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All'epoca di Agostini si correva con trabiccoli improbabili su tracciati stradali e per questo i piloti morivano come mosche...
Mi sembra che oggi abbiamo fatto dei bei passi avanti. |
Ma sembra che abbiano fatto dei passi avanti anche nel mondo del lavoro dai tempi delle zolfatare siciliane e quindi perchè allora spostare l'età minima lavorativa a 16 anni (cosa per me giusta, beninteso)?
Va beh! comunque questa è la solo la mia opinione, se siete favorevoli a fare correre in pista in circuiti semiprofessonisti dei bambini, ben venga.........io sono contrario, punto! 1100 Gs for ever |
è stata prolungata la scuola dell'obbligo, non era l'intenzione principale risparmiare un anno di lavoro agli adolescenti.
cmq sono dilettanti. |
Com'è noto l'art. 37 della Costituzione prevede che sia la legge a stabilire il limite minimo di età per il lavoro salariato e tale limite è stato disciplinato dall'art. 3 della L. n. 977/1967, che come modificato dall'art. 5 del D.Lgs n. 345/1999, così recita: "............... Infatti l'assolvimento del suddetto obbligo, volto a tutelare la crescita psicointelletiva del minore, fa presumere raggiunta da parte del minore la maturità necessaria affinché possa svolgere legittimamente attività lavorativa.
Il succo della legge mi sembra più questo! 1100 Gs for ever |
Quote:
Non sono d'accordo al professionismo a quell'età, in quanto l'attività deve essere formativa e non lavorativa... :-o |
Quote:
anche il lego fa male, se lo mangi ma... |
Ha solo 11 anni e frequenta la California Superbike School. Ha vinto tanto nella sua carriera e promette davvero bene in sella alle sue moto. Il dolce viso fanciullesco inganna!! Chi lo conosce può assicurare che sulle due ruote non fa sconti a nessuno.
Di solito siamo abituati a vedere i bambini giocare tra loro con le famose macchinine su piste costruite in casa. Quante volte abbiamo sognato da piccoli di guidarle? Ancor meglio con le moto. Vuoi mettere la brezza del vento che ti scorre sulla pelle con la sensazione calaustrofobica dell’auto? Perchè allora non realizzare quel sogno? A questa domanda i genitori di Peter, il bimbetto tutto pepe che scorrazza in pista negli USA e che è diventato già leggenda, avranno dato parecchio peso. Il piccolo campione può far invidia a molti professionisti, sia per i guadagni da capo giro che provengono da ben 19 sponsor e sia per i podi: 50!! Dal 2006 infatti, ha conquistato 6 campionati regionali e 4 nazionali. Un anno dopo ha vinto 4 gare nazionali, 34 regionali ed ha occupato i primi posti in gare esterne per 14 volte. Numeri da capogiro per un ragazzino di circa 30 Kg, alto poco più di un metro e venti e con lo sguardo proiettato già al futuro nel mondo dei motori. Guida un Honda RSF150R e corre nel MiniGPX, assistito dal padre e dalla madre in ogni momento, fuori e dentro la pista. Condivide i suoi guadagni con i genitori e vanta diverse collaborazioni con numerose squadre. Ha un sito personale gestito alla grande, dove si possono trovare curiosità e news che lo riguardano. Le sue passioni non finiscono qui. Amava il calcio e l’atletica. Sicuramente tutto questo i genitori lo facevano per un disinteressato amore verso il figlio .... secondo me vale sempre la regola che il troppo storpia e Lenz era impegnato in due classi quest’anno, nella 125 Gp e nel trofeo Moriwaki 250 della Federazione Americana, dove era in testa alla classifica...... non so IO al posto dei genitori avrei qualche rimorso!! |
la passione lo ha portato ad essere un prodigio,
ma i genitori avrebbero dovuto "calmierare" la sua foga! Povero Bimbo, un abbraccio! |
Se la sfiga non lo avesse preso di mira sarebbe arrivato in MotoGP.
