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Vecchio 24-06-2017, 19:03   #51
geo650
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Grazie! Una nozione in più per l'anno prossimo .... 😉

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Vecchio 24-06-2017, 19:22   #52
Fagòt
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Questo non serviva insegnarmelo
Volevo essere sicuro che capissi come si fanno le virgole e si appoggia sulla destra.
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Vecchio 24-06-2017, 19:25   #53
paradisosal
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Spero di tornarci a breve perchè mi manca tanto questa cosa!
In aereo però neh! 😂

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Vecchio 24-06-2017, 19:33   #54
geo650
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Per ora no Ste, in "aereo " no, non mi hanno rinnovato il Kirghizistan ... 😭
Per.cui l'anno prossimo conto, se ce la faccio, di farlo da sola e su vie già percorse. Non in aereo ovviamente. Vediamo cosa riesco a fare.



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Vecchio 24-06-2017, 19:41   #55
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Voi tutti volete farmi morire di invidia però... Vabbè adesso basta con gli ot altrimenti Fagot ci piglia a palle di sabbia in faccia!

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Vecchio 24-06-2017, 20:09   #56
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Quando salti un anno vai in astinenza da East - far East

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Vecchio 24-06-2017, 22:06   #57
Fagòt
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7° giorno: Wahiba Sands – Al Hadd 400 km.

Facciamo colazione con Seif e la sua famiglia dopo aver caricato le moto. Sono le 8.00 e il termometro segna già 22 gradi. Dopo averlo ringraziato per l’ospitalità e per le indicazioni che ci ha fornito per uscire torniamo verso la pista di ieri: in teoria siamo a soli 20 km in linea d’aria dal mare, ma raggiungerlo navigando verso est è impossibile perché le dune si fanno alte parecchie decine di metri e la via migliore è proseguire verso sud finchè la pista devia verso ovest, puntando all’asfalto che scende parallelo al deserto. Ci lascia il suo numero di telefono in caso di qualsiasi bisogno e recupera qualche litro di benzina nell’accampamento di un vicino, visto che le moto stanno consumando un 30/40 % in più per via della sabbia molle.







I primi km sono identici agli ultimi di ieri pomeriggio, con la pista stretta e le parti laterali coperte da cespugli di erba, poi come Seif ci aveva anticipato l’erba scompare e piccole dune lasciano spazio a percorsi fuori dalla traccia. Le pendenze non sono ardue, ma occorre tenere il gas continuamente puntato che si passa dalla sommità relativamente compatta a catini pieni di fech fech. Scendendo in uno di questi non faccio in tempo a trovare il punto di risalita migliore, così conficco l’anteriore della moto nella duna cassè con il posteriore affondato nella sabbia finissima. Riesco ad urlare a Roby di stare a destra e di rimanere sulle creste, poi tolgo il casco che ci sarà da lavorare parecchio.
Togliamo le zega e la rollo per alleggerire la moto, poi buttata a terra la giriamo verso quella che sembra la parte del catino con meno pendenza. Gas a manate, Roby che spinge in una nuvola di sabbia e zampettando ai 2 all’ora la riporto sopra una duna compatta. Un altro errore come questo si porterebbe via ancora mezzora di energie.





Indico a Roby la via migliore da seguire e lo invito a scendere con il gas a manetta per prendere velocità nel piano sottostante. 100 mt ed appoggia la moto.
Ok, così non ce la possiamo fare per cui lo raggiungo e lo rassicuro: pochi km indietro ho visto 2 Expat che caricavano legna su un pick-up, posso tornare indietro senza borse e chiedere una mano… al massimo se non ci fossero più torno fino al campo di Seif e chiedo ai suoi lavoranti pakistani. “Cominciamo dalla terza opzione, la meno faticosa di tutte… tira fuori il satellitare e chiama Seif che intanto mi fumo una paglia all’ombra della tua moto. Siamo a 9 km in linea d’aria sulla pista sud.”
Venti minuti dopo torno vicino alla Fotty lassù in alto che in questa buca non ci possono vedere e in lontananza vedo il 70 con a bordo uno dei 2 Expat che segue le nostre tracce a vista.
Cerco di spiegargli che vorremmo caricare le moto o anche solo i bagagli, ma sembra non capire, poi arriva la telefonata della solita formica regina Seif, già sulla strada del rientro verso casa, e in un attimo piazza il pick-up sotto una duna con lo sportello aperto. Prendo le 2 moto e con un ampio giro poggio la ruota anteriore per farle salire sul pianale dove le leghiamo dopo aver tolto le borse.




