noleggio HP ducati

Vai indietro   Quellidellelica Forum BMW moto il pi grande forum italiano non ufficiale > Vivere la Moto > Quelli che amano guardare il Panorama

Quelli che amano guardare il Panorama In questo forum si parla di MOTOTURISMO dedicato a chi ama viaggiare e macinare km su km per visitare il mondo


Share This Forum!  
  
Rispondi
 
Strumenti della discussione Modalit di visualizzazione
Vecchio 03-01-2018, 13:48   #1
ntonyee
Mukkista in erba
 
L'avatar di ntonyee
 
Registrato dal: 15 Dec 2008
ubicazione: Al pascolo tra il Salento e il Mondo
predefinito Un Caff a Tehran - Racconto di viaggio - IRAN 2017 -

Certo che fosse "poco interessante" raccontare del mio viaggio in Iran, (anche perch non so scrivere ) ho tenuto nel cassetto il racconto di questa splendida esperienza, come ricordo personale o al limite da condividere solo con gli amici piu stretti.

Le recenti "tragiche" vicende mi hanno indotto a ricredermi.

Per chi ha voglia di perdere una mezz'oretta di tempo ... senza nessuna pretesa di "spiegare", di "capire" o di affrontare questioni che per me (e forse per noi) sono troppo lontane e complesse e la cui analisi sarebbe comunque viziata da inevitabili luoghi comuni, ma solo per parlare dell'immensa umanit di un popolo e di quanto in questo momento mi senta colpito da quanto sta accadendo.


UN CAFFE' a TEHRAN

PROLOGO

Angela non amava le moto e non amava viaggiare, cos nel 2011 decisi di partire, in solitaria, per un giro nel Kurdistan Turco.
La sera prima della partenza, navigando su questo forum, incontrai virtualmente due motociclisti gi in viaggio verso Istanbul e li invitai a contattarmi per un caff.
La sera successiva giunto a Istanbul, con mia grande sorpresa Aldo e Giovanni vennero a trovarmi in albergo; ci f subito grande sintonia e cos viaggiammo per oltre 10 giorni insieme perdendoci, lontano, fino al confine con la Siria e alle pendici monte Ararat; a Dogubejazit ci salutammo.

Il segnale che indicava lIran era proprio li, sotto il Monte della Bibbia, eravamo a soli 30 km dalla dogana.

Con una foto catturai quel momento immortalando la mia moto e il cartello stradale immaginando lattimo in cui avrei finalmente deviato in quella direzione e superato il confine, lIran sembrava gi chiamarmi.
Rientrato a casa, cominciai a leggere libri di autori iraniani e sull Iran, amplificando quel desiderio di affacciarmi, sporgermi, vedere cosa ci fosse al di la di quella barriera ma anche, semplicemente di raggiungere Teheran per sorseggiare un caff.
Presto capii che quella dogana era diversa da tutte le altre; troppa burocrazia!
Cos, per anni ho contemplato quella foto cercando di trovare il coraggio di superare i miei schemi mentali, la mia ostilit alla preparazione di tutte quelle scartoffie.
Nel mentre tante cose sono cambiate, Angela ora viaggia con piacere e con la sua moto mi ha gi accompagnato nei luoghi dei sogni dinfanzia, anche in africa, laggi fino in Senegal sulle tracce della Parigi Dakar rifletto ancora e poi, tutto si chiarisce forse arrivato il momento sono pronto, siamo pronti.

TURCHIA

https://ibb.co/album/db6R0a

Spesso, nel corso di questo viaggio ho pensato al mio compianto Pap.
Al mattino si svegliava sempre di buona ora, allalba, prima di aprire lufficio faceva un giro in piazza, prendeva il caff con le maestranze, girava per i cantieri, verso le 7.30 rientrava a casa.
Il suo arrivo era preceduto dallodore del pane caldo appena sfornato che portava tutte le mattine e, per tutta la famiglia, era la sveglia; talvolta, era anche il momento in cui, frettolosamente, annunciava una partenza, la destinazione era sempre ignota, ma non importava, la sorpresa amplificava la gioia.
Anche oggi che Lui non c' pi ho conservato labitudine di partire allimprovviso e senza programmi; provo sempre una certa riluttanza ad organizzarmi, mi piace essere impulsivo e non voglio avere il tempo di riflettere su quello che sto facendo. Sono convinto che concentrandomi sui programmi non faccio altro che affollare la mente di pensieri, timori, paure. Il tempo libero lo dedico alla lettura di racconti di viaggio e guardo ripetutamente le foto degli altri viaggiatori, e cos, mentre ancora sto elaborando, decidendo studiando, ho la sensazione che non ci sia pi niente da scoprire e leuforia scema. Partendo in maniera selvaggia, al contrario, ogni evento appare propizio per una nuova scoperta e ogni cosa sembra pi affascinante.
Questa volta, in ogni caso, ho dovuto cambiare impostazione e impegnare circa tre mesi per la gestione di inevitabili incombenze burocratiche, cos, quando ho finito mi sento ormai svogliato, forse impaurito.
Ma tutto pronto, ho gi speso, ho tribolato, ho i visti di ingresso, lassicurazione e i carnet de passage, Angela entusiasta, non posso non partire anzi....perch aspettare altri tre giorni come programmato?? Partiamo stasera, mi dico!
il 17 aprile del 2017, Angela non fa nessuna resistenza anzi, di corsa, nel pomeriggio prepara bagagli e moto; ci fiondiamo al porto di Brindisi, prendiamo al volo il primo traghetto utile e al mattino siamo gi a Igoumenitsa. La sensazione di trovarci in terra straniera rischiara un po la mente, inaspettatamente lentusiasmo comincia laconicamente a fare breccia tra le paure.
Iniziano cos una serie di lunghe tappe di avvicinamento al confine iraniano, quasi mille km al giorno. Le coste della Grecia e poi la Turchia, con i suoi maestosi paesaggi, scorrono senza grande pathos; percepisco, comunque, quanto questa nazione sia cambiata, quanto la politica di Erdogan e i recenti avvenimenti labbiamo profondamente intaccata, di come sia cambiato lanimo e lo spirito della gente ma non ci penso pi di tanto, nonostante i timori che ancora aleggiano, resta una gran voglia di arrivare a quella famigerata dogana.
Ci fermiamo in prossimit di Istambul a Tekirdag. La sera successiva, ad Amasia, incantevole cittadina impreziosita dallilluminazione cangiante e multicolore che si riflette sul fiume e dal suono dei muezzin che rimbomba tra le montagne al calar della sera; infine, a Kars, la citt dove il nobel Pamuk ha ambientato il Suo romanzo NEVE. Dopo soli tre giorni, lIran l a due passi, 300 km e si va in dogana.
Al mattino ci svegliamo con calma, passeggiamo un po per la cittadina in cerca della pasticceria al centro del romanzo di Pamuk. Nellarea storica della citt ne individuiamo una, sembra antica ed bellissima, non riusciremo a capire se quella cui il romanzo si ispirato ma poco importa, ci basta lillusione, facciamo colazione una capatina al castello, poi di corsa in moto verso AGRI.
Il paesaggio intorno a Kars lunare. E' insolito e suggestivo, le rocce scure dellaltipiano contrastano con il candore della neve che ancora residua, i villaggi sono poveri, i tetti delle case sono coperti solo da lamiere, facciamo tante foto ma ci rendiamo contro che stiamo solo temporeggiando, siamo vittime di due forze uguali e contrarie da un lato lIran chiama dallaltro resta un residuo di timori e pensieri nefasti che ci rallenta.
Poi lArarat, maestoso, ci inchioda. Ci fermiamo, facciamo ancora foto e mentre siamo assorti in contemplazione, da lontano scorgiamo un blindato, sembra puntare dritto verso di noi. Restiamo immobili, lo vediamo avvicinarsi si ferma a pochi metri, dal tetto spunta un mitra, distinto alziamo le mani in segno di resa, poi si sente un militare urlare No problem No problem .

Che paura, ma forse possiamo abbassare le mani e rilassarci.
Escono i soldati, sono ben cinque persone, sono tutti in assetto di guerra e la loro vista resta poco rassicurante; il comandante parla inglese si avvicina e comincia a parlare del pi e del meno; ci dice che sono li per contrastare i terroristi dell Isis - in realt, scopriremo, che Erdogan li usa per reprimere le resistenze del popolo Curdo gi piegato dalle sue politiche scellerate - alla vista di due spasulati in moto, nel nulla, si sono incuriositi e ci hanno raggiunti!
Era quella la scossa che ci serviva. Quellincontro, la paura del blindato, la vista della armi da guerra, ci hanno spinto verso la dogana; veloci arriviamo a Dogubejazit; come diversa da otto anni fa, la ricordo molto viva piena di gente di mercati ma anche di puttane faccendieri e ragazzini impertinenti, ora una cagna ferita, domata, una cittadina morta quasi nessuno in giro, strade semideserte carri armati ovunque e ceck point apparentemente dismessi.
La attraversiamo rapidamente, si vedono tracce di guerra di spari di violenza che lasciano una gran tristezza nel cuore; in mezzora siamo al confine.

