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Fagòt 29-01-2012 21:25

Marocco Mauritania Senegal Mali On Off Report
 
Ricordo ancora, avrò avuto 9 o 10 anni, era una domenica pomeriggio di quelle noiose da passare in oratorio, alla “Azzurro…” per capirci: lezione di catechismo, 2 tiri al pallone con gli amici, poi i film di Bud Spencer e Terence Hill da vedere con la bottiglia di gassosa e la stringa di liquirizia annegata.
Quel giorno però alla lezione c’era un missionario tornato per un periodo di riposo dal centro Africa, ci avrebbe parlato di quello che faceva laggiù: della sua missione, delle popolazioni e ovviamente del messaggio di evangelizzazione che portava. Per farlo cominciò mostrandoci delle diapositive meravigliose: savana, foreste, villaggi africani, animali selvatici, la gente del posto ripresa nei lavori domestici e agricoli. Il mio cuore si mise a battere a 1000 e quando alla fine ci chiese chi volesse fare il missionario, senza esitazione, la mia mano si alzò. La mia voglia d’Africa è nata in quell’istante.
Visto che la mia era una vocazione tardiva (a Bergamo preti si “nasce” a 5-6 anni) in famiglia si decise, su consiglio del missionario, di attendere la fine della scuola per verificare che fosse “sincera e profonda”. Ovvio che nel giro di un paio di mesi svanì, sostituita non ricordo se dalla raccolta di figurine Panini o dalla collezione di Tex Willer.
La voglia di visitare quei luoghi, invece, ci mise molto più tempo ad andarsene. Spesso tornava nelle mie fantasie prepotente come un colpo di vento che sbatte la finestra, altre volte si insinuava attraverso un’immagine, un profumo, una musica che, subdolamente, mi riportavano in mente quel sogno. Piano piano, col passare degli anni sembrava svanita: il lavoro, altri interessi e passioni, la famiglia e i figli. Poi, quando sei anni fa mi ripresi la moto dopo un lungo periodo di “astinenza”, il desiderio di andare in Africa e soprattutto di andarci su due ruote si fece di colpo più tangibile e palpitante. Cominciai a piccoli passi ad “imparare” a portare la moto e a visitare il Maghreb: Tunisia, Libia, Marocco, non mi sembravano mai abbastanza vicini a quello che avevo visto quella domenica nelle diapositive. E così, a partire dalla primavera scorsa, iniziai a progettare seriamente il “viaggio”.
Il paese che più si avvicinava all’idea di Africa che avevo e che potevo raggiungere da solo, era per me il Mali. E quando dici Mali, non puoi fare a meno che pensare a Tombouctou: la meta irraggiungibile, il luogo mitico di arrivo delle carovane di cammelli che attraversando il Sahara giungevano dal Marocco dopo 52 giorni, il sogno per ogni motociclista viaggiatore che si rispetti. Ok, quindi meta finale TBT! Ma, a fine novembre, le notizie che giungono da lì non sono confortanti: tre motociclisti rapiti, uno ucciso a sangue freddo e 200 km più sotto a Hombori due geologi francesi uccisi in un albergo. I dettagli sono scarsi e non permettono di capire quale sia il quadro preciso della situazione, per cui decido che mi fermerò un po’ prima.
Alla ricerca di informazioni utili, parlo con Ivan che è già sceso per portare le moto di Bike 4 Africa e mi dice che potrei fare qualcosa per Bambini Nel Deserto (una Onlus di Modena). Così nel giro di qualche giorno mi accordo con loro per fare un sopralluogo nei Pays Dogon, dove hanno in corso alcuni progetti. In un batter d’occhio la destinazione finale diviene Banani, minuscolo villaggio adagiato sotto la falesia, dove BND sta realizzando due pozzi per l’acqua.
Da allora è solo un susseguirsi di preparativi: visti, vaccinazioni, ricerca di ricambi per la moto, contatti, tracce e quante più informazioni sia possibile avere. Dai primi di dicembre sono pronto, non resta che contare i giorni che mancano alla partenza e soprattutto convincere Franca e i ragazzi, che non sarà un viaggio semplice e volendolo fare da solo, cercherò di evitare rischi inutili e di prendere più precauzioni possibili nel corso della sua durata.
Finalmente arriva il giorno atteso per anni. Joesimpson e Bimboo decidono di scortarmi fino a Genova, si sa mai che mi perda per strada o cambi idea. La cosa mi fa, ovviamente, un piacere immenso.

Fagòt 29-01-2012 21:36

1° giorno:
Dopo due giorni di traghetto interminabili allietati solo dalla conoscenza di una coppia di motociclisti aretini e di Fabio, un futuro spero Maiale nel Fango con alle spalle chilometri e chilometri di piste nordafricane, appena sbarcato di volata mi dirigo a Larache per trascorrere la prima notte in Africa.