Il pick-up è rovente e il pakistano sembra non conoscere altre parole salvo Mahot e Shanah, due piccole cittadine, una a sinistra ed una a destra della direzione che prenderemo. Lui ci porterà al distributore nel mezzo. Torna sulla pista principale ed avanza con il culo del 70 che sbanda da tutte le parti, poi in prossimità di un gruppo di dune si ferma un attimo, innesta la prima e con decisione sale in contropendenza sulla sabbia vergine. Scavalliamo e dall’altra parte la sabbia scompare per lasciare spazio al terreno duro ed una pista in toulè di circa 30 km che sbuca proprio in fronte alla stazione si servizio. Mancavano solo 5 forse 6 km di sabbia per completare la traversata in autonomia. Pazienza, l’importante è partecipare.

Tolte le moto gli allunghiamo una lauta mancia per l’aiuto e mentre ci scoliamo una bibita gelata dopo aver fatto benzina, lo vediamo andare e tornare con il pick-up pieno di sacchi di mangime per animali. Almeno non si è fatto la strada per nulla.

Dopo 2 giorni di sabbia la consistenza dell’asfalto ha fascino tutto suo e scarto a priori di mettere la traccia che avevo preparato una volta giunti qui: ci avrebbe dovuto portare al Rab Al Khali “Il quarto vuoto”, il secondo deserto in sabbia più grande al mondo dopo il Sahara e che si estende tra l’Oman e l’Arabia Saudita. 600 km tra andare e tornare per vedere dune alte 300 mt.
Metto invece la risalita fino alla punta più orientale della penisola arabica e all’oasi delle tartarughe di Raz Al Jiz, percorrendo la statale che corre sulla costa dell’Oceano Indiano.
Dopo tanto caldo si va al mare.


Lasciata Mahot puntiamo verso nord est, con al nostro fianco sinistro le alte dune che Seif ci aveva descritto e alla destra le spiagge oceaniche dove si intravedono i primi Dhow, le caratteristiche imbarcazioni omanite che per secoli hanno percorsi i mari verso l’India commerciando le spezie e verso l’Africa commerciando gli schiavi.




Visto la presenza di tante barche da pesca decidiamo di fermarci in un ristorantino sulla strada e mentre chiacchieriamo con un gruppo di indiani che hanno noleggiato delle Jeep per passare una settimana nel Wahiba, riusciamo ad ottenere un pasto degno di nota: trancio di tonno, gamberi in salsa piccante, riso e insalata.





Una volta giunti all’oasi scartiamo l’idea di dormire presso il resort che si trova al suo interno e così con le tenebre che calano rapidamente arriviamo nel villaggio di Al Hadd, sulla punta dove il mar Arabico incontra l’oceano Indiano. Il receptionist della guest house capisce male le nostre indicazioni e così ci ritroviamo con due camere doppie comunicanti dotate di doppi servizi al prezzo di una. Stasera doccia, bucato, un letto morbido sotto la schiena e aria condizionata a palla. Che anche le zie più temprate ogni tanto hanno bisogno di coccole.
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Vecchio 25-06-2017, 01:23   #58
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Quattro brevi video del Wahiba Sands
Ingresso
Pista sabbiosa
A metà deserto
Incontro con Omaniti
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Vecchio 25-06-2017, 17:48   #59
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8° giorno: Al Hadd – White Beach 190 km.

Giro di boa, da qui comincia la risalita verso nord. Un salto all’imboccatura della laguna dove sono ormeggiati alcuni dhow e fatta colazione in un coffee shop nella piazza principale prendiamo la costiera che porta verso Sur.



Qui l’accesso all’ampio lago interno è presidiato dalla piccola cittadina di Ayja e dalle torri di avvistamento che nel periodo di maggior sviluppo dei traffici commerciali garantivano la protezione dai pirati marini.
Sur era famosa, oltre che come maggior porto di scambio con l’India, soprattutto per i suoi cantieri navali e riusciamo a scovarne uno dove sono in costruzione 3 dhow. La manovalanza è ora tutta expat, sotto la direzione dei maestri d’ascia omaniti. Tutto viene fatto rigorosamente a mano, ad esclusione della sezionatura dei tronchi dove viene utilizzata una grossa sega circolare e il tempo necessario per realizzarne uno, con una squadra di 5/6 carpentieri, è di circa un anno.




