IRAN
TABRIZ

https://ibb.co/album/eZRUmF

La dogana molto tranquilla e ordinata, non ce lo aspettavamo, tutti sono molto gentili, in molti si offrono di aiutarci gratuitamente. Si avvicina una giuda, non ne avevamo bisogno ma luomo ispira fiducia, decidiamo di approfittare e in circa quaranta minuti siamo fuori. Grazie alla nostra guida riusciamo anche fare un cambio molto favorevole; quando tutto concluso ci salutiamo. Chiedo quanto devo per laiuto e luomo mi invita e dare quello che voglio e cos, ormai rilassato, faccio confusione con il cambio e pago circa ottanta euro invece dei venti che mi ero proposto. Qualche ora dopo, presa confidenza col cambio capisco perch luomo continuava ad abbracciarmi mentre mi salutava calorosamente!
Sono le ore 17.00 del 21 aprile 2017 venerd, Angela indossa il suo velo.
Finalmente siamo in IRAN.
Scopriamo che il venerd, qui, giorno di festa (la nostra domenica), la gente tutta in giro, le campagne e i parchi sono affollati di famiglie adagiate sui loro teli che consumano un consueto picnic. Vi via che ci allontaniamo dal confine, il traffico diventa sempre pi caotico e la nostra presenza sembra renderlo ancora pi disordinato. Molti suonano, salutano, si sbracciano per salutarci.
I volti delle donne dietro i loro veli lasciano trasparire sorrisi inequivocabili. Sembra che tutti pensino solo a noi.
Attraversiamo un paio di paesini, c' ancora tanto traffico e il sole sta per tramontare.
Al villaggio successivo, cerchiamo un hotel ma non se trovano, capiremo presto che in Iran possibile trovare un hotel solo nelle grandi citt e cos non abbiamo altra scelta che continuare verso Tabriz.
Ancora una mezzora di strada ed buio, tutti continuano a strombazzarci, viaggiamo ormai esausti nel traffico quasi a passo duomo salutando senza sosta e, proprio quando stiamo riflettendo su dove e come passeremo la notte, veniamo affiancati dallauto di una giovane famiglia. Ci fanno cenno di seguirli.
Siamo titubanti ma anche curiosi, dopo poco lauto si ferma sul ciglio della strada e il guidatore ci invita a fermarci. Scendono tutti, si avvicina a me - accompagnata dal padre Jalal - una adolescente, Roza, con il Suo ottimo inglese mi chiede dove andiamo e dove trascorreremo la notte e, appreso che siamo ancora in balia degli eventi, ci invita a raggiungerli e a fermarci nella loro casa.
Discutiamo velocemente con linterfono con Angela, non sappiamo se accettare ma loro nel frattempo insistono e non ci lasciano scelta. Dopo quasi unaltra ora di autostrada, raggiungiamo la loro casa. Lasciamo le moto in un cortile chiuso e raggiungiamo la Mamma, Samira, che salita subito e si gi messa ai fornelli, Jalal ci invita a metterci comodi sul grande tappeto che ricopre lintero pavimento del salone, il piccolo Radin gioca con noi e verso mezzanotte pronta la cena, kebab riso verdure crude e grigliate. Dormiremo comodamente su materassini adagiati sul grande tappeto. Al mattino siamo pronti a partire ma Roza ci fa sapere che la nonna ha organizzato un pranzo nella Sua casa a Tabriz, altri parenti sono curiosi di incontrarci e non possiamo mancare. Restiamo con loro un altro giorno, insieme vistiamo lo Shahgoli Park con i suoi fiori il laghetto e gli attrezzi da fitness lungo tutto il percorso, poi le Sahand Mountain un luogo magico e affascinante che ricorda vagamente la Cappadocia in Turchia.
Sono stati due giorni splendidi, intensi, pieni di emozione di condivisione di amicizia spensierata e disinteressata, con loro e con tutte le persone che grazie a loro abbiamo incontrato; lasciare la famiglia PORQUAI stato doloroso ma necessario, alle prime luci del mattino eravamo nel loro cortile pronti a ripartire e a raggiungere Teheran per consumare quel famoso caff.

TEHRAN

https://ibb.co/album/jMhPLa

Uscito da Tabriz ho ricominciato a pensare a mio padre.
Dal basso Salento occorrono oltre 400 km per uscire dalla puglia, poi velocemente si attraversa il Molise e lAbbruzzo e presto si arriva in quello che negli settanta tutti chiamavano il centritalia. L a quei tempi, destate, lautostrada si popolava di turisti diretti verso la riviera romagnola e di continuo si incontravano motociclisti - spesso tedeschi - imbragati nelle loro tute nere, che io bambino guardavo con molta eccitazione, mio padre la percepiva e per farmi felice gli inseguiva strombazzando fino allinevitabile saluto che io ricambiavo urlando e sbraitando spalmato sul finestrino della Alfa Romeo GT 1300 Junior.
Per noi che partivano dal Sud ogni cosa nuova era una festa e riusciva ad emozionarci e a stupirci anche perch di moto viaggiatori, in Salento, non se ne vedevamo quasi mai; oggi siamo pi evoluti, indifferenti e forse meno curiosi, quasi a dire che il benessere ha avuto il sopravvento sullumanit.
Ripensando a quelle scene la mattina in cui ho lasciato Tabriz, ho guardato con pi attenzione gli sguardi stupiti dei bambini e degli adulti alla nostra vista e, nel mio intimo, seppur da una diversa prospettiva, ho sentito le loro emozioni e rivissuto le stesse sensazioni di quando ero io il bambino in viaggio con pap.
La festa ricominciata quasi subito. Strombazzate, saluti, soste forzate e poi gli inevitabili selfie, gli inviti a pranzo a cena a dormire a chiacchierare, inviti che a malincuore spesso siamo stati costretti a rifiutare; ciononostante, abbiamo impiegato oltre 12 ore per fare solo 600 Km in autostrada.
Siamo arrivati alle 20.00 stremati ma felici nessuno ci aveva mai fatto sentire cos importanti!
Trovato un hotel in tarda serata, restavano solo energie per cenare al volo in un fastfood e poi siamo correre letto.
A Tehran abbiamo trascorso due giorni in totale relax vagando senza meta. Non avendo individuato nulla di particolarmente intrigante ci piaceva lidea di mescolarci tra la gente, girare la citt usando i mezzi pubblici, fare degli incontri; in effetti, nel prendere il nostro primo bus ci siamo subito incontrati con una delle tante contraddizioni di questo paese.
Entrato nel bus, mi sono sentito subito osservato. Ero completamente circondato da donne velate, mi guardavano e sorridevano con atteggiamenti apparentemente ammiccanti, per qualche minuto ho pensato di essere un uomo attraente!
Ho fantasticato beandomi di quegli sguardi e dei sorrisi poi ho notato un cancello a met della corsia del bus era la barriera che divideva lo spazio destinato agli uomini e io, ero in quello delle donne! Non erano sorrisi ammiccanti, lintero autobus rideva di me! Con un balzo ho superato il cancello raggiungendo i miei compagni di sesso che, piegati dalle risate, mi davano il cinque!
Abbiamo girato i quartieri, i mercati le piazze, una veloce visita al Museo de Gemas, presso la torre Azadi; lultima sera ci siamo rinchiusi in un locale per cenare e fumare il narghil. E stata una serata romantica e rilassante, il locale sembrava ben frequentato, tante coppie ma anche diversi gruppetti di sole donne e soli uomini, tutti adagiati su grandi panche ricoperte da tappeti.
Abbiamo cenato e fumato in tranquillit. Poi, sul tardi, sembrava arrivato il momento del caff a Tehran e cos via via che il locale su svuotava si avvicinato il cameriere per servirlo e abbiamo iniziato a chiacchierare. Presto tutto lo staff del locale era sulla nostra panca sommergendoci di domande di selfie di amicizie facebook. Che dire, abbiamo riscoperto il piacere di fare tardi in buona compagnia anche senza bere un solo goccio di alcool.