Non vedo attinenze tra il tragico evento e la sua giovane età, dato il curriculum di tutto rispetto. Altrimenti bisognava fermare anche il precoce Valentino Rossi e farlo diventare geometra con impiego al Comune di Tavullia. |
Mansuel,
riconosco il curriculum di tutto rispetto ma probabilmente come ripetuto in diversi post il carico di lavoro probabilmente era esagerato per un tredicenne. Al suo livello era un lavoro a tutti gli effetti, divertente piacevole ed invidiabile ma pur sempre un lavoro con tutti i suoi rischi connessi. Da genitore non negherei a mio figlio il piacere di guidare una minimoto o una moto, come ho fatto io fin da quando avevo 10 anni, ma era divertimento allo stato puro senza responsabilità obblighi e doveri. ;) |
e non parlerei solo di sfiga, come dice skorpio,
entrare in un meccanismo così complesso quando si 'è così piccoli, ti fà perdere di vista quel già poco spirito di conservazione che si ha quella età. |
Mi sembra ragioniate per teoremi precostituiti.
Il poveretto è stato investito da un altro pilota. Son cose che succedono per sfiga, non per stress agonistico. Un mio amico morì a 32 anni su una pista di supermotard mentre correva per divertimento, sfiga volle che finisse contro le protezioni insieme alla moto. A 13 anni era chino sui libri di scuola, come tutti gli altri amici/conoscenti motociclisti che non sono più con noi. |
non si tratta di ragionare per teoremi precostituiti (ho un cervello che cerco di far funzionare con il concetto del libero arbitrio ;)).
Non discuto sulla morte del tutto "casuale", non concordo da genitore su come è stata gestita la vita di un tredicenne. Sono scelte e convizioni del tutto personali ....... probabilmente tu condividi le scelte dei genitori di Lenz, Io no. Da piccolo ho fatto agonistica, anni di sacrificio fatti con piacere e con passione, ma girandoti indietro ti accorgi che "alcune" esperienze fatte dai tuoi coetanei a te mancano! A tredici anni ti esalti nel fare una cosa diversa, invidiabile etc. etc. e sono i tuoi genitori, i tuoi educatori a doverti consigliare. Cm sono punti di vista non necessariamente convergenti per cui non preoccuparti di convincermi che il tuo punto di vista sia migliore del mio :) ;) |
Quote:
;) |
Il fatto è secondo me che se oggi se si trova un qualcuno su cui spingere, lo si fa alla gran carriera.
E questo ragazzino a quanto leggo ne era vittima. A 13 anni se ti gasi e hai qualcuno che ti gasa, è finita. Dovevano essere i suoi a tirare i freni. Perchè va bene il successo, le soddisfazioni, i risultati. MA in ogni cosa che si va bisogna pensare che la salute e la VITA sono la cosa più importante che abbiamo senza le quali il resto è nulla. Poi può esserci tutta la sfiga o la fortuna che si vuole. Questo non per chiuderci tutti in casa sul divano o a giocare a scacchi, però la misura ci vuole sempre. |
Vivo sereno e ti voglio bene lo stesso! :)
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Non è per sterile polemica o per teoremi precostituti. Questo episodio è solo lo spunto per una semplice considerazione generale da parte mia, senza pretesa di verità. Io vedo un ragazzino che a 12 anni lavorava e guadagnava tanto già da un paio di anni, con responsabilità pari a quelle di un adulto. Un ragazzino che l'anno scorso ha avuto un grave incidente ed i ferri dentro ed attorno alla gamba per settimane. Un ragazzino che è stato investito da un altro 12-enne. Faccio fatica a vedere solo casualità in tutto ciò.