Lasciamo Sur dopo esserci presi un caffè sulla corniche in faccia al mare e ritorniamo sulla litoranea che sale verso Muscat. Neanche un’ora di strada e siamo all’ingresso del Wadi Tiwi, uno spettacolare wadi che scende dalla montagna in una strettissima valle costellata di palmeti, orti e 7 piccoli villaggi.



All’inizio riesco a procurarmi anche un bagno rinfrescante su un tratto cementato ricoperto di melma.

Video Caduta Tiwi

Poi cominciamo a risalire lungo le irte e piccoline stradine che si snodano tra le rocce e gli Aflay degli orti, fino all’ultimo villaggio di Sayma.

Video Wadi Tiwi

Video Tiwi Sayma







Scesi di nuovo sulla costa replichiamo il pranzo a base di pesce di ieri e prima che la voglia di stendersi al sole e farsi un pisolino abbia la meglio andiamo a fare un po’ di fuoristrada: la traccia che sale su fino alla montagna è un invito a nozze e Roby non vede l’ora di continuare a studiare.



Il panorama che si gode dal passo è stupendo, così come gli innumerevoli tornanti affrontati in salita.





Visto che ci siamo proviamo a chiudere l’anello che avevo preparato e proseguiamo così fino all’incrocio con la pista che scende di nuovo al mare.

Video Montagne di Fins

La pista o meglio il wadi che scende è ridotto in condizioni impraticabili, forse con un mono si potrebbe superare il canalone pieno di sassi e lastre di pietra in cui mi sono avventurato a piedi per ispezionare. Tocca rifare la stessa strada di prima ed arrivare fino a Fins per sciacquarsi la bocca con una soft drink.





Direi che un po’ di relax a questo punto possiamo anche concedercelo e così andiamo a vedere la White Beach dove avevo pensato di fermarci per la notte.







Roby approva seduta stante e in virtù dell’anzianità concessagli dai 16 gg. che separano i nostri compleanni, mi affibbia l’onere di tornare in paese a fare le spese. Visto che la mamma mi ha insegnato a portare rispetto ai vecchi, prendo la sua moto e mi dedico con cura alla levigatura dei tasselli posteriori sulla pista che ritorna a Fins, mentre lui si fa un bagno. D’altronde come non assecondare uno che si prepara così per la spiaggia?

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Vecchio 26-06-2017, 12:43   #60
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Vecchio 26-06-2017, 15:20   #61
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Siete mitici in tutto. Averne di compagni di viaggio come voi!

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Vecchio 26-06-2017, 23:34   #62
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Ci hanno anche ripresi dall'alto :
DRONE

E poi vogliamo parlare di quello che cercava di puntare l'antenna per
prendere TeleBergamo ?
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Ultima modifica di robi_pal; 26-06-2017 a 23:39
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Vecchio 26-06-2017, 23:39   #63
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9° giorno: White Beach – Muscat 288 km.

Uno apre la tenda e si trova l’alba di fronte agli occhi, poi volge lo sguardo di lato e la visione del pensionato di turno sceso in riva al mare a respirare aria buona toglie ogni possibile poesia alla scena. Torno nel sacco a pelo ancora per qualche minuto che è meglio.





Per fortuna basta voltare le spalle e la montagna, con la sterrata che disegna la sottile traiettoria della salita, restituisce la voglia di mettersi in marcia al più presto. Nulla da dire, questi omaniti non badano certo alle pendenze quando si tratta di arrivare in cima velocemente.



Tempo un paio d’ore e siamo di nuovo al crocevia di ieri pomeriggio, che ovviamente si trova in un wadi.



Rotta verso ovest e dopo aver lasciato la valle ci inerpichiamo su territori dall’aspetto lunare, con i colori delle rocce che cambiano continuamente.









Sembra di essere sull’Atlante marocchino se non fosse per una miriade di torri attribuite ai primi abitanti della zona e che probabilmente servivano per delimitare il territorio, visto che l’entrata e l’interno risultano alquanto scomodi per essere adibiti ad una pura funzione abitativa.









Dall’altopiano la pista comincia a scendere in modo vorticoso nella valle sottostante regalando ad ogni curva terrazze verdi strappate con il lavoro di secoli alle rocce aride.