MARANJEB E KASHAN

https://ibb.co/album/iC7ftv

Kashan una citt splendida, antica e piena di testimonianze della cultura persiana. Ci arriviamo per caso, dopo una vera giornata di moto, faticosa ma piena ancora dincontri ed emozioni.
Con lintento di andare ad Esfahan, al mattino, di buona ora ci mettiamo per strada senza fare colazione. E lAlba, attraversiamo tutta Teheran incrociando il sol levante tra i palazzi delle immense strade ancora deserte.
Lautostrada tranquilla fa fresco e si viaggia bene, pensiamo di fare una deviazione di circa 250 km, percorrere la pista che porta al Caravanserraglio e al lago salato nel cuore del Deserto del Kavir e in serata raggiungere Esfahan.
Superiamo Qom e usciamo a Mescat, una stradina sconnessa di circa ottanta km ci conduce in prossimit della pista. C' una sbarra e un guardiano che cerca in tutti i modi di dissuaderci dal proseguire perch, a Suo dire, la pista molto pericolosa per le moto, chiacchieriamo un po, valutiamo, poi decidiamo di avventurarci comunque pronti a tornare indietro qualora in serie difficolt.
I primi km scorrono veloci, senza problemi, la pista molto accidentata ma scorrevole, lo scenario fantastico, si scorgono le prime dune ancora basse, qualche cammello. Via via, le dune appaiono sempre pi alte, la pista sembra consentirci di solcarle senza difficolt ma, quando tutto sembra tranquillo, incontriamo la sabbia quella vera e con la sabbia il divertimento ma anche i problemi. Superiamo lentamente e con una certa difficolt i primi cumuli di sabbia, poi ci fermiamo a riflettere, non sappiamo come saranno i restanti 30 km e ci tenta lidea di tornare indietro per evitare problemi; siamo consapevoli di non essere abili sulla sabbia, e in pi non abbiamo le gomme adatte e le moto sono stracariche ma la follia ci viene in soccorso e non molliamo.
Per 30 km la sabbia ovunque a volte la pista completamente nascosta da piccole dune e, almeno allinizio, dobbiamo fermarci di continuo e ispezionare a piedi prima di decidere quale direzione prendere.
Procediamo lentamente e cos a una certa ora alcune auto ci affiancano e ci superano, qualche temerario anche con sole due ruote motrici con un buon abbrivio e tanta rincorsa riesce in velocit a percorrere la pista, le loro tracce ci aiuteranno a individuare la giusta direzione.
Comunque non semplice, ma, piano piano, dopo circa tre ore di fatica e un paio di cadute a testa, ancora increduli, arriviamo al caravanserraglio.
Le persone che avevamo incrociato lungo la pista, ci corrono incontro, forse nessuno immaginava che ce lavremmo fatta!
Un gruppo di ragazze si avvicina ad Angela urlando Free Zone, Free zone e la incita a levare il velo, alcuni studenti di Teheran in vacanza ci invitano a mangiare Kebab con loro.
Adagiati su un tappeto sulla sabbia accanto al caravanserraglio i ragazzi ci tempestano di domande, forse ci studiano e, quando percepiscono di potersi fidare, tirano fuori due litri di sidro di mele autoprodotto molto alcolico e vietatissimo. Siamo increduli. Inaspettatamente, appena non c' pi il pericolo della polizia anche gli Iraniani si mbriacano e fanno festa.
Restiamo con loro per qualche ora mangiando Kebab e Pida bevendo un cocktail di Sidro con succo di mirtillo e birra analcolica, disquisendo con il nostro pessimo inglese di politica di religione di famiglia di alcool Ci invitano a salire sui loro fuoristrada per avventuraci sulle dune e magari fermarci per la notte al caravanserraglio; stato divertente stare con loro ma non ci pensiamo neanche lontanamente, sono tutti ubriachi incluso lautista, e poi gi pomeriggio, dobbiamo ripercorrere quei famigerati 40 km di pista di sabbia e poi altri 200 per Esfahan e come al solito non sappiamo dove dormiremo; ora di tornare!
Ripartiamo tutti insieme, noi con le nostre moto, i ragazzi in fuoristrada; nel silenzio del deserto per un attimo il caos, urla, rombo di motori, clacson, poi di nuovo il silenzio, noi le nostre moto, la pista.
Il ritorno sembra pi facile, abbiamo fatto pratica allandata e ora proseguiamo spediti, fino a quando la frizione della moto di Angela comincia a dare segni di cedimento.
Siamo a circa 4000 km da casa in un paese dove, non esistono moto di cilindrata superiore a 250 cc e di conseguenza nemmeno i relativi ricambi, mancano ancora 15 km per uscire dalla pista, le poche auto che allandata avevamo incrociato sono gi tornate indietro mentre noi facevamo baldoria con gli amici del deserto. Siamo soli e perplessi, ma la frizione sembra reggere ancora un p, la cosa migliore da fare provare a raggiungere lasfalto e poi rielaborare.
Alle 16.00 siamo fuori, euforici per la sfida superata, per gli incontri, per i paesaggi che ci hanno accompagnato ma abbiamo un problema meccanico, ci fermiamo sul ciglio della strada per capire come lo gestiremo.
Ancora una volta siamo avvicinati. Ancora una famiglia, non parlano inglese, noi siamo un p provati e in un primo momento abbiamo una certa difficolt a comunicare e a spiegarci ma poi a gesti risolviamo, luomo fa segno di attendere, si attacca al telefono e dopo una decina di telefonate ci invita a seguirlo; disturba rovinare il pomeriggio alla famigliola ma loro sembrano sereni e anzi ci fanno capire che appena risolto il problema ci vogliono con loro a cena.
Dopo circa 20 km a passo duomo arriviamo a Kashan dal meccanico amico del nostro amico, lofficina non per niente rassicurante il meccanico ricorda il John Travolta di Pulp Fiction - pantalone a zampa camicia aderente e sbottonata fino allombellico, colletto in alto ancora a gesti gli spiego il problema, lui con assoluta sicurezza scopre il gommino del cavo della frizione lo rimette al suo posto e mi fa segno di provare; incredibile era solo il cavo che si era spostato dalla sede!
Sono felice ma obiettivamente frustrato, era un problema da nulla ed io un vero incapace!
Intanto il pomeriggio andato e siamo ancora a Kashan, continua ad avvicinarsi tanta gente, ragazzi, anziani, qualcuno parla inglese, riceviamo ancora inviti per la sera e per la notte, siamo ormai impossibilitati a ripartire, approfittiamo per continuare a chiaccherare mentre il meccanico effettua alcuni interventi di manutenzione ordinaria alle moto.
Al contrario di come era apparso in un primo momento il meccanico si dimostra molto capace e meticoloso, lavora per una mezzoretta sulle moto e alla fine, non vuole nulla!
Lo invito pi volte a prendere del denaro ma lui sembra completamente disinteressato continua a fare foto mentre il nostro amico continua invitarci a casa Sua. Siamo stanchi ma non vogliamo approfittare concordiamo di fermarci a Kashan e di pranzare tutti insieme lindomani.
Cos, restiamo in questa citt che fino a quel momento non avevamo per niente considerato; a pochi passi dal meccanico troviamo un hotel e accanto una pasticceria; mentre Angela si sistema io approfitto per acquistare dei pasticcini e torno indietro per offrirli al meccanico che felicissimo chiama a raccolta tutti i conoscenti presenti in zona e insieme banchettiamo in officina fino a sera.
Il giorno dopo, con molta calma, approfittiamo per fare del sano turismo a Kashan scoprendola incredibilmente interessante, bellissima e piena di testimonianze storiche, abbiamo visitato la Agha Bozog Mosque, poi una antica biblioteca popolata di studenti chini sui loro testi, il tranquillo Bazar, e la Meydan Mosque splendida e abbagliante con i suoi specchi che ricoprono tutte le cupole. Infine, onorato il pranzo in famiglia abbiamo ripreso la via per Esfahan.

ESFAHAN

https://ibb.co/album/ktBUmF

L'autostrada che da Kashan porta a Esfahan attraversa un territorio semidesertico la cui maestosit, fa scordare la monotonia dell'asfalto e apre la mente a ogni tipo di fantasia. Mai, per, avrei potuto immaginare di giungere nella splendida piazza Naqsh-e jahan ed essere invitato a una "spaghettata"!
E proprio cosi che ci accoglie Esfahan, dopo aver lasciato ogni cosa in un ostello molto economico popolato da operai Pakistani una breve doccia e siamo subito in giro.
Il mio amico Tony mi aveva parlato di una piazza tra le pi grandi al mondo, decidiamo di raggiungerla subito. Come immaginato, lo scenario maestoso, la piazza immensa splendida e piena di storia, larchitettura degli edifici tipicamente persiana, tuttintorno un proliferare di maioliche colorate e le strutture sono conservate perfettamente.
Nonostante la presenza di tanta gente in giro e nonostante molti dei frequentatori siano adagiati sui tappeti a desinare, come in uso ovunque in Iran, tutto pulito e perfetto.
Percorriamo pochi metri, un gruppo di donne ci vede, una di loro si avvicina ci invita a fermarci con loro offrendoci un piatto che, a sorpresa colmo di spaghetti al pomodoro! Erano chiaramente un p scotti ma comunque buoni! Complimenti e grazie per linvito.
Attraversiamo la piazza e cominciamo a girare nellimmenso Bazar il pi bello mai visto tutto splendido scintillante, sfavillante, la gente gentile ma discreta molti ci sorridono, notiamo per la prima volta la presenza di turisti occidentali riuniti in gruppi e accompagnati da guide.
Alle ore 19.00 limam chiama alla preghiera e gli Iraniani rispondono i massa, tutti si alzano dai loro giacigli sullerba arrotolano i tappeti e si affannano per raggiungere velocemente la moschea. Lo facciamo anche noi, seguiamo la scia ma a un certo punto nella confusione, io non vedo pi Angela.
Lo ammetto, sono spaventato cosa succede?
Mi guardo intorno, vedo la gente che si muove euforica, le donne entrano in moschea da una porticina, gli uomini si scalzano e entrano da una altra parte mentre dai megafoni rimbombano le parole a me incomprensibili dellImam.
Di Angela nessuna traccia per oltre dieci minuti poi un SMS, lei che laconicamente mi scrive sto pregando. Ma come? Proprio Tu che non entri in chiesa da anni. Rispondo: stai pregando? Ma dove sei?; per altri 20 minuti nessun segno poi finalmente riappare la da quella porta che aveva gi inghiottito centinaia di donne, sorridente, in pace, ancora incredula.
Mi racconta che mentre correvamo verso la moschea, una donna laveva afferrata per un braccio e invitata a entrare, io, preso dalla bellezza di quel luogo e distratto nel tentativo di fare qualche foto non mi accorgevo di nulla. La donna lha scalzata e coperta con uno manto nero lha accompagnata in moschea e lha fatta inginocchiare, nel mentre una giovane iraniana Le spiegava in inglese il rituale e cosa stessero facendo.
il 26 aprile, il giorno del compleanno di Angela.
Ci concediamo un ristorante tipico ma di lusso mangiando prelibatezze dai nomi indefinibili e bevendo tanto Dough. Poi un taxi per soli 50 cent ci riporta al nostro ostello, siamo sfiniti ma sempre pi appagati.
Trascorriamo un'altra giornata di relax a Esfahan percorrendo in lungo e in largo il meraviglioso Bazar visitando le moschee e le altre meraviglie poi al mattino del 28 allalba siamo pronti per andare a sud, molto a sud a Kerman in prossimit dellagognato deserto del LUT.

KERMANN e Il LUT DESERT

https://ibb.co/album/iEeFRF

Mancano circa 800 Km per il Lut Desert, siamo veramente riposati, Esfahan ci rimarr nel cuore, ci sentiamo appagati ma ancora desiderosi di arrivare nel posto pi remoto ed esotico mai raggiunto nella nostra vita.
Tutti ci consigliano di visitare a met strada la citt delle Torri acchiapavento ma abbiamo voglia di sud e di deserto; tornati a casa forse ce ne pentiremo, da quello che leggo in questi giorni Yazd sarebbe stata una tappa interessante, ma noi non eravamo pronti il Lut ci chiamava. Ci ritorneremo, inshallah.
Superata Yazd la strada diventa molto tranquilla poche auto pochi camion, pochi distributori, siamo ancora sullasfalto ma intorno solo sabbia, qualche villaggio si scorge in lontananza; in serata siamo a Kerman.
Kerman il crocevia dei viaggiatori che intendono recarsi al Lut Desert o a Bam (altra citt storica e importante di cui restano solo ruderi essendo stata seriamente compromessa da un terremoto nel dicembre del 2003), si presenta carina ma non ci ha particolarmente emozionato.
Abbiamo girato un po per il centro fino a quando in un vicolo buio, visto un certo movimento, ci siamo addentrati, stata la cosa pi interessante vista in citt. Una stradina lunga non pi di 500 metri, senza illuminazione, popolata da commercianti contrabbandieri e faccendieri che al buio fanno ogni tipo di affari, al centro un locale fatiscente immenso, allinterno anziani uomini fumanti adagiati su tappeti consunti e poggiati alla rinfusa a terra restano attaccati ai naghil. Ci scorgono nel buio, qualcuno ci fa cenno di entrare e noi ci proviamo ma nessuno parla inglese ed veramente difficile comunicare, ci scambiamo sorrisi e gesti. Comunichiamo a pacche sulle spalle ma niente di pi, rapidamente cerchiamo un posto per mangiare.
Allalba siamo gi pronti, il Lut Desert vicino, solo 120 km ancora da fare, siamo impazienti e partiamo ancora senza fare colazione.
Saliamo di quota per circa 50 km, il paesaggio ora e verdeggiante sotto di noi c' un lungo canyon tra le rocce con un fiume che irriga le palmearie e le colture a valle, laria frizzantina; quando siamo in cima al passo, si apre davanti a noi uno scenario spettacolare alle spalle il verde, lacqua, le coltivazioni, di fronte il deserto giallo, immenso.
Scendiamo dal passo con lentusiasmo di bambini. Intanto, il sole comincia a salire e anche la temperatura, presto siamo immersi in quel giallo caldo e intenso che contrasta con la fredda montagna scura che ci stiamo lasciando alle spalle, ancora una ventina di kilometri e siamo a Shahdad; la porta del deserto da l in poi per circa 400 km non c' pi nulla solo una striscia di asfalto che conduce a Nehbandan e poi al confine con lAFGANISTAN
Facciamo scorta di viveri acqua birra analcolica e benzina e ripartiamo.
Il LUT DESERT (Dash e Lut) un vasto deserto considerato uno dei luoghi pi aridi del pianeta e la temperatura in certi periodi dellanno la pi alta registrata sulla terra. Leggo su Wikipedia che nel 2003 sono stati registrati 70 gradi Centigradi. In effetti maggio e siamo gi oltre i 45 gradi!
Ci addentriamo, seguendo la striscia di asfalto per circa 50 km, poi scorgiamo una scarna indicazione: LUT; sembra indicare una strada o una pista ma in realt c solo sabbia, restiamo titubanti ma seguiamo la freccia, usciamo dallasfalto la sabbia dura quindi facilmente percorribile cos ci avventuriamo, senza meta, seguendo la direzione indicata, dopo pochi chilometri c una vera pista e di seguito una miriade di percorsi che si intersecano tra le sabbia e le rocce, ci sono tracce del passaggio di fuoristrada ma non si vede nessuno, decidiamo di proseguire segnando la direzione con dei sassi ad ogni crocevia per agevolare il ritorno.
Lo spettacolo realmente surreale, siamo in mare di sabbia dai colori inediti. E scura ma illuminata dal sole riflette varie tonalit di giallo di rosso e di marrone; con lavvicinarsi della sera i colori scemano e appare sempre pi grigia, le rocce nel mezzo restano li come vere cattedrali nel deserto.
Siamo estasiati, continuiamo ad addentrarci fino ad arrivare in prossimit di una delle torri di roccia, da vicino altissima, un sentiero la costeggia e ci gira intorno, la sabbia diventa pi soffice e il terreno accidentato, procediamo molto lentamente cerchiamo di non fare danni n a noi n alle moto, siamo soli in mezzo al nulla e una caduta potrebbe metterci in serie difficolt, risaliamo il sentiero e in parte la roccia fin dove possibile poi ci fermiamo. Abbiamo percorso circa 30 km di pista siamo nel cuore della zona archeologica del LUT saliamo a piedi in cima alla torre di roccia, ci siamo fatta siamo nel punto pi alto e panoramico dellintero deserto. E una meraviglia. Siamo giunti a poche centinaia di km dal Pakistan e dallAfghanistan, in uno dei luoghi pi remoti e inospitali della terra, dobbiamo festeggiare e lo facciamo con la scorta di Birre analcoliche alla pesca che intanto sono diventate bollenti, restiamo li in contemplazione fino allimbrunire in attesa del tramonto, che per, sul pi bello ci tradisce con un nuvolone; ripercorriamo quasi al buio la pista, forse siamo stati un po incoscienti a fare cos tardi, ma per fortuna i segnali che avevamo lasciato allandata ci vengono in aiuto. Alle 9.00 buio pesto abbiamo impiegato circa unora e mezzo ad uscire ma siamo di nuovo sullasfalto e a circa 50 km c il paese.
Siamo sempre e ancora soli, fa caldo e potremmo dormire sulla sabbia ma restare li la notte non ci intriga, conosciamo gi la strada avendola percorsa allandata e quindi optiamo per il ritorno verso il villaggio. Lungo il percorso, a circa 20 km, scorgiamo in lontananza una fioca luce, proviamo ad avvicinarci percorrendo uno sterratino di circa 4 km e arriviamo in prossimit di un caseggiato circondato da un alto muro di fango e paglia, proviamo a bussare e a farci sentire ma non accade nulla, quando stiamo per ripartire, una donna appare dal portoncino, siamo fortunati un campeggio! lultimo avamposto prima del nulla.
Nel camping ci siamo solo noi, non abbiamo la tenda ma ci sono delle capanne di paglia con rete zanzariera allinterno bellissime i bagni sono pulitissimi; una vera oasi nel deserto. Concordiamo di restare li per 10 euro a testa per una notte con cena e colazione inclusa!
Sono stati i due pasti migliori di tutta la traversata, la sera abbiamo mangiato su tappeti distesi su panche sulla sabbia al chiaro di luna e stelle, la cena da mille e una notte, oltre al consueto kebab al riso ai pomodori grigliati ai peperoncini piccanti (in Iran non si mangia altro), abbiamo mangiato delle zuppe di verdure e per la prima volta anche del formaggio. Il tutto accompagnato da Dough dal sapore intenso preparato da loro e birra analcolica (sempre pessima).
Restiamo in compagnia delle stelle ancora un p in contemplazione ma, a mezzanotte, mentre stiamo per cedere alla fatica, rientra un gruppetto di turisti europei con la loro giuda iraniana erano anche loro di ritorno dal deserto e avevano fatto un giro simile al nostro ma non ceravamo incrociati perch lauto della guida, essendo a due ruote motrici, non poteva addentrarsi nella pista. Luomo incuriosito, si avvicina ci riempie di domande e con una vena di ammirazione ci informa che raro vedere laggi viaggiatori senza una guida, poi ci fa i complimenti per il coraggio.
Si conclude cos unaltra giornata intensa e avventurosa, faticosa ma bellissima. Siamo a circa 6000 km da casa mezzanotte gi passata, capitoliamo nella nostra capanna di paglia domani sinvertir la rotta

SHIRAZ e PERSEPOLIS

https://ibb.co/album/kJtyfa

Lasciamo il deserto con la spiacevole sensazione del ritorno.

strano, siamo ancora in viaggio, siamo sempre li in Iran, ci aspettano ancora luoghi fantastici, Shiraz Persepolis e poi il Kurdistan, ma linversione di rotta allinizio lascia il segno.
Affrontiamo i primi km senza grande entusiasmo con la sensazione che oramai il meglio passato, a un tratto sembriamo indifferenti verso quello che ci circonda, landatura lenta e svogliata, siamo nostalgici e ancora stregati dal deserto.
Lungo la strada, vediamo un vero autogrill, incredibile, per migliaia di km abbiamo visto solo distributori fatiscenti, talvolta con qualche piccolo market o caff ma qui c un vero ristorante persiano con tanti tappeti, non possiamo non fermarci.
Sono ancora le 11.00, probabilmente siamo i primi clienti della giornata e in effetti allinterno non ce nessuno, dalla cucina si sentono delle voci, ci avviciniamo, in corso la preparazione del kebab, i cuochi ci invitano a fermarci e ad assistere.
Accettiamo e restiamo una mezzoretta in cucina a chiacchierare. Linglese spesso aiuta ma in questo caso pi di ogni altra sono stati utilissimi i telefonini; scambiamo reciproci frammenti di vita scorrendo le foto e cos, quando il pranzo pronto siamo gi grandi amici e mangiamo tutti insieme, noi i cuochi il proprietario, alla fine il pranzo sar offerto! Ancora! Nella vita di ogni giorno non ho quasi mai questa grande capacit di socializzare con persone che non conosco, anzi con landare degli anni divento sempre pi solitario e taciturno ma qui in Iran sembra tutto cos facile!
La sera del 30 aprile siamo a Shiraz, trovare da dormire qui abbastanza agevole, gli hotel sono disposti uno dietro laltro sulla via principale che attraversa la citt.
Ci rilassiamo in hotel e con laiuto del wi fi cerchiamo di scoprire cosa fare in citt.
Avevamo deciso di fare tappa a Shiraz solo per la vicinanza a Persepolis ma da internet scopriamo che anche questa citt molto interessante, soprattutto per la lucente moschea dei 1000 specchi (Shah Ceragh). Guardiamo un p di foto e restiamo veramente affascinati, anche la sua storia interessante e misteriosa. Si narra che intorno al 900 d.C. un viaggiatore not una fonte di luce provenire da lontano. Si rec in quella direzione e dopo aver investigato un po in giro, trov una tomba illuminata. Al suo interno, i cadaveri di Ahmad e Muhammad, figli di Musa Al Kazim e fratelli di Al al Rida due figure di spicco della religione musulmana. In quel luogo sacro fu poi eretta questa moschea che nel tempo stata ampliata e adornata, per rendere il doveroso omaggio ai propri martiri. Si dice sia talmente bella che sembra provenire da un altro pianeta. Usciamo la sera ma preferiamo dedicarci al cibo e cos rimandiamo la visita allindomani.
Al mattino di buon ora siamo a passeggio, purtroppo abbiamo gi dimenticato il nome della moschea che vogliamo visitare e non facile chiedere indicazioni, ma alla fine qualcuno capisce cosa cerchiamo e ci indica come raggiungerla. Percorriamo il bazar e presto dai vicoli della citt vecchia scorgiamo il minareto che svetta alto, siamo in prossimit della piazza e, per la prima volta da quando siamo in Iran ci imbattiamo in un cancello militare di controllo.
Ci fermano e ci invitano ad aspettare, dieci minuti e si avvicina una ragazza completamente avvolta in uno chador nero, sar la nostra guida messa gratuitamente a disposizione, anche Angela viene avvolta in uno chador, ci dirigiamo verso la piazza sempre pi desiderosi di entrare in moschea ma appena tentiamo di varcare la soglia la guida ci blocca.
Non si pu entrare, ma come chiedo, c' tanta gente che entra ed esce e in pi, da tutte le parti c scritto che lingresso libero; insisto, la guida, che parla un ottimo inglese, cerca di spiegarmi i motivi ma io, con il mio pessimo inglese, non capisco quasi nulla e continuo ad insistere; dopo vari tentativi capisco solo che dal 1 maggio al 31 maggio, per una regola religiosa che ancora mi ignota (devo riprendere lo studio della lingua inglese accidenti), possono accedere in moschea solo i fedeli ma non i visitatori!
Peccato, se solo la sera prima ci avessimo provato non ci sarebbe stato nessun problema. Pazienza, sar un altro buon pretesto per tornare in iran!
La citt comunque bella e piacevole, trascorriamo la giornata bighellonando nel bazar e consumando te a volont lindomani di buon ora raggiungiamo Persepolis.
Persepolis uno dei siti pi belli e affascinanti che ho mai visitato, nella mia classifica personale lo considero secondo solo a Pompei.
Persepolis anche il titolo di un fumetto letto pi volte in questi anni, racconta della rivoluzione Iraniana, degli orrori della guerra attraverso gli occhi della protagonista, dapprima bambina in Iran poi donna in terra straniera in quelloccidente perfetto e superiore.
Cito una recensione trovata on line che condivido: E' una lettura che apre la mente, una finestra su una realt vicinissima a noi ma resa lontana dai pregiudizi e dalla disinformazione. Basti vedere la meravigliosa parte sull'infanzia, che ti fa' capire che non importa la societ, la cultura o la religione a cui soggetto, un bambino sempre un bambino. Agli occhi di un bambino l'ipocrisia degli adulti, che si ammantano di dogmi religiosi o fedi politiche piegate in nome dell'interesse, appare come ci che davvero : orribile, spaventosa e, sopratutto, ridicola.
Arrivando al sito di prima mattina abbiamo avuto il piacere di visitare tutta larea in solitudine ed in completo relax , addentrandoci tra le rovine nel silenzio ci siamo completamente immersi in un altra epoca, abbiamo fantasticato e sognato, poi, iniziato il via vai degli autobus turistici e lincantesimo si rotto.
Rinfrescati da un Dough, abbiamo ripreso la strada verso Esfahan.
Abbiamo trovato posto allAmir Kabir Hostel molto frequentato da ragazzi europei in viaggio con zaino e sacco a pelo, una altra passeggiatina nella piazza, cena e poi allalba, dritti verso il Kurdistan Iraniano da dove poi supereremo la frontiera ed entrare nel Kurdistan Turco.
Il viaggio prosegue tranquillo, usciti da Esfahan, ci ferma un paio di volte la polizia ma non ci chiedono nulla, fermarci solo un pretesto per esercitarsi nelluso della lingua inglese!
Poi, un nuovo problema meccanico al GS650 ci obbliga ancora a fermarci lungo lautostrada.
Questa volta la catena, che gi da qualche giorno sembrava essersi allentata; uscita dalla corona per fortuna senza alcun danno.
Questa volta evito di farmi prendere dal panico, mi fermo rifletto, tiro fuori gli attrezzi e mi appresto a rimetterla a posto, sono ancora con i ferri in mano e ben tre auto si sono gi fermate.
Sembra quasi una gara a chi tra loro riesce ad essere pi credibile ai nostri occhi, alla fine la spuntano due fratelli che pazientemente attendono che la catena sia sistemata almeno quanto basta per arrivare in citt ad Arak, a soli 5 km, dove vorremmo sostituirla; al solito, veniamo scortati e facilmente troviamo un meccanico.
Sembra peggio della volta precedente, il meccanico non ha nemmeno gli attrezzi per agire sulla moto e chiede di utilizzare i miei. Chiaramente, acconsento. Poi lui si allontana per rimediare una catena nuova e mentre attendiamo, in pochi minuti, siamo gi oggetto dellattenzione dei passanti.
Questa volta per lo smuio durer molto poco, un uomo ci fa vedere un distintivo, un ispettore di polizia in borghese, i ragazzi con cui stiamo chiacchierando diventano seri e taciturni, luomo ci invita a prendere i passaporti ed entrare nella sua macchina.
Non sappiamo cosa fare, i bagagli e gli attrezzi sono sparsi sul marciapiede, la sella della moto aperta e sotto ci sono gran parte dei nostri soldi, chiediamo di lasciarci almeno il tempo di mettere le nostre cose in sicurezza ma lui inflessibile, dobbiamo lasciare tutto e seguirlo! Immediatamente!
Non c altro da fare, i ragazzi comprendono i nostri timori e fanno cenni rassicuranti, cos lasciamo tutto li, sul marciapiede; abbiamo salvato 200 euro e i passaporti il resto alla merc di sconosciuti, in pi mentre ci allontaniamo vediamo il meccanico tornare e avvicinarsi alla moto con un flessibile e immaginiamo al ritorno di trovare il GS650 sezionato!
Attraversiamo tutta la citt nel traffico, lauto scassata e rumorosa, nel caos cerco di comunicare con lispettore e capire cosa succede ma non facile, parla solo Farsi cos io mimo il segno delle manette, lui comincia a ridere di gusto fa segno di stare tranquilli e urla: control control.
La caserma un palazzone brutto grigio da cui si accede percorrendo un cancello in ferro alto circa tre metri allinterno tanti giovani militari tutti armati, dal corridoio si scorge un salone affollato di gente che sbraita da dietro una vetrata, arriviamo scortati alla stanza del comandante.
Lispettore ci presenta ma non c grande comunicazione, ad Arak nessuno conosce linglese, si parla solo il Farsi ed difficile fare grandi chiacchierate a gesti. Restiamo li per circa mezzora presentandoci di continuo ai militari che inspiegabilmente sfilano davanti a noi sorridendo; non succede nulla, in mezzora siamo di nuovo in macchina.
Non capiremo mai cosa accaduto quel giorno. Nessuno ha controllato nulla, le nostre cose, i passaporti sono stati solo sfogliati dal comandante senza un minimo di interesse, in compenso almeno una ventina di militari sono entrati nella stanza solo per darci la mano. Riparlandone con Angela lunica ragione plausibile del nostro rapimento sembra essere quella di essere esibiti in caserma.
Al nostro ritorno i ragazzi sono ancora tutti li, ognuno ha preso in carico qualcosa, chi il borsone chi gli attrezzi chi le chiavi della moto e lo ha custodito per noi, il GS650 ancora intero e ha una catena nuova, anche i due fratelli sono ancora li, ci aspettano solo per portarci a casa a mangiare!
E interessante notare che anche questa volta, e come ogni volta, tutti gli inviti ricevuti da uomini in Iran sono stati sempre preceduti da una telefonata tra la moglie dellospite e Angela. Telefonate sempre incomprensibili ma importanti per i nostri ospiti; dimostrare di avere una donna e una famiglia che li aspetta il loro modo per rassicurarci e farci capire che il loro invito sincero e non ci sono secondi fini.
Fatima ha gi preparato tutto, kebab di pollo, riso pomodori grigliati, ci stendiamo sul grande tappeto e col passare dei minuti arriva sempre pi gente, sono gugini zii nipoti e vari componenti della famiglia che incuriositi lasciano il lavoro e si uniscono a noi per il pranzo!

Grazie a google translator chiacchieriamo per ore, nonostante le difficolt, internet molto lento (come in tutto lIran), nonostante ogni frase che ci scambiamo debba essere tradotta dal farsi allinglese e dallinglese allitaliano e viceversa; sono tutti pazienti, calorosi e curiosi, ogni cosa che raccontiamo per loro interessante, ci congediamo a fatica verso le 17 e da allora, ancora oggi, quasi ogni settimana con Fatima ci scambiamo foto e messaggi su instagram!
In serata siamo a Kermanshah, siamo arrivati in Kurdistan!

IL KURDISTAN IRANIANO

https://ibb.co/album/dF3aRF

Il Kurdistan una nazione ma non uno Stato indipendente, un vasto altipiano popolato dai genti di etnia curda politicamente diviso fra gli attuali stati di Turchia Iran Iraq Siria e Armenia.
Nonostante non vi sia alcuna dogana si percepisce subito la diversit del luogo, i curdi sono molto identitari e accomunati dalluso della lingua curda che la stessa per tutti indipendentemente dalla loro residenza.
A Kermanshah si cominciano a vedere uomini e donne vestiti con gli abiti tradizionali, gli uomini usano strani pantaloni molto larghi sulle gambe e aderenti alla caviglia spesso di colori scuri e con camicie chiare o quadrettate, le donne sono avvolte in chador, foulard e vestiti dai mille colori.
Limpressione che larea sia tra le meno prospere di tutto lIran ed in effetti parlando con la gente del posto sono tutti molto critici ed evidenziano il loro disappunto verso il governo di Teheran che si disinteressa e investe molto poco per la crescita di questa regione.
Anche le infrastrutture sono carenti, lasfalto, che in Iran non quasi mai stato un problema, qui invece spesso non presente o in condizioni disastrate.
Per noi che viaggiamo per diletto tutto questo affascinante, ma obiettivamente per la gente del posto non deve essere per niente piacevole!
Il giorno dopo puntiamo verso il cuore dellaltopiano. Sulla mappa indicata una strada che da Sanandaj conduce a Marivan a 5 km dal confine con lIrak, sembra interessante raggiungerla sia per la collocazione geografica sia perch pare che lungo il percorso ci siano diversi villaggi affascinanti, si tratta solo di deviare dalla statale per circa 200 km e poi riprenderla in direzione di Tabriz dove ci piacerebbe tornare per salutare Roza e la Sua famiglia.
A Sanandaj deviamo quindi in direzione Marivan, ma da subito iniziano i disagi derivanti dalla mancanza di asfalto.
Ha appena smesso di piovere e la strada che attraversa il paese una vera fangaia molto scivolosa che dobbiamo attraversare con i piedi appoggiati per terra sperando di non scivolare tra i camion.
Poi un po di asfalto e deviamo verso Palangan.
Scendiamo dalla collina percorrendo un facile sterratino poi ancora fango, presto incontriamo le prime case, la strada dissestata senza asfalto ma sono solo poche centinaia di metri e ci troviamo in una piazza grigia di fango resa viva dai colori dei vestiti delle donne che la affollano. Il villaggio veramente molto affascinante, case di pietra arroccate sulla collina affacciate sul fiume al centro del villaggio. Lungo le rive qualche turista e gente che banchetta, percorriamo il sentiero e scorgiamo due ragazzi con i piedi scalzi nel fiume intenti a fumare un narghil mentre le loro compagne si occupano della griglia.
Scatto una foto e ci vedono, uno di loro corre verso di noi e ci invita a fumare e mangiare.
Non possiamo rifiutare!
Che meraviglia! Ci scalziamo, piantiamo i piedi nellacqua gelida e fumando attendiamo il kebab che ci viene offerto e servito dalle ragazze.
Ancora foto scambi di mail e poi via si riparte.
La strada tutta sterrata ma agevole, attraversiamo villaggi fatiscenti e quasi deserti poi il percorso diventa sempre pi impegnativo e accidentato, eppure quella dovrebbe essere la principale via di collegamento con lIrak! Sorge il dubbio che abbiamo sbagliato, cos alla vista di un pick up mi fermo per chiedere informazioni.
Sono tre ragazzi curdi, ci informano che la via corretta ma inutile proseguire perch pi avanti interrotta. Ci offrono dellacqua e da mangiare ma siamo ancora sazi e gentilmente decliniamo linvito. Peccato eravamo arrivati veramente a pochi km dal confine con lIrak ed era tutto molto bello affascinate e incredibilmente tranquillo.
Ripercorriamo i circa 70 km di sterrato e siamo ancora sulla statale, riusciamo ad arrivare a Saqquez, dove ci fermiamo per la notte.
La sera, in un ristorantino, facciamo il punto della situazione, sono oltre 20 giorni che siamo in giro e abbiamo completamente perso la cognizione del tempo e dello spazio. Con sgomento prendiamo atto che questa volta veramente arrivato il momento di ricominciare a pensare di tornare a casa.
Siamo combattuti, vorremo andare ancora da Roza ma perderemo almeno un giorno non potendo poi gestire in tranquillit gli eventuali imprevisti che potrebbero intervenire nei molti km che dobbiamo ancora percorrere.
La frontiera invece molto vicina cos a malincuore decidiamo che arrivato il momento di uscire dallIran.

IL KURDISTAN TURCO

https://ibb.co/album/eR2r0a

Superare una dogana sempre molto emozionante.
Non si tratta solo di esibire dei documenti sperando che tutto sia in ordine, spesso vuol dire percorrere quel kilometro che divide due mondi, geograficamente cosi vicini eppure politicamente socialmente economicamente cos lontani.
Muovendosi senza muri e dogane tutto cambia talmente lentamente, che spesso nemmeno lo percepiamo le differenze, superando una dogana invece le differenze appaiono nette, improvvise quasi scioccanti.
Il Kurdistan Iraniano per quanto pi povero del resto del paese lascia la sensazione di un luogo pacifico, non mancano i disagi e la gente non spesso insoddisfatta, ma regna la pace, la serenit la vita.
Quella dogana sembra arrogarsi il diritto di decidere chi ha diritto alla vita e alla pace, e chi invece destinato alloblio, alla morte!
Percorriamo pochi kilometri e ci imbattiamo nel primo ceck point.
E' la prima volta nella nostra vita che abbiamo a che fare con questo tipo di installazioni militari; in prossimit del paese la strada si restringe e i veicoli vengono obbligati attraverso dei new jersey in cemento, c' da fare uno slalom e dietro ad ogni blocco un carro armato, una mitragliatrice e cos via fino al posto di blocco vero e proprio dove ogni cosa viene controllata.
Percorriamo poche centinaia di metri, ancora un carro armato poi la citt percorsa da blindati e da militari armati; la cosa che pi sconvolge che la gente vive come se nulla fosse, i ragazzi vanno a scuola i negozi sono aperti i mercati sono affollati.
Yksekova, la prima citt nel kurdistan Turco si presenta cos, e poi anche le successive, superato il terzo chek point ci fermiamo sul ciglio della strada a riposare, la vista delle armi ci agita sempre non poco!
Si ferma un pick up ci sono due ragazzi uno di loro parla inglese e ci invita a seguirli per un chai (un t).
Come sempre, ci fidiamo.
Raggiungiamo dopo pochi metri un gabbiotto a servizio della vicina centrale idroelettrica, i ragazzi lavorano li.
Entriamo, c' altra gente, uno di loro chinato verso la mecca prega e non ci degna di uno sguardo, gli altri ci invitano a sedere, ci offrono da fumare e poi Onder siede accanto a noi e, senza indugiare, ci chiede se conosciamo la questione curda.
Esibiamo la nostra risicata cultura in materia, citiamo Ochalan e il PKK, io gli racconto di quello che mi aveva detto un ragazzo che avevo conosciuto pochi anni prima in quelle zone e con il quale avevo condiviso un pranzo a Siirt, lamicizia e tanti messaggi su facebook. Il ragazzo, poi, improvvisamente era sparito dai miei contatti.
Lui, con una freddezza surreale mi risponde: probabilmente morto! C una guerra qu, nessuno ne parla, ma, a Yksekova questinverno Erdogan ha provocato un centinaio di morti e cos in tutte le citt del Kurdistan Turco, non c pace per i Curdi eppure, mi spiega, i turchi convivono pacificamente con noi Erdogan che fomenta odio!.
Parliamo ancora di politica, la questione Curda stata sempre di interesse per noi ma essere li e parlare con chi quella situazione la vive sulla propria pelle una sensazione diversa. Beviamo altri chai e finiamo il pacchetto di sigarette di Onder, ci congediamo con la tristezza nel cuore e, su suo consiglio, deviamo verso Van per percorrere quella che dovrebbe essere la strada pi tranquilla; arrivarci sar comunque dura, supereremo altri 5 check point!
Van un avamposto Turco in terra curda tutto molto occidentale e anche i veli si vedono di rado e sono rigorosamente neri, il muezzin in ogni caso rimbomba fragorosamente come in tutta la Turchia, in compenso, finalmente a cena possiamo variare il men.
Usciti da Van ancora Kurdistan, i veli si colorano ancora, non ci sono molte auto private ma solo tanti pulmini collettivi, evitiamo le vie di grande comunicazione e percorriamo una strada interna sullaltopiano verso Erzrum, attraversiamo i villaggi dei pastori Curdi, poverissimi ma tanto pieni di umanit. Nelle campagne, si scorgono accampamenti di profughi siriani tra tende roulotte e capanne.
Le montagne dellaltopiano sono imponenti e maestose ma il loro profilo dolce e rassicurante, i fiumi riflettono i colori delle ampie e rigogliose vallate.
E triste vedere e percepire tanta miseria in luogo cosi bello.
Incroceremo altri ceck point poi riprenderemo la grande e lunga autostrada che ci porter a Istambul e in Grecia dove ci concederemo un paio di giorni di relax in spiaggia, a Toroni, sulla seconda lingua della penisola calcidica.

Infine, dopo aver percorso 11702 km siamo a casa.

Ultima modifica di ntonyee; 17-01-2018 a 11:34
ntonyee non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 03-01-2018, 17:26   #2
GS3NO
Mukkista doc
 
L'avatar di GS3NO
 
Registrato dal: 27 Apr 2010
ubicazione: Verona
predefinito

Quote:
Originariamente inviata da ntonyee Visualizza il messaggio
a Dogubejazit ci salutammo.

Il segnale che indicava lIran era proprio li, sotto il Monte della Bibbia, eravamo a soli 30 km dalla dogana.

Con una foto catturai quel momento immortalando la mia moto e il cartello stradale immaginando lattimo in cui avrei finalmente deviato in quella direzione e superato il confine, lIran sembrava gi chiamarmi.
Rientrato a casa, cominciai a leggere libri di autori iraniani e sull Iran, amplificando quel desiderio di affacciarmi, sporgermi, vedere cosa ci fosse al di la di quella barriera ma anche, semplicemente di raggiungere Teheran per sorseggiare un caff.
Presto capii che quella dogana era diversa da tutte le altre; troppa burocrazia!
Cos, per anni ho contemplato quella foto cercando di trovare il coraggio di superare i miei schemi mentali, la mia ostilit alla preparazione di tutte quelle scartoffie.
Nel mentre tante cose sono cambiate, Angela ora viaggia con piacere e con la sua moto mi ha gi accompagnato nei luoghi dei sogni dinfanzia, anche in africa, laggi fino in Senegal sulle tracce della Parigi Dakar rifletto ancora e poi, tutto si chiarisce forse arrivato il momento sono pronto, siamo pronti.
capisco pienamente quello che vuoi dire...



solo che io non ho fatto il passo e mia moglie si sta stancando di viaggiare in moto... la mia paura di non riuscire ad andarci in moto. Ho stima!
__________________
Un viaggio raccontato diventa la bussola per altri viaggiatori
GS3NO non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 03-01-2018, 17:47   #3
Fagt
Mukkista doc
 
L'avatar di Fagt
 
Registrato dal: 06 Feb 2008
ubicazione: Bergamo - A zonzo in Africa
predefinito

Bravo Antonio.... finalmente.

Ps. La prossima volta in un deserto per, se non vuoi usare un Gps, traccia con il telefono ed una app. dedicata.
Non va MAI affrontato a cuor leggero.
__________________
Abbi cura del tuo ospite che dio veglier su di te nel deserto.

F 800 GS - Fotty

Ultima modifica di Fagt; 03-01-2018 a 17:58
Fagt non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 03-01-2018, 18:47   #4
ZAGOR
Mukkista doc
 
L'avatar di ZAGOR
 
Registrato dal: 21 Oct 2004
ubicazione: Genova
predefinito

Che spettacolo, complimenti !
Spero quest'anno di andarci se non accade nulla visto le notizie del disordine.
__________________
Quando non sai più dove stai andando ricordati almeno da dove vieni...
ZAGOR non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 04-01-2018, 09:48   #5
ntonyee
Mukkista in erba
 
L'avatar di ntonyee
 
Registrato dal: 15 Dec 2008
ubicazione: Al pascolo tra il Salento e il Mondo
predefinito

Quote:
Originariamente inviata da Fagt Visualizza il messaggio
Bravo Antonio.... finalmente.

Ps. La prossima volta in un deserto per, se non vuoi usare un Gps, traccia con il telefono ed una app. dedicata.
Non va MAI affrontato a cuor leggero.

come sempre ... hai ragione ... "ci sto lavorando" :-)
ntonyee non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 03-01-2018, 21:59   #6
robi_pal
Pivello Mukkista
 
L'avatar di robi_pal
 
Registrato dal: 03 Dec 2006
ubicazione: Brescia
predefinito

Grazie Antonio del bel racconto, mi hai fatto rivivere gli splendidi momenti passati con gli Iraniani pochi mesi fa

Inviato dal mio SM-T805 utilizzando Tapatalk
__________________
F 800 GS
FOTO: goo.gl/yq4QGf
robi_pal non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 04-01-2018, 10:00   #7
cesebeccadopo
Mukkista doc
 
L'avatar di cesebeccadopo
 
Registrato dal: 03 Jul 2014
ubicazione: Roma
predefinito

Copiato e incollato, poi me lo leggo con calma!
__________________
Bruto, smettila di giocare con quel coltello, finirai per ferire qualcuno!
cesebeccadopo non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 04-01-2018, 12:28   #8
Antonio Tempora
Mukkista
 
L'avatar di Antonio Tempora
 
Registrato dal: 12 Nov 2002
ubicazione: Roma
predefinito

Complimenti a te ed Angela.
Mi fa piacere che anche tu abbia approfittato come me dell'aiuto dei "traffichini" alla frontiera e che come me preso dall'entusiasmo abbia "esagerato" nella mancia...
Vedo che al ritorno siete passati per la frontiera di Esendere.
Come quel posto di frontiera rispetto a quello di Bazargan ?
Hai riscontrato difficolt in uscita Iran ed ingresso in Turchia ?
Un saluto
__________________
Antonio Tempora
"Ama il tuo sogno ogni inferiore amore disprezzando" - Ezra Pound
Antonio Tempora non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 04-01-2018, 15:30   #9
ntonyee
Mukkista in erba
 
L'avatar di ntonyee
 
Registrato dal: 15 Dec 2008
ubicazione: Al pascolo tra il Salento e il Mondo
predefinito

Quote:
Originariamente inviata da Antonio Tempora Visualizza il messaggio
... Vedo che al ritorno siete passati per la frontiera di Esendere.
Come quel posto di frontiera rispetto a quello di Bazargan ?
Hai riscontrato difficolt in uscita Iran ed ingresso in Turchia ?
Un saluto
A livello di dogana nessun problema ... anzi molto pi agevole e tranquilla, i militari da ambedue le parti sono stati cordiali e mi hanno aiutato a fare tutto in fretta; certo una volta in Turchia, come ho scritto nel racconto, i ceck point militari sono uno dietro l'altro e oltre al fatto che "le armi" in genere mi inquietano ... doversi fermare, aprire i bagagli, spiegare chi sei dove vai etc. ogni 10 minuti, una gran rottura :-)

Un saluto a Te :-)
ntonyee non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 04-01-2018, 17:57   #10
massimo.g
Pivello Mukkista
 
Registrato dal: 18 Feb 2014
ubicazione: Roma. Anni 59.
predefinito

Bellissimo racconto. Grazie per averlo postato e condiviso con noi.
E' nei miei futuri programmi.
Ciao a tutti.
__________________
....quello co la GS, e la KTM da scavalco.....

I nostri viaggi: www.massimoeflavia.it
massimo.g non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 04-01-2018, 12:53   #11
Ste02
Il Fauno sullo SCOOTER
 
L'avatar di Ste02
 
Registrato dal: 02 Feb 2006
ubicazione: Punxsutawney
predefinito

alla faccia che non sai scrivere :-)

Bellissimo,grazie!
__________________
Alla fine tutto andrà bene e se non sarà così, è perchè non è ancora la fine.
Ste02 non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 04-01-2018, 18:01   #12
ivanuccio
Mukkista doc
 
L'avatar di ivanuccio
 
Registrato dal: 17 Apr 2008
ubicazione: Bolgiano(Mi)
predefinito

Bazargan bella xche passi davanti L Ararat.No buona xche si inventano problemi,ti obbligano a mancia e cambio valuta sfavorevole.Esendere nessun problema,i fanno loro i timbri col ragazzo che gira senza volere nulla.Sfavorevole xche sei dalla parte turca in zona calda,come avete sperimentato.Bel racconto complimenti
__________________
Io parto al mattino
ivanuccio non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 05-01-2018, 00:32   #13
beltipo
Mukkista doc
 
L'avatar di beltipo
 
Registrato dal: 09 Mar 2008
ubicazione: Ragusa
predefinito

Bellissimo racconto, ben scritto e coinvolgente...per sei stato avaro di foto...
__________________
F.P.C. M05 'Principessa Elena' K1600 GT
F.P.C. M06 'Trovatella' ZR7
In moto, sempre in moto.
beltipo non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 05-01-2018, 07:04   #14
ntonyee
Mukkista in erba
 
L'avatar di ntonyee
 
Registrato dal: 15 Dec 2008
ubicazione: Al pascolo tra il Salento e il Mondo
predefinito

Quote:
Originariamente inviata da beltipo Visualizza il messaggio
Bellissimo racconto, ben scritto e coinvolgente...per sei stato avaro di foto...
Beh in realta ce ne sono un bel po ... basta cliccare sui vari link allinizio di ogni capitolo ... anche se ... sono fatte quasi tutte con telefonio per cui :-)
ntonyee non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 05-01-2018, 12:05   #15
beltipo
Mukkista doc
 
L'avatar di beltipo
 
Registrato dal: 09 Mar 2008
ubicazione: Ragusa
predefinito

me ne aspettavo un centinaio a tappa
__________________
F.P.C. M05 'Principessa Elena' K1600 GT
F.P.C. M06 'Trovatella' ZR7
In moto, sempre in moto.
beltipo non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 07-01-2018, 23:02   #16
fernweh
Pivello Mukkista
 
Registrato dal: 15 Mar 2010
ubicazione: Tarvisio
predefinito

Rinnovo l'apprezzamento per il viaggio e per il racconto (Ricordo compreso)...... SUPER ANGELA.
vezA
fernweh non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 11-01-2018, 22:01   #17
gspeed
Mukkista doc
 
L'avatar di gspeed
 
Registrato dal: 07 Jun 2009
ubicazione: Padova
predefinito

Complimenti... bellissimo!!!
__________________
https://mappite.org
Ho un gran dottore, ogni volta che lo vedo mi dice di fare pi moto...
gspeed non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 12-01-2018, 08:56   #18
Nonmollo
Mukkista in erba
 
L'avatar di Nonmollo
 
Registrato dal: 26 Oct 2007
ubicazione: Bolognese Doc
predefinito

Spettacolo. Grandi !
__________________
DR-XL-TRANSALP-VARADERO-R1200GS-MY08-WLF
R 1200 GS LC - 2015
Nonmollo non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 12-01-2018, 11:31   #19
Danielz77
Mukkista in erba
 
Registrato dal: 23 Aug 2016
ubicazione: abito al NODD
predefinito

complimenti mi davvero piaciuto leggere il tuo racconto/viaggio. Grazie
Gente come te e Antonio Tempora mi hanno davvero reso edotto su sensazioni e motivazioni che sicuramente ignoravo. Grazie
Danielz77 non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 12-01-2018, 17:43   #20
Carroarmato
Mukkista in erba
 
L'avatar di Carroarmato
 
Registrato dal: 31 Oct 2008
ubicazione: Un veronese tra i magnagati.
predefinito

Viaggio bellissimo, di una limpidezza disarmante nell'innocenza dell'avventura affrontata senza timori e senza ansie. Questo si percepisce intensamente nel tuo racconto.
Vi andata bene, e molto, affrontando percorsi non battuti ma molto probabilmente il vostro Karma era cos positivo che vi ha costantemente accompagnato e protetto.
Non un problema serio, non un lamento, non un disagio, non uno screzio. Prima di tutto un viaggio fatto in pace con voi stessi. Bravi.
Frequento l'Iran per lavoro da molti anni e anche se nella mia personale classifica delle rotture di palle gli iraniani si meritano ampiamente di stare sul podio, dal punto di vista umano raramente ho incontrato persone pi genuine ed altruiste (un po' troppo insistenti a volte, ma sincere), disposte a fare tutto ci che per loro possibile per aiutarti sempre, e sottolineo sempre senza chiedere nulla in cambio ma per il puro gesto altruistico di rendersi utili a qualcuno in difficolt o per condividere pane e companatico con chi, tutto sommato, anche per loro un un "estraneo".
Siamo noi che nella follia del nostro mondo abbiamo nella stragrande maggioranza dei casi ormai monetizzato tutto, disimparando il semplice piacere nel fare qualcosa per l'altro o di dividere quello che abbiamo, sperando che mai ci venga chiesto di fermare lo scorrere del nostro tempo iperprogrammato per una richiesta imprevista o per qualsiasi cosa che non rientri nei nostri atrofizzati schemi mentali.
Bel viaggio, bella storia, bella esperienza di vita. Complimenti.
__________________
Viaggio, spero di non arrivare mai...
R1150GS ADV
Carroarmato non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 18-01-2018, 09:24   #21
ntonyee
Mukkista in erba
 
L'avatar di ntonyee
 
Registrato dal: 15 Dec 2008
ubicazione: Al pascolo tra il Salento e il Mondo
predefinito

[QUOTE=
Siamo noi che nella follia del nostro mondo abbiamo nella stragrande maggioranza dei casi ormai monetizzato tutto, disimparando il semplice piacere nel fare qualcosa per l'altro o di dividere quello che abbiamo, sperando che mai ci venga chiesto di fermare lo scorrere del nostro tempo iperprogrammato per una richiesta imprevista o per qualsiasi cosa che non rientri nei nostri atrofizzati schemi mentali.
Bel viaggio, bella storia, bella esperienza di vita. Complimenti.[/QUOTE]

Ti ringrazio, leggendo le Tue riflessioni "mi illudo" di essere riuscito veramente a raccontare "le emozioni" che abbiamo provato :-)
ntonyee non  in linea   Rispondi quotando
Vecchio 18-01-2018, 17:04   #22
sibilo
Pivello Mukkista
 
Registrato dal: 07 Oct 2009
ubicazione: In Valle Maira
predefinito

Complimenti davvero.......
__________________
Formaggiaio pazzo su GS 1200 ADV
sibilo non  in linea   Rispondi quotando
Rispondi

Strumenti della discussione
Modalit di visualizzazione

Regole d'invio
Non puoi inserire discussioni
Non puoi inserire repliche
Non puoi inserire allegati
Non puoi modificare i tuoi messaggi

BB code attivo
Le smilie sono attive
Il codice IMG attivo
il codice HTML disattivato

Salto del forum


Tutti gli orari sono GMT +2. Attualmente sono le 14:59.
www.quellidellelica.com

Powered by vBulletin versione 3.8.4
Copyright ©: 2000 - 2018, Jelsoft Enterprises Ltd.
Traduzione italiana Team: vBulletin-italia.it