Ognuno è libero di fare come vuole, ma io penso che qualunque passione abbiano dei fgli vada incanalata per permettere loro di crescere e maturare anche nel caso non diventassero dei fuoriclasse. Non devono diventare l'ossessione delle nostre ambizioni mancate, riversando su di loro le nostre frustrazioni. http://www.corriere.it/Media/Foto/2010/08/29/lenz.JPG http://en.terra.com/addon/img/1cb03d...enz-crashp.jpg |
Scusate, voi parlate giustamente e in linea di principio sono anche d'accordo, ma non tenete conto del punto di vista del ragazzino.
A quei livelli in qualunque cosa, in qualunque manifestazione umana (non c'entra il motociclismo, ma possiamo parlare di musica o di altre attività in cui essere precoci è normale) spesso si 'asseconda' la volontà straripante del talento più che 'obbligarla'. Credo fosse la sua innata competitività unita, ad un talento straordinario, a spronarlo verso sempre più alti traguardi e i genitori, magari affascinati e da un lato smarriti di fronte a un tale fenomeno, abbiano scelto di fargli vivere la sua vita assecondando il suo talento e non castrandolo. Non è facile decidere cosa fare quando un figlio dimostra una tale palese capacità innata. Un conto sono i soli commenti tra genitori, nonni, zie e zii di quanto è bravo il mio xxx o la mia yyy, un conto è che il proprio figlio sia un vero palese talento. Se il ragazzo avesse voluto smettere dopo il grave incidente, credo che nessuno l'avrebbe biasimato o avrebbe biasimato i genitori, ma se ha voluto continuare è molto probabile che sia stata una sua scelta, semplicemente avvallata dalla famiglia. In caso contrario i due genitori avranno una vita di rimorsi veri da sopportare. Non dimenticate che anche a castrare un talento non è la scelta vincente, perché se uno ha veramente qualcosa da dire in qualsiasi campo, tenderà a dirla con qualsiasi mezzo a prescindere da divieti e dai discorsi dei soliti matusa, che spesso diventano solo perdite di tempo per il giovane. E quanti adolescenti sono morti per inseguire le loro passioni magari in spazi non idonei? Ricordo un'intervista al padre di Rossi in cui lui stesso disse che davanti ad un fenomeno come Valentino (da lui facilmente riconosciuto, come ex pilota) era inutile cercare freni o logiche. Meglio assecondare e sperare nella presenza di un angelo custode robusto. |
non vedo la differenza tra il fare gare ufficiali, e quella di trovarsi in 4 bocia a 8 anni a correre nel pistino abusivo in riva al fiume :eek:
o fare le discese della "morte" in montagna, a quell'età la coscenza è sottoterra .. lo spirito agonistico non esiste :lol: per fortuna che qualcuno ci ha sempre guardato giu, ma se sarebbe successo qualcosa senza protezioni (parlo di 15 anni fà usevamo solo il casco ) non sò cosa sarebbe successo visto che non è come in pista che hai assistenza medica. ben venga incentivare i bambini se nelle possibilità economiche dei genitori a falli correre in pista , sempre a patto che siano LORO a volerlo, e non i genitori stessi come ha detto qualcuno ad inseguire i loro sogni non realizzati :( |
Quote:
Da genitore, che non sono, vedere un figlio di 11 anni con braccia, polso e ferri nella tibia e perone; beh forse mi avrebbe fatto desistere dal continuare. Davvero è fuori dalla mia logica, troppo presto, non si può così presto. A che prezzo? Che a 30 anni si ritrovi malconcio? Ok che a 11 anni recuperi in fretta, ma la struttura osseo-musco-scheletrica è ancora da finire. Alzare l'età minima, di sicuro per gestire certe velocità. Ok, minimoto, ok 50ini. Ok all'agonismo se il bambino lo vuole, ok alle garette e campionati. MA AD INDIANAPOLIS correva! Non in una pista lento-media! Non bastano piste più lente? Spero che i genitori non si sentano in colpa. Io non ci vivrei la notte, ma non mi sarebbe mai venuto da scrivere su FB neanche. |
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