo la procedura appropriata, i fabbricanti redigono la dichiarazione di conformità UE a norma dell'articolo 15 e appongono la marcatura CE di cui all'articolo 16.

etc etc.

Qual'è la procedura appropriata per dimostrare la conformità di un DPI ?

Thepilgrim66 06-03-2025 15:20

Commentando le conclusione della pagina del Demone Rosso posso dire, come avevo sottinteso nel primo post, che molti costruttori preferiscono fare un capo esteticamente gradevole, e quindi commercialmente proficuo, anziché farne uno che assolve pienamente alla sua funzione protettiva.


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kloontz 06-03-2025 15:37

Ti garantisco che da nessuna parte nel Regolamento 2016/425 troverai scritto che bisogna obbligatoriamente utilizzare una norma armonizzata.
Intanto trovi la definizione di norma e norma armonizzata nel regolamento sulla normazione 2012/1025.
E già li leggi che non è mai obbligatorio confermarsi ad una norma, per definizione di legge.
Se poi ti leggi il resto degli estratti dal regolamento troverai tutte le risposte alle tue domande.
Mi dispiace per il copiaeincolla, ho messo anche i link al sito della Commissione Europea.

----

Ai fini del presente regolamento si intende per:

1) «norma»: una specifica tecnica, adottata da un organismo di normazione riconosciuto, per applicazione ripetuta o continua, alla quale non è obbligatorio conformarsi, e che appartenga a una delle seguenti categorie:

a) «norma internazionale»: una norma adottata da un organismo di normazione internazionale;

b) «norma europea»: una norma adottata da un’organizzazione europea di normazione;

c) «norma armonizzata»: una norma europea adottata sulla base di una richiesta della Commissione ai fini dell’applicazione della legislazione dell’Unione sull’armonizzazione;

--------------------------------------

Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sui dispositivi di protezione individuale

Articolo 3

Definizioni
...
10) «norma armonizzata»: una norma armonizzata ai sensi dell'articolo 2, punto 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 1025/2012;

----

CAPO II

OBBLIGHI DEGLI OPERATORI ECONOMICI

Articolo 8

Obblighi dei fabbricanti

1. All'atto dell'immissione sul mercato dei DPI, i fabbricanti garantiscono che siano stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza di cui all'allegato II.

2. I fabbricanti redigono la documentazione tecnica di cui all'allegato III («documentazione tecnica») ed eseguono o fanno eseguire la pertinente procedura di valutazione della conformità di cui all'articolo 19.
...
---------------------------
Articolo 19

Procedure di valutazione della conformità

Le procedure di valutazione della conformità da seguire, per ognuna delle categorie di rischio di cui all'allegato I, sono le seguenti:

a) categoria I: controllo interno della produzione (modulo A) di cui all'allegato IV;

b) categoria II: esame UE del tipo (modulo B) di cui all'allegato V seguito dalla conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione (modulo C) di cui all'allegato VI;

c) categoria III: esame UE del tipo (modulo B) di cui all'allegato V e una delle seguenti:

i) conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione unito a prove del prodotto sotto controllo ufficiale effettuate ad intervalli casuali (modulo C2) di cui all'allegato VII;

ii) conformità al tipo basata sulla garanzia di qualità del processo di produzione (modulo D) di cui all'allegato VIII.

A titolo di deroga, per i DPI prodotti come unità singole per adattarsi ad un singolo utilizzatore e classificati secondo la categoria III, può essere seguita la procedura di cui alla lettera b).

-----
ALLEGATO V

ESAME UE DEL TIPO

(Modulo B)

1. L'esame UE del tipo è la parte di una procedura di valutazione della conformità in cui un organismo notificato esamina il progetto tecnico del DPI e verifica e certifica che tale progetto tecnico soddisfa i requisiti del presente regolamento applicabili ad esso.

2. L'esame UE del tipo prevede la valutazione dell'adeguatezza del progetto tecnico del DPI tramite esame della documentazione tecnica, nonché all'esame di un campione di DPI completo, rappresentativo della produzione prevista (tipo di produzione).

....
----

ALLEGATO VI

CONFORMITÀ AL TIPO BASATA SUL CONTROLLO INTERNO DELLA PRODUZIONE

(Modulo C)

1. La conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione è la parte della procedura di valutazione della conformità con cui il fabbricante ottempera agli obblighi di cui ai punti 2 e 3 e garantisce e dichiara sotto la sua esclusiva responsabilità che il DPI interessato è conforme al tipo descritto nel certificato di esame UE del tipo e soddisfa i requisiti applicabili del presente regolamento.

Bistex 06-03-2025 15:57

A meno che non interessino ad altri del forum non serve che fai il copia incolla, li ho tutti i documenti :)...
Speriamo che i Mod. non ci cazzino :)
Rimane cmq scontato che per immettere sul mercato dpi di II categoria bisogna fornirli di marchietto CE e che siano stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza di cui all'allegato II.
Che qualcuno lo faccia senza utilizzare la norma armonizzata non lo metto in discussione. Però ti assicuro che nel campo abbigliamento da moto tutti utilizzano la norma armonizzata e tutti si appoggiano a Enti Notificati.
Stessa cosa vale anche per i produttori di protettori per motociclisti.

kloontz 06-03-2025 17:42

Ovvio, è troppo più semplice fare un test come dice la norma.
Bon, ci siamo capiti!
Magari agli altri utenti interessava capire gli aspetti più reconditi della legislazione europea... :)


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