Tramonto sul mare a Tangeri Med
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La mattina seguente, salutato Fabio, via di corsa in autostrada fino ad El Jadida da dove una bella statale tra campi verdi mi porta velocemente a Essaouira. Lì Luca e il suo amico Federico mi aspettano in compagnia di due rumeni per una birra. Con calma verso sera ci trasferiamo in un campeggio poco lontano.

http://img855.imageshack.us/img855/9597/dsc00955oc.jpg

Il Maiale 29-01-2012 21:41

bravo fagot, messo in evidenza vai avanti....

Alessio gs 29-01-2012 21:42

Grande Diega lo aspettavo...ciao...

indianlopa 29-01-2012 21:44

vai Diegoooooooooooooo

Fagòt 29-01-2012 21:47

2° giorno:
Tutti insieme prendiamo la bella strada costiera che da Essaouira scende fino ad Agadir: villaggi sul mare, scogliere e spiagge infinite per surfisti.


http://img13.imageshack.us/img13/5294/dsc00958c.jpg


http://img14.imageshack.us/img14/6850/dsc00959qt.jpg

Nel primo pomeriggio io, Luca e Federico prendiamo una pista spettacolare un po’ sabbiosa che dall’alto della scogliera ci regala panorami bellissimi.
Una ventina di km sufficienti per sfogare la voglia di off che ci pervade....


http://img822.imageshack.us/img822/4953/dsc00961xe.jpg


http://img708.imageshack.us/img708/4116/dsc00963b.jpg


Sull’asfalto ritroviamo i rumeni e con loro facciamo rotta su Legzira, una spiaggia di circa 2 chilometri con due archi naturali che si gettano nel mare. La tentazione è forte e, sebbene sia vietato, non resistiamo. In attimo ci buttiamo con le moto per percorrerla tutta e soprattutto passare sotto quegli archi, una meraviglia!


http://img577.imageshack.us/img577/3599/dsc00966qe.jpg


http://img822.imageshack.us/img822/2452/dsc00967rv.jpg


http://img850.imageshack.us/img850/3083/dsc00969l.jpg


Tornati sull’asfalto via di nuovo verso sud e sul calar della sera, ancora qualche emozione percorrendo al buio gli ultimi 12 chilometri di pista che ci portano al camping-hotel di Fort Bou Jerif.

indianlopa 29-01-2012 21:49

il vecchio fort bou jerif...quanti anni ...è sempre viva Tara? l'alano nero femmina?? quanti morsi...alle caviglie ....zk odiava le moto...e pierre c'è sempre ?? vecchio dakariano amico di thierry.....

Il Maiale 29-01-2012 21:56

zio cane lapo, un cane non campa 45 anni.....tu ne hai ormai 90 ricordatelo

Fagòt 29-01-2012 21:57

3° giorno:
Di buon’ora facciamo una scappata al forte della Legione Straniera che si trova a poche centinaia di metri per scattare qualche foto.


http://img52.imageshack.us/img52/9508/dsc00971ei.jpg


http://img849.imageshack.us/img849/4895/dsc00973d.jpg


Ripreso l’asfalto direzione sud ovest per trovare l’inizio della Plage Blanche: all’inizio della pista un pastore ci offre un delizioso tè in casa sua e scopriamo così che non c’è possibilità di far benzina per altri 80/100 km. Ritorniamo al villaggio precedente dove troviamo qualche tanica da 5 litri, l’intenzione è quella di dare tanto gas sulla sabbia e non vogliamo rinunciarci per paura di restare a secco.
Alle 11.00 eccola lì: distesa verso il mare, nascosta dietro alcune dunette e con l’accesso a fianco di un oued.


http://img14.imageshack.us/img14/3566/dsc00982wa.jpg


La marea è bassa, il fondo duro con qualche piccolo tratto più tenero, larga circa 200 metri e lunga 30 chilometri….. 1°- 2°- 3°- 4°- 5° una dietro l’altra e in attimo mi ritrovo a sfrecciare a 120 sul bagnasciuga coi gabbiani che si alzano appena mi sentono arrivare.


http://img855.imageshack.us/img855/2374/dsc00983po.jpg


Vorresti non finisse mai.


http://img69.imageshack.us/img69/9007/dsc00985sk.jpg


Arrivati alla fine dove si trova l’uscita più comoda decidiamo di continuare ancora. Ma dopo pochi chilometri la spiaggia inizia a stringersi e la marea inizia a salire. Torniamo indietro quindi, più facile a dirsi che a farsi. A turno ci insabbiamo nel tentativo di girare le moto sulla battigia ridotta a 20 mt.: prima caviamo la mia, ma quando riparto Luca rimane piantato nