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Vecchio 21-01-2020, 17:11   #76
paulposition
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complimenti per il Report, ma soprattutto per il viaggio!!!!

metto in evidenza per un pò.

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Vecchio 21-01-2020, 17:35   #77
Danielz77
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complimenti per il Report, ma soprattutto per il viaggio!!!!

metto in evidenza per un pò.
grazie mod.

e si ...... la prossima tappa era quella più temuta!!!!!! la M1 = Mortacci1 per gli amici.
Riguardo la discussione delle "femmine" fuori dal monastero.... non ho capito ancora che cavolo è successo. Credo volesse pagato il parcheggio. Ma si sa noi siamo il Caucasian Marathone mica Telethon!!!!! SODDI A NUDDU!!!!!!!!!!!!!! Come si dice a Trento.
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Vecchio 21-01-2020, 17:58   #78
GS3NO
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grazie mod.
Grazie pure da parte mia.

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e si ...... la prossima tappa era quella più temuta!!!!!! la M1 = Mortacci1 per gli amici.
Riguardo la discussione delle "femmine" fuori dal monastero.... non ho capito ancora che cavolo è successo. Credo volesse pagato il parcheggio. Ma si sa noi siamo il Caucasian Marathone mica Telethon!!!!! SODDI A NUDDU!!!!!!!!!!!!!! Come si dice a Trento.
In realtà la vecchina ti ha guardato desiderosa d'affetto e da lì è nato il putiferio...
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Vecchio 21-01-2020, 18:45   #79
Danielz77
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Grazie pure da parte mia.


In realtà la vecchina ti ha guardato desiderosa d'affetto e da lì è nato il putiferio...
Chissà quante parolacce ci ha detto. Poi ricordi c'era il figlio che la prendeva a parole....insomma boh chissà cass è successo dovremmo tornare e levarci la curiosità.
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Vecchio 22-01-2020, 11:34   #80
GS3NO
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predefinito 4.11 Yerevan - Vardzia - Akhaltsikhe

4.11 Yerevan - Vardzia - Akhaltsikhe

DAY 11 - 11 giugno 2019
KM Percorsi: 4588
KM Tappa: 316

E così venne quel giorno che destò preoccupazioni tra quelli del 17; durante tutto il viaggio, nelle occasioni in cui il discorso usciva, cercammo sempre di abbassare l'ansia, ricordando che dopo aver fatto la M6 - che dal confine Georgiano arriva a Sevan - non serve aver paura. E in effetti è vero... più o meno quello è...

Durante i giorni pregressi i contatti di Daniel riportavano sempre la seguente frase: "Non c'è la strada". Ora, questo può creare ansia, lo capisco. Soprattutto per chi ha una moto sportiva e il mio punto che ribattevo a Daniel era: "Figa! se passano i camion come fa non esserci la strada! non potrà essere peggio della SH74!".

Sono un SH74 survival
San Balaban ci proteggerà

Sbrandati alle 06:00 dalla sveglia scendiamo per il caffè in autogestione rapido, carichiamo le moto e si punta verso nord ovest e la M1. La M1 lascia Yerevan e risale l’Armenia verso la Georgia nella parte occidentale dei due paesi. La strada è soggetta ad un pesante ammodernamento su entrambe le sponde della frontiera, il lato armeno è paradossalmente più organizzato e sebbene ci faccia fare alcuni zigzag alla fine è una strada bella, veloce, panoramica e tenuta molto meglio di tutte le altre finora percorse. Inoltre con il sole della mattina di giugno è meravigliosa. Credo che una volta terminata sarà un’arteria fondamentale per i commerci tra Turchia, Georgia, Russia e Armenia.


I paesaggi che attraversa sono montani ma molto lontani da quelli alpini o appenninici a cui siamo abituati. Le vette sono vicine e innevate anche a giugno e i campi fioriti vicino alla strada fanno un forte contrasto. Vi posto qui le riprese fatte durante l'avvicinamento alla frontiera georgiana...
-> https://youtu.be/2FFdfpury5I <-

-> https://youtu.be/r1000x0g_38 <-

-> https://youtu.be/LjGZ82WOYGg <-

-> https://youtu.be/oW3JJ4Ii4TA <-

-> https://youtu.be/v3vLOY43lss <-

-> https://youtu.be/-QqxluLGiJs <-
Come si vede dalle riprese, fino alla frontiera ci si arriva molto agevolmente e una volta in frontiera se non si ha sfiga si passa abbastanza agevolmente












l'arrivo in frontiera



Le pratiche vanno lisce quasi per tutti, vero Daniel? vabbè tanto ce lo siamo messo via che sono sempre quelli del 17 che dobbiamo aspettare


Queen punta l'orizzonte e aspetta la strada bella

Una volte attraversata la questione si fa interessante per chi può scaramuzzare liberamente tra sassi e buche, ma il pensiero per Daniel e Paolo resta.
-> Uscita dalla frontiera - con Marianna che mi urla di andare più piano
https://youtu.be/nPAMTvqE0zo <-
Per 15 km la strada è in completo rifacimento, a tratti una buona pista sterrata ma in altri si devia per i campi limitrofi trasformati in strada dall’incessante passaggi di mezzi di ogni tipo.
-> https://youtu.be/MMcQzSJVYOY <-
Quelli del 21 hanno aiutato Daniel facendo da spola per trasportare Emanuela per quanto possibile.Per una K è dura... tanto dura... ma complimenti a Daniel per la pazienza e l'applicazione del "CALMA E GESSO".
-> https://youtu.be/8QWVtkRq9LI <-

-> https://youtu.be/_CTeLcPMmQA <-

-> Finalmente su prova accellerare un po'... mi va bene per qualche secondo poi richiamato all'ordine - https://youtu.be/xkxTYIbon3M <-







Emanuela recuperata così Daniel può guidare meglio -


K1200S Enduro - Grandissimo Daniel







Questi le riprese fatte da Emanuela sul K1200 S Enduro
-> https://youtu.be/xUluxtJLPBE <-

-> https://youtu.be/Y2uDCD1fwq0 <-

-> https://youtu.be/e0C-dkxoOik <-
Quando i lavori finiscono siamo molto più agili e puntiamo a Vardzia, ma prima pausa pranzo sotto la fortezza di Khertvisi.
-> appare dietro la curva: https://youtu.be/Wz3SHge81JA <-








FINE PRIMA PARTE
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Vecchio 22-01-2020, 15:58   #81
augusto
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Fantastico!
Ricordo quasi ogni metro delle strade fatte.
Bravo Daniel a uscirne vivo, per l'80% della strada, con la passeggera pure.
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Vecchio 22-01-2020, 18:03   #82
GS3NO
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PARTE SECONDA

L’arrivo a Vardzia è stato preceduto dalla pausa pranzo sotto la fortezza di Khertvisi. La fortezza si scaglia su uno sperone di roccia proprio quando le gole scavate dai fiumi Mtkvari e Pavani s’incrociano in una posizione affascinante, suggestiva e di certa dominanza del punto strategico di comunicazione.


All’ombra della fortezza c’è il Cafe Tourist, che non ha un bagno ma offre il servizio Wifi. Cose che mi hanno lasciato sbalordito. Però la trota alla brace è rimasta memorabile come le mani del proprietario che è meglio non proseguire con la descrizione. Però adoro queste locande poco avvezza al turismo occidentale.
La strada che porta a Vardzia è semplicemente grandiosa. Un sali e scendi a mezza costa della vallata del fiume Mtkvari e tutta sinuosa fatta di curva e controcurva. A Vardzia ci si arriva con ragionevole velocità e la vista già da lontano ha un potere magnetico per tutti i visitatori, ma una volta saliti inoltrati nelle grotte rupestri che ci si accorge di quanto questo sito archeologico sia veramente magnifico. Un alveare di case, chiese, magazzini per i viveri che ci trasportano in un’epoca lontana dalla nostra.


Tutto sto ambaradan di buchi e controbuchi ha una storia complicata, cito da Wiki:
Il monastero consiste in più di seimila stanze nascoste disposte su tredici piani, all'interno delle quali era possibile proteggersi dai mongoli. La città includeva una chiesa, una sala reale e un complesso sistema di irrigazione che portava acqua alle terrazze coltivate. Unico accesso al complesso era offerto da alcuni tunnel ben nascosti le cui entrate erano situate nei pressi del fiume Mtkvari. Il terremoto che colpì Samstkhe nel 1283 distrusse approssimativamente due terzi della città, espose le stanze alla vista esterna e fece collassare il sistema di irrigazione. Durante il regno di Beka Jakheli nel tredicesimo secolo la chiesa fu rinforzata e fu costruito un campanile ben visibile dall'esterno. I Persiani, sotto il comando dello Shah Tahmasp I, saccheggiarono il monastero nel 1551 privandolo di tutte le icone di valore e mettendo nei fatti fine alla vita nel monastero







Qui si vede la strada che si sarebbe potuto fare per accorciare ma sono un 20 di km di pista montana e con il passeggero non è proprio facile.





Akhaltsikhe è una città abbastanza anonima ma la fortezza che la sovrasta è proprio bella. La sua bellezza inoltre è impreziosita dal restauro fatto dal Gino. All'inizio della programmazione di questo viaggio avevo trovato sto hotel e con augusto si fantasticava che fosse uno uomo di panza fuggito e rifugiato qui e con la grana ha creato sto posto . In realtà abbiamo sbagliato solo la nazionalità è russo e non connazionale . In pratica lui ha negoziato la restrutturazione della fortezza se gli avessero lasciato la possibilità di trasformarla in hotel . Ad oggi la fortezza è stata restaurata completamente e al suo interno si trovano alcuni ristoranti, negozietti e l’hotel che abbiamo scelto. Un posto curioso ma con una SPA molto bella!











Il resto fu raccontato precedentemente in questo TREAD.
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Ultima modifica di GS3NO; 22-01-2020 a 18:05
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Vecchio 22-01-2020, 18:59   #83
Danielz77
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12/06/2019 "The Mortacc & Bestemmian Day"

Sveglia presto alle 7 si parte. Oggi è un giorno molto particolare. Oggi si ritorna in Georgia dal confine subito dopo Bavra tramite la mitica M1!!! Oggi siamo psicologicamente pronti a trovare lunghi Km di sterrato. Ho sgonfiato un po' il posteriore per avere più tolleranza e grip ma non nego che sono nervoso. Prendiamo il tratto stradale che da Yerevan porta a Bavra; la strada è discreta ma bisogna sempre avere un occhio vigile. Di fatto anche google da come autostrada la M1…… vero…. Ma la stanno ancora facendo. Arriviamo sul confine georgiano. Consegnamo i documenti al militare armeno che controllerà i nostri carnet (a costo zero per le moto) fatti in entrata; Paolo scende dalla moto, mette male il cavalletto e la moto cade sul lato sinistro. La bestemmia veneta anche se non detta a parole è arrivata fino a Verona centro. Superiamo le formalità armene e ci presentiamo ai doganieri georgiani. Vengo selezionato “casualmente” per un controllo doganale. L’Ufficiale donna mi fa scaricare tutti i bagagli e mi porta in una sala per la relativa ispezione. Lei è carina ma intransigente. Mi svuota tutte le borse e mi chiede se ho al seguito dei medicinali. Mi sento forte!!! Prima di partire avevo preparato una lista timbrata dal mio medico con tutti i medicinali che avevo al seguito. In Georgia anche l’OKI è considerato dopante perché se trasformato da mani abili produce effetti psicotropi. L’Ufficiale mette le mani su una scatola di preservativi e mi chiede che cosa fossero….. Io sono una testa di cazzo e non riesco a non ridere e a dirle “Beh immagino e spero che lei sappia cosa siano” e l’Ufficiale guardando meglio la scatola arrossisce e mi fa cenno di andare.
Ricarico la moto e partiamo. Subito dopo il confine la strada M1. E’ distrutta!!! Buche enormi, terra e avvallamenti allucinanti. Sul confine avevo chiesto notizia a un camionista georgiano le condizioni della strada e mi confermava circa 40 km di strada di merda. Io guido una moto ma un camion...chissà le difficoltà di sti poveri Cristi. Alterniamo dei pezzi di strada bianca fattibile con pezzi impraticabili; Emanuela fa spola sulla moto di Zeno nei tratti più ostili per permettermi di districarmi meglio nel nulla e nel vuoto stradale. Dopo 4 ore di fatica riusciamo a riprendere un tratto stradale umano. Stavolta eravamo preparati e abbiamo superato la fatica tutti insieme e sono soddisfatto di me stesso e del mio splendido gruppo. Il meteo ci ha aiutato perché se avesse piovuto sarebbe stato davvero impossibile per me fare quel tratto. Ci dirigiamo verso la mitica Vardzia passando di fronte la fortezza di Khertvisi; qui pranziamo in un ristorante improbabile e ci riposiamo un po' dalle fatiche della bastarda M1. Nel pomeriggio arriviamo a Vardzia e mentre gli altri salgono sul crinale della montagna per visitare il sito io, Augusto e Emanuela ci riposiamo accanto le moto e delle signore georgiane che vendono souvenirs; fa caldo. Terminata la visita si parte in direzione del nostro albergo ad Akhaltsikhe il mitico “Gino Welness”. L’albergo è dentro un castello completamente ristrutturato; al suo interno un parco, un museo e due ristoranti. Noi prendiamo una super suite a due piani condivisa con Augusto e Anna. Lusso sfrenato, pacchiano e improbabile. Un lusso che ci fa quasi ridere ….. il pezzo forte però è l’area Wellness; ci cambiamo e ci tuffiamo nell’area termale come se non ci fosse un domani. Dopo la grande fatica di oggi un super lusso ci voleva davvero. Zeno si gode l’area termale con criterio in base le differenti temperature, mentre io Augusto e Anna ce la godiamo senza pensare a nulla. Ci divertiamo e ci rilassiamo. Siamo tutti stanchi è evidente.
Andiamo a cena in uno dei ristoranti all’interno del castello pacchianissimo. Arriva anche una bellissima notizia; Paolo è diventato nonno per la seconda volta e figlia e nipote stanno benissimo. Paolo offrirà da bere quella sera. Dopo cena ci dirigiamo verso le stanze ma io e Zeno rimaniamo anche stasera a fumare un sigaro guardando le mura del castello e immaginandone il proprietario. Magari un super mafioso georgiano chissà. Non lo sapremo mai probabilmente, ma il posto è oltremodo suggestivo e stupendamente allocato sopra il paese.
Danielz77 non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 23-01-2020, 16:36   #84
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-> mi ero dimenticato di mettere il video della discesa a Sighnaghi - https://www.youtube.com/watch?v=qBT9Ec2cb8s <-
E' stato un viaggio molto significativo sia per i paesaggi sia per la carovana con cui è stato affrontato. un grazie grande a tutti i carovanieri con cui andremo a Cipro nel maggio del 2020.

Un tributo a Queen era d'obbligo.





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Ultima modifica di GS3NO; 23-01-2020 a 17:53
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Vecchio 24-01-2020, 14:31   #85
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predefinito 5. I Bivacchi

5. I Bivacchi
Sono stati giorni intensi, fatti di lunghi chilometraggi e, conseguentemente, di convivenza coatta. Beh sì coatta, forzata, imposta, imposta per forza di cause maggiori ovvie. Coatta sebbene tutti lo sapevano fin prima che il viaggio iniziasse e consciamente hanno accettato questo tipo di convivenza. In un viaggio così lungo e a tratti anche duro, le situazioni che mettono a disagio sono molte e soprattutto improvvise e difficilmente pianificabili a priori. Certo, alcune difficoltà erano già state messe in conto e quando si sono verificate le si sono superate proprio perchè eravamo preparati. Tra queste metto la pioggia e il freddo, che per me sono situazioni altamente stressogene: posso stare e guidare a +45° C senza battere ciglio ma a 20 sono già in mezza crisi. Chi mi conosce sa che non lo faccio apposta, sarà questione di metabolismo, genetica ma “è quest’acqua qua”. Li avevo avvisati tutti: quando piove sono particolarmente nervoso. I carovanieri erano pazientemente pronti ad tollerare un idrofobo (o idrofobico? o liofobo?… boh comunque la pioggia e freddo mi creano un malessere fisico che si muta poi in malessere generale). La stessa cosa vale per ogni altro membro del team, magari non è la pioggia ma altro, e ogni giorno, ora e minuto dovevamo essere pronti per essere comprensivi e proattivi al supporto degli altri. Non far degenerare il clima positivo che fino a lì c’è stato. Sono un uomo di squadra, non sono mai stato un individualista in nulla quello che ho fatto e faccio, e uno degli aforismi che mi piacciono è di Rudyard Kipling: “La forza del lupo è il branco, e la forza del branco è il lupo”. Lo ripeto sempre anche ai miei giocatori di pallavolo. Il clima di collaborazione proattiva, tolleranza e problem solving lo si deve avere tutti i santi minuti che la carovana sta assieme ma lo si rinforza alla sera al “bivacco”.

Al bivacco ci si siede con le gambe sotto la tavola e ci si confronta sulla giornata, cos’è successo, cosa è piaciuto in modo particolare, cosa meno e se ci sono stati dei problemi; e si discute la tappa dell’indomani cercando di capire se ci sono delle criticità. E’ un momento per me molto importante. Il confronto arricchisce. Ed è così che durante il bivacco a Batumi l’atmosfera era di quelle molto positive di come se qualcuno ci avesse tolto un peso dal petto. Sì, ce l’abbiamo fatta: siamo riusciti ad arrivare in Georgia. Domani saremo nel cuore del nostro viaggio, sebbene la Marathon sia iniziata due giorni fà ad Istanbul, ma è già da adesso, qui, ora che si entra nel vivo. Stavamo bene e c’era una grossa positività palpabile.
Diversa invece l’atmosfera a Yerevan la sera prima del rientro in Georgia. Le notizie che avevamo erano riportate da informatori digitali di Daniel, ed erano allarmiste soprattutto per chi non è nè avvezzo nè attrezzato per guidare su piste sterrate. Ma qui che si vede la forza del team: rassicurare non a parole ma pianificando azioni, capire quali potranno essere le difficoltà e anticipare le possibili soluzioni.
Ma se dovessi scegliere quale “bivacco” rivivere direi la terza e ultima sera Tbilisi. Arrivavamo tardi per via della foratura; ma nonostante la sera ormai scesa, il traffico e la stanchezza non c’era tensione durante il rientro. Dopo la doccia e un poco di riposo siamo andati a cena; e come sempre accade dopo queste occasioni: “ci si ride su”, si scherza e già si inizia a ricordare “l’evento avverso” come una singolarità che alla fine della fiera ha impreziosito il viaggio. Durante la serata era chiaro a tutti, che questo intoppo non aveva creato nessuna tensione, preoccupazione neppure quando successe, neppure quando il carotaggio del buco non aveva prodotto i risultati sperati. Avevamo mantenuto lo spirito collaborativo.
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Vecchio 24-01-2020, 18:07   #86
Panda
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Peccato che Vannucci non abbia negozi comodi o distributori a MBE
L'idea però è quella
louis.de ora ha pure il sito italiano

ho comprato lo stivale in foto (quello basso) a Berlino e me lo hanno spedito a casa......veste il numero delle scarpe da tennis...prodotto super !!!

scusate ot, intanto sto rivivendo lo stesso profumo di mucca della georgia mentre leggo il report
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Sono dei tempi delle camere d'aria per legare qualcosa.Quelli Dell'Ubalda
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Vecchio 24-01-2020, 18:43   #87
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ho comprato lo stivale in foto (quello basso) [...] prodotto super !!!
Io quello alto e confermo!

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intanto sto rivivendo lo stesso profumo di mucca della georgia mentre leggo il report
mi fa piacere, spero che ti piaccia il nostro report.
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Vecchio 25-01-2020, 15:50   #88
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predefinito 6. Che cos’è il Caucaso

6. Che cos’è il Caucaso
Nella letteratura di viaggio europea i Balcani erano terra di confine, terra barbara alla stregua dell’immaginario dell’Africa subsahariana o del centro Asia. Venivano attribuite caratteristiche assurde, tra cui l’esistenza di uomini caudati e di uomini che si muovevano su “quattro zampe”. Erano un qualcosa che esisteva dopo il confine della civiltà, e questo fu accentuato pesantemente nella letteratura di viaggio inglese nel XVIII e XIX secolo.
In Russia invece non esisteva la letteratura da viaggio ma una potente corrente letteraria del romanticismo russo. Ora Tolstoj non è forse il massimo esponente di questo movimento, ma sicuramente n’è influenzato e dopo la sua esperienza come ufficiale d’artiglieria dell’esercito zarista durante la guerra del Caucaso scrive un romanzo intitolato “I Cosacchi”. L’analogia tra Europa e Russia è che considerano i Balcani, gli uni, e il Caucaso, gli altri, terre lontane dalla civiltà. Ma mentre nel primo caso sono additate come terre di inciviltà, nel secondo come sincere in cui l’uomo può evolvere il proprio spirito. Ne “I Cosacchi” sono evidenti gli echi della lettura rousseauiana e in cui si esprime, con entusiasmo, la nostalgia per la vita a contatto con la natura, semplice e felice.

Non nascondo che sono partito poco preparato da un punto di vista culturale. Ma non negligenza personale, ma perchè non ho trovato libri che mi abbiano soddisfatto pienamente. Ad oggi faccio ancora fatica a dare una descrizione di cos’è il Caucaso per me. Sicuramente è una terra di confine e conscia di esserlo. Come tutte le zone di confine lo sono perchè sono chiuse da zone culturalmente affermate come lo può essere la Russia, la Turchia e l’Iran. Il Caucaso è un po’ tutto di loro e sicuramente niente. Non è turco e neppure persiano, sebbene le influenze soprattutto in Armenia sono palesi. Ma gli armeni sono incrollabilmente cristiani e questo basta per allontanarli anni luce dai due ingombranti vicini. La Georgia è chiaramente influenzata dalla Russia, ma loro difendono i loro 26 ceppi linguistici. E quindi? Nulla, siamo da capo e non riesco a definirlo. Ma il Caucaso ha una sua identità, dettata dalla natura montuosa, fatta di montagne maestose e vallate isolate, di monasteri che hanno difeso la loro integrità culturale e religiosa e di contro città multiculturali, ma non ho le parole per dire cos’è caucasico. Per farsi un’idea bisogna andarci, cercare in qualche modo il confronto e il dialogo con gli abitanti, ma forse Tolstoj colse lo spirito idealizzato della vita semplice che caratterizza gli armeni e i georgiani.
Nella mia ricerca pre-partenza mi scontrai con un libro illeggibile, pagato pure caro. “Viaggio in Armenia” di Osip Ėmil'evič Mandel'štam edito da Adelphi. L’ho letto in un certo senso “attento”, e a volte la stessa pagina riletta due volte ma se mi chiedete cosa c’è oltre ad un diario di viaggio del 1930, allora non ho risposta… forse un guazzabuglio di cose descritte di cui non ho colto l’essenza. Però, incuriosito su chi fosse ‘sto squilibrato in grado di redigere un diario senza contenuti che costa 15,00€, ho fatto alcune ricerche. Non sto a dilungarmi troppo, in soldoni era uno che per alcuni motivi era un disadattato sociale costretto a fuggire dal cuore pulsante della Russia verso l’Armenia. Ma la cosa che mi ha colpito è ancora questo mantra russo: “nel caucaso la vita è a contatto con la natura, semplice e felice”. Poi finì male, perchè era apertamente ostile al natìo di Gori e dopo alcuni scritti contro Stalin finì prima in un campo di lavoro sugli Urali e poi un gulag in Siberia in cui morì.

Forse questo doveva essere anticiparmi il concetto che il Caucaso va visto e vissuto e se provi a raccontarlo non riesci a trasmettere quello che vorresti.
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Vecchio 26-01-2020, 23:05   #89
tomb
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bello zeno,complimenti
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ride hard-ride free!! ex r850r ora gs 1200 r honda dominator 650 del 91vespa 50 cc tre marce del 69
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Vecchio 27-01-2020, 11:18   #90
Danielz77
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13/06/2019 E PER CONCLUDERE IL MIO CONTRIBUTO
Oggi inizia la nostra fase di avvicinamento verso Istanbul dove pian piano il gruppo si scomporrà. Oggi faremo le così dette gole georgiana, parte sud, in direzione Bayburt; si rientra in Turchia. Lasciamo di buona ora il castello con tutta la sua pacchianità e ci dirigiamo verso il confine turco tramite la strada E691 per quella che sarà una delle più belle esperienze motociclistiche mai fatte. Superiamo il confine georgiano e ci presentiamo ai turchi; stavolta toccherà al buon Paolo essere “scannerizzato” dai doganieri. Perdiamo un po' di tempo e chiacchieriamo con alcuni doganieri. Superate le formalità noto subito che le strade sono già perfette. Qui siamo fuori dalle vie commerciali più importanti, siamo nel nulla e comunque le strade sono perfettamente asfaltate e servite.
La strada per Erzurum è completamente nuova e non presente per certi tratti tanto nelle mappe GPS quanto nelle aggiornatissime cartine che consultiamo. Passiamo un territorio enorme tra dighe, fiumi e gallerie in costruzione. Sulla strada sembriamo essere gli unici al mondo. 400 e rotti km di curve e paesaggi mozzafiato; saliscendi impressionanti. Peccato per la pioggia che in certi tratti ha davvero dato fastidio. Non riesco a spiegare a parole l’immensità e la bellezza di quei luoghi raggiunti dall’uomo ma a malapena sfiorati se non per le infrastrutture che le attraversano. Superiamo Posof, una prigione di stato sulla quale scherzeremo parecchio in quanto probabile sede degli oppositori di Erdogan insieme ai NoVAT, NoDig(a) e Noaltro. Pranziamo ad Artvin in una bettola dove abbiamo mangiato splendidamente roba fatta in casa a un prezzo irrisorio. Riprendiamo nel pomeriggio il nostro cammino per l’ormai vicina Bayburt. Arrivati raggiungiamo l’Hotel Dede; il parcheggio è a poche centinaia di metri e un ragazzo dell’albergo si offre di accompaganrci a posteggiare le moto. Siamo l’attrazione della città in quel momento; ci scattano foto sia a noi che alle nostre moto. Siamo un po' a disagio ma io stempero tutto nel momento in cui invito il ragazzo a sedersi dietro la mia moto per raggiungere il parcheggio facendogli capire che non avrebbe dovuto toccarmi le tette per tenersi; i presenti scoppiano a ridere rispetto la mia battuta e tutto procede per il meglio, ora siamo amici tutti. Pacheggio anche la moto di Augusto che probabilmente per il caldo e i tanti km ha un leggero mancamento passeggero; siamo pronti a trovare un albergo al di sotto dei nostri standard e di fatto ne confermeranno le paure. L’hotel Dede è il migliore di Bayburt ma la città non è abituata a ricevere turisti bensì solo lavoratori occasionali per i vicini cantieri che interessano l’intera zona. Ci arrangiamo ma nonostante le prime brutte impressioni le camere sono dignitosamente pulite. Babyburt è Turchia rurale, le donne sono più coperte rispetto la stupenda Istanbul ed i locali sono frequentati solo da uomini. Nessuno parla inglese e nei negozi di telefonia noto che le cover degli smartphone raffigurano Erdogan. Che differenze…..mio figlio sul suo telefono al massimo metterà BabyK. Bayburt è carina, ordinata ed è piacevole farci una passeggiata. La cittadina è sovrastata da una fortezza di epoca romana splendidamente illuminata che però noi non visiteremo in quanto chiusa e francamente dopo 470 Km di curve nessuno se la sarebbe sentita. Ceniamo in un locale tipico di fronte l’albergo e subito dopo tutti a nanna.
In camera con Emanuela scambiamo qualche battuta e ridiamo dell’albergo provando però un grande rispetto.

14/06/2019
Sveglia presto, non per esigenze particolari, bensì l’Imam alle 05 ha iniziato la sua preghiera e ovviamente mi son svegliato. Colazione in albergo servita da un cameriere che sembra un muratore in cantiere. Prendiamo le moto, le carichiamo e si parte per Sivas. Anche oggi la strada è stupenda e deviamo per andare a “bagnarci” sul fiume Eufrate. Non potevamo non andarci!!! Con l’Eufrate ci siam cresciuti a scuola lui e il fratello Tigri. Passiamo dei Check Point in prossimità di Erzincan; qui l’esercito è parecchio presente. Um militare durante un controllo passaporti mi dice che tifa Juventus e io rispondo di essere interista scherzosamente mi indica di tornare indietro. Questi ragazzi chissà da dove vengono, chssà quanti giorni stanno in quelle lande sperdute per fare il loro mestiere. Zeno propone una deviazione per Divrigi che però sarà bocciata quindi ci dirigiamo direttamente verso sivas. Lungo la E88 veniamo sorpresi da una pioggia torrenziale. Siamo costretti a ripararci sotto una tettoia e vi staremo un’ora; l’acqua è troppa per proseguire e siamo tutti mediamente preoccupati. Decidiamo di proseguire e sui saliscendi della strada che ci porterà a Sivas non toglieremo mai l’antipioggia. Arriviamo a Sivas verso le ore 18. Rispetto Bayburt siamo in un luogo sicuramente più avanzato. L’albergo prenotato è il Revag Palace; scoprirò solo in quel momento che i 50 euro che dovrò pagare mi daranno diritto a una super suite!!! Grazie Anna.
L’albergo è stupendo, moderno, nuovo. Ci sistemiamo ed asciughiamo i cambi che in borsa si sono inzuppati. La borsa Bmw ha una tasca non impermeabile e l’ho scoperto troppo tardi. Non fa nulla, ci laviamo, ci vestiamo e andiamo a cena in un antico e ristrutturato caravanserraglio a poche centinaia di metri dall’albergo Revag. Il luogo è bellissimo. Questa sarà la nostra ultima cena tutti insieme e sicuramente non solo io ho provato un po' di tristezza. Anna e Augusto partiranno all’alba alla volta di Istanbul in modo tale da avere tempo per visitarla un po' visto che dopodomani ritorneranno in Italia tramite il traghetto da Igoumenitsa, mentre io, Emanuela, Zeno e Marianna partiremo più tardi considerato che staremo 2 giorni a Istanbul. Il mitico Paolo, invece, ha optato per trascorrere qualche giorno in Cappadocia e ci raggiungerà in Grecia, in Sithonia, tra qualche giorno. Il tour è al suo volgere e quella sera Zeno offrirà la cena a tutti per festeggiare il suo compleanno. Una cena stupenda in un luogo davvero molto molto bello. Un sigaro è ciò che ci godiamo sulla strada di ritorno in albergo. In albergo c’è un matrimonio e io e Emanuela ci godremo i loro balli e i loro abiti super pacchiani. Che popolo stupendo quello turco.

15/06/2019
Oggi il gruppo si spacca e io Emanuela con Zeno e Marianna faremo una lunga cavalcata fino a Istanbul. A Sivas splende il sole ma Zeno è visibilmente preoccupato come non mai. Guardo anche io il meteo…. Pioverà e pioverà anche molto. Paolo manda foto della sua entrata in Cappadocia, Augusto ed Anna ci avvisano che sta per piovere; loro sono parecchio avanti ovviamente e ci incontreremo al Sultan’s Inn la sera.
Il tragitto è deprimente, piove a dirotto come se non ci fosse un domani. Gli antipioggia reggono ma le giacche iniziano a bagnarsi; i guanti di scorta sono zuppi anche loro e fa freddo. Facciamo delle lunghe soste in stazioni di servizio in attesa di qualche schiarita. La strada è lunga. I quasi 900 Km da fare li faremo quasi tutti sotto la pioggia. Siamo stanchi di sentire la pioggia addosso ma siamo vicini a Istanbul e dopo una giornata da dimentare imbocchiamo gli ultimi 50 Km che ci separano dal nostro Hotel. Anche da questo versante Istanbul è stupenda! Prendiamo il sottopassaggio Europa e poco dopo entriamo in città fino all’Hotel. Siamo esausti e Augusto ed Anna sono li ad aspettarci per la cena. Ci sistemiamo in stanza stremati. Io sono davvero a pezzi. Ho dolori ovunque e mi rendo conto di avere superato ogni limite. Ma la mia K mi ha riportato indietro in quella che sento quasi casa. Istanbul. La cena la faremo in un ristorante vicino l’albergo su una terrazza che da sul lungomare e sulla splendita Agia Sofia. Sbaglio ad ordinare e arriva una vagonata di pesce; cazzofrega…. Lo mangeremo tutto!!!
Rientrando in albergo ci salutiamo con Augusto ed Anna che l’indomani mattina partiranno per Igoumenitsa; loro non hanno tutte le ferie che abbiamo noi. Me li abbraccio e anche Emanuela. Sento che non sarà l’ultima avventura insieme. Anna è speciale e nonno Augusto pure. Ci mettiamo a nanna ma prima di dormire una sigaretta sul piccolo balcone dello sgarrupato hotel in mutande. Chi mi ha visto non deve aver goduto di un bello spettacolo sicuramente. Emanuela già dorme stremata io sistemo qualche cosina e mi metto a dormire.

16/06/2019
Sveglia alle 08 e colazione. Oggi è domenica e andremo a visitare Istanbul con Zeno e Marianna. Oggi ci tocca fare shopping!!!! Passiamo Agia Sofia e ci dirigiamo verso la zona dell’antico Bazaar. Sono le 09.30 e ancora è quasi tutto chiuso. Prendiamo un caffè e ci risvegliamo allo stesso ritmo dei negozi che pian piano alzano le saracinesche.
E’ da dire che l’antico Bazaar la domenica è chiuso ma tutto il resto è aperto ed è enorme! Emanuela compra un casino di maglie, pantaloni e souvenir; spendiamo una cazzata!!
Andiamo a mangiare il panino con il pesce sotto il ponte del Bosforo. Di fronte Galata…. Il paesaggio è stupendo!!! Di pomeriggio Zeno e Marianna si incontreranno con degli amici mentre noi continueremo la visita della città, fumeremo narghilè alla mela e andremo a cena in un locale tipico dove fanno la danza fatta dai Dervisci. Il clima e la temperatura sono stupendi. Giriamo di piazza in piazza in una Istanbul multi culturale, stupenda, pulita. La gente è stupenda e questo distrugge i miei vecchi pregiudizi. La Turchia, decido, sarà prossima meta non come terra di passaggio ma come terra interamente da scoprire. Facciamo tardi e torniamo in albergo. Prepariamo tutto, domani si parte per la penisola Calcidica in Grecia dove staremo a Nikiti per 4 giorni. Zeno invece andrà vicino a Neos Marmaras. Siamo tutti molto stanchi e ci prenderemo un po' di relax sulle spiagge greche.

Dal 17 al 21 giugno 2019
La mattina con calma lasciamo Instanbul e rientriamo in Grecia ci godremo un po' di mare. Ora siamo solo io ed Emanuela; faremo un rendez-vous il 20 sera, giorno in cui anche Paolo verrà in Grecia per poi andare tutti insieme ad Igoumenitsa. Io ed Emanuela gireremo tutta la Sithonya e Kassandra. Sinceramente Kassandra mi ha un po' deluso, un po' trascurata e sporca, mentre Sythonia si presenta già più votla verso un turismo discretamente benestante. Il mare è stupendo ma sono certo che non tornerò più qui. Di gran lunga la Grecia del Peloponneso rientra nei miei gusti e poi devo ancora fare la penisola del Mani….
Il 20 sera arriva anche Paolo e faremo una cena tutti insieme a Neos Marmaras. Una cena stupenda a lume di tramonto. Scattiamo delle foto stupende al panorama e agli splendidi piatti che ordiniamo. Sento un po' di tristezza affiorare. Sento che quel tramonto è suggestivo quanto reale. Stiamo per tornare a casa e stiamo tornando diversi da come siamo realmente partiti.
Il 21 mattina ci incontriamo in una stazione di servizio e faremo deviazione per Kastoria prima di andare ad Igoumenitsa. La giornata è bella e pennellare un po' di curve sarà bello. Pranziamo sul lago ed il paese è piacevole. Dallle montagne alle nostre spalle l’Albania; anche questa mai fatta.
La sera arriviamo stanchi, stanchi davvero, al porto di Igoumenitsa, attenderemo il traghetto fino alle 23.30. Ci godiamo questo tramonto dal molo nr. 10. Siamo stanchi, sporchi e visibilmente provati dal nostro tour. Zeno e Paolo si sdraiano a terra io cerco conforto dignitosamente sul sedile della mia K.

Prendiamo il traghetto e l’indomani saremo ad Ancona. Il viaggio è stato veloce e abbiamo dormito tantissimo. Sbarcati ad Ancona la sfiga ci segna….. prendiamo tantissima acqua e ci rifugeremo in quel di Mantova a casa di amici, ma Il viaggio è finito e adesso si torna a casa.

Conclusioni
Cosa riporto a casa dopo un’esperienza del genere? Tanto!! No, non è una frase di circostanza, bensì è proprio ciò che ci spinge a varcare diversi confini sia che essi siano fisici o geografici. Lo ammetto… ero partito con tanti pregiudizi. Credevo, ad esempio, che i turchi fossero estremamente islamici e poco propensi a noi turisti occidentali e invece…. Dio quanto mi sbagliavo. Il turco probabilmente incarna i valori del vero Islam. Lo vedevo nelle loro facce quando parlavamo, sempre sorridenti, l’ho visto in un semplice gesto come quello di offrire il tè ogni qual volta ci fermavamo da qualche parte. Credo di aver fatto quasi indigestione di Chai. Poi che dire delle infrastrutture e delle città?
E’ vero che la parte più rurale ancora è terra di crescita, di agricoltura ma mentre si sconfina un passo non è difficile intravedere una università in mezzo al nulla o una strada a 3 corsie. Certo oggi vige una quasi dittatura ma non sarò io di certo a criticare la politica turca, perché se li le cose funzionano beh forse la nostra democrazia dovrebbe prenderne un minimo di esempio?
La Georgia, invece è molto diversa. I ritmi delle città sembrano lenti e la gente è brava e a modo; siamo stati davvero bene ma si notano le sofferenze di un popolo che fino a pochi anni fa era una “terra conquistata” priva di una identità storica rubata. Oggi la Georgia vive un periodo di profondo riscatto e sono certo che un giorno i georgiani otterranno tutto ciò in cui sperano, glielo auguro.
L’Armenia invece è ancora indietro rispetto la Georgia e a parte Yerevan le città sono disorganizzate e povere; il popolo armeno va molto fiero della propria storia.
D’altra parte…. È impressionante che la regione caucasica abbia mantenuto una propria cultura forte e vigorosa volta alla cristianietà. Terra di mezzo fra l’Islam più duro che ci possa essere; nemmeno l’impero ottomano è riuscito a forgiare questi popoli.
Sintetizzare le mie esperienze su quattro righe non è semplice; ho tutto dentro e voglio condividerlo con le persone a me più care e forse, un giorno, con mio figlio.
Che dire dei miei compagni di viaggio? Una compagnia davvero eccezionale. Credo che ci siamo compensati tutti in base i nostri pregi e difetti. Marianna con il suo blister di medicine e anti-tutto, Paolo il nostro “vecchio” che alla sua splendida età ancora sembra un ventenne (quante risate mi ha fatto fare), Augusto che mi aspettava sempre sui passi e che mi fa sognare di andare a vedere i posti che già ha visto, Anna una donna di una dolcezza enorme, ci ha sempre fatto sentire a nostro agio, si vede che ha girato anche lei il mondo; e poi Zeno …. colui che mi ha portato nel caucaso, l’uomo con cui ho fumato i sigari e che chissà se mi porterà ancora da altre parti. Ora è il momento di sognare non di programmare. Provo un immenso affetto per i miei compagni di viaggio. Provo un immenso affetto anche per il gruppo di whatsapp che ci raccoglie tutti “Pizzata Sagapò” dove ci siamo conosciuti tutti, che durante il viaggio ci supportava, ci chiedeva e ci consigliava.
E come non fare un cenno alla mia compagna Emanuela? Come dico sempre è lei la vera motociclista; dietro di me su una moto sportiva, mai un lamento, ma un rimprovero dietro le mie parolacce dette ad interfono aperto magari quando diluviava, sempre pronta a ogni evento; lei che fa i video e le foto, lei che mi vieta di assaggiare cose strane e che mi ordina l’acqua al posto della coca; la compagna di vita e di viaggio perfetta con la quale potrò guardare le foto e dire “ti ciaia puttatu”. Ed ora si inizia a pensare alla prossima meta.
Daniel
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Vecchio Ieri, 14:01   #91
GS3NO
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come già dissi... mi perdo sempre nei vizi d'oriente



ma qualcuno non è da meno...


sebbene palesemente alle prime armi (=col succo invece che chai )

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Vecchio Oggi, 13:10   #92
Danielz77
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spetta spetta ALTTTTTTTTTTTT non sono io alle prime armi ..... ma a Instanbul, quasi in estate...in centro...... cosa è più logico bere???? Un succo dissetante o un Chai da 99 gradi quasi in ebollizione?
Siamo incompatibili io troppo caldoso tu troppo freddoloso :-)
Danielz77 non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio Oggi, 15:24   #93
augusto
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Danielz il poeta... ;D
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