Una volta arrivati nel fondo valle lo wadi che raccoglie le acque di tutte le pareti circostanti si presenta larghissimo e lungo una ventina di chilometri, prima di confluire in una valle ancora più grande dove la strada asfaltata ha già sostituito quasi totalmente le vecchie piste. Al coffee shop riesco perfino a trovare una birra Anal: questa mattinata non poteva avere epilogo migliore.







Dopo questi 60 km di fuoristrada non resta che lasciarsi cullare dalle curve e dai rettilinei che scorrono sull’altopiano che dolcemente scende alle spalle della capitale. Non fosse per gli oltre 36 gradi riscontrati in questo pomeriggio torrido avremmo continuato per ore a girovagare. Poi alla fine l’attrazione per la vita mondana ha avuto la meglio: doccia, maglietta quasi pulita e una passeggiata sulla corniche di Muscat. What else?

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Vecchio 26-06-2017, 23:44   #64
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Ci hanno anche ripresi dall'alto :
Notare la schiava di turno con la barba che prepara la cremina per il caffè.
Tze... mi devi ancora lo stipendio per tutte le colazioni on air.
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Vecchio 28-06-2017, 12:33   #65
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Vecchio 28-06-2017, 22:20   #66
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Vecchio 28-06-2017, 23:08   #67
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10° giorno: Muscat 80 km.

In fin dei conti lasciare abbigliamento da moto e stivali in hotel per una giornata non è una cattiva idea, sia chiaro la moto quella no, che le cosine che vogliamo vedere sono un po’ di qua e un po’ di là.
Cominciamo dal mercato del pesce che si trova proprio alla fine della corniche di Mutrah, il nucleo centrale della capitale omanita.
Una gran quantità soprattutto di tonni e crostacei, con i venditori che espongono su banconi piastrellati ricoperti da stuoie e fattorini che fanno avanti e indietro con carriole riempite all’inverosimile dai pick-up dei pescatori appena rientrati dal mare.
C’è anche una sezione di pulitura, con tanto di numerazione riservata e relativo rubinetto dell’acqua, dove gli acquirenti possono poi farsi ripulire il pesce al costo di poche “bausce”. In realtà il termine corretto sarebbe “Baisa”, 1000 per un rial, ma fin dall’inizio ci è venuto bene chiamarle in quel modo, memori del nomignolo che noi ostrogoti prealpini riserviamo ai bassopadani milanesi, per appunto “bauscia”.













Una ventina di km. più a nord e sosta per la visita della Grand Mosque regalata dal Sultano Qaboos in occasione del suo 30° anno di regno.
Marmi ovunque, preziose tavole in legno intagliate, il tappeto persiano più grande al mondo, lampadari giganteschi… sarà pure… ma mi è sembrata bella senz’anima.















Dopo il caffè di metà mattina torniamo in centro per dare un’occhiata al Sultan Palace, la residenza ufficiale utilizzata solo per le cerimonie che si affaccia sul mare, là dove una volta c’era il vecchio porto presidiato dai forti portoghesi.















Tutto questo girovagare ci ha messo appetito e così torniamo di fronte al mercato del pesce dove troviamo un ristorantino che finalmente sa cucinare in modo decente il pesce: appoggiando semplicemente uno sgombro sulla griglia e guarnendolo con un’insalata fresca.

Nel pomeriggio un sano bagno di sole sulla spiaggia di Qurm, che le nostre abbronzature da pseudo enduristi lasciano molto a desiderare: 3 cm. all’altezza dei polsi dove il guanto non arriva fino alla fine della giacca e la punta del naso che sporge dalla maschera. Perbacco potremmo essere stati a Riccione che avremmo avuto lo stesso effetto. In fin dei conti siamo appena sopra il Tropico del Cancro e tutto questo ben di dio va sfruttato.

Per la serata invece un caffè sulla corniche ed un giro nel labirinto del Suq di Mutrah.
Tutta questa vita da zie in vacanza sulla riviera è veramente logorante, per fortuna domani si torna ad andare in moto.



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Vecchio 29-06-2017, 13:40   #68
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Vecchio 29-06-2017, 14:51   #69
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Tutta sta strada...per andare ad Alberobello a vedere i trulli??....... :-))))
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Vecchio 29-06-2017, 17:46   #70
paradisosal
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Dicono che vanno in giro per il mondo e poi guarda un po' vanno a finire in Puglia

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Vecchio 29-06-2017, 18:24   #71
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In realtà la Puglia era troppo lontana, con un traghetto in 24 ore siamo andati e tornati da una gita ai Nuraghi campidanesi, nota colonia omanita nel Mediterraneo.
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Vecchio 29-06-2017, 18:36   #72
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Rotfl...............
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Vecchio 29-06-2017, 21:59   #73
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Vecchio 29-06-2017, 22:33   #74
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Proprio quella dovevi mettere... non avevo neanche lo smalto sulle unghie.
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Vecchio 29-06-2017, 22:40   #75
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11° giorno: Muscat – Sharjah 470 km.

Ultimi chilometri in Oman, i tanto amati Emirati Arabi Uniti ci attendono con ansia. Sull’autostrada che esce da Muscat Fotty prende a miagolare ogni volta che mi accingo a superare un veicolo: la frizione scivola già dai 4000 giri e non è il massimo proseguire in queste condizioni. Al primo distributore, sotto l’ombra di uno striminzito alberello la corichiamo di lato e cominciamo ad operare la moribonda. Le super molle rinforzate che avevo fatto preparare e montato 5000 km fa tanto super non erano e complice un acciaio non adeguatamente temprato la misura a riposo è passata dai canonici 63 mm. a 57/58 mm.
Quando torno ci tiro le orecchie a chi me le ha preparate, nel frattempo la zia Roby cava dai meandri delle borse le sue vecchie molle originali che una volta rimontate tornano a far funzionare correttamente il pacco frizione. Da qui in poi, oltre che colazione e cena mi toccherà rendergli altri servigi per compensare il gentil prestito.
Facciamo benzina nell’ultimo rifornimento omanita, che abbiamo ancora qualche “bauscia” da smaltire, d’altronde con questi prezzi 5 euro e rotti per il pieno si racimolano con poche monete.







La dogana di Hatta è ancora più sfarzosa di quella di Al Ain e le procedure altrettanto veloci. Persino la compilazione dei carnet ha vita facile, con i doganieri che sembrano conoscere il pezzo.
Solo gli emiratini ci costringono ad aprire le borse per una sommaria ispezione del contenuto, nel caso stessimo entrando nel paese armati dei ricurvi coltelli omaniti che ci siam ben guardati dall’acquistare. Hai voglia a sbucciarci una mela o un’arancia con quelle mezzelune dal manico che pesa quanto una delle nostre borse in alluminio.

A dir il vero avevo preparato una bellissima traccia in off che correva lungo tutto il confine una volta entrati negli EAU, ma quando ne ho parlato a Saleh ci ha consigliato di lasciar perdere in quanto stranieri e quindi soggetti a maggiori controlli. Per ovviare ci aveva anche prestato una guida con tutti i percorsi off della zona di Hatta e dei monti limitrofi, ma alla fine la necessità di prendere assolutamente il traghetto di giovedì mattina ci ha fatto desistere dall’avventurarci negli wadi emiratini.

Così, dopo aver cercato inutilmente un posto dove mettere qualcosa sotto i denti una volta varcato il confine, ci dirigiamo a spron battuto verso casa sua per ritirare le gomme nuove che gli avevamo lasciato in custodia e per salutarlo. 10 gg. fa ci aveva chiesto di vederci al nostro rientro per organizzare un giro d’onore in città con tutti i Dubai Riders… stasera gli gira male e non ha tanta voglia nemmeno di raggiungerci più tardi per un birrino, seppur anal. Per cui dopo averlo nuovamente ringraziato per tutto l’aiuto che ci ha dato facciamo rotta su Sharjah, cittadina praticamente divisa da Dubai solo dal proprio porto canale e proviamo ancora per un volta il traffico caotico della megalopoli nell’ora di punta.

L’albergo sulla corniche si trova in una via ove gli unici negozi sono di barbieri, 7 per la precisione in 300 mt. Qui, come per tutti i suq islamici, gli isolati son divisi per compartimenti, uno per il barbiere, uno per i supermercati, uno per la telefonia e via dicendo. Per cenare occorrerà farsi un paio di isolati a piedi prima di trovare il corridoio adeguato e un localino indo\cino\turco\pakistano. Fortuna vuole che accanto ai nomi ci sono anche le foto dei piatti.

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Abbi cura del tuo ospite che dio veglierà su di te nel deserto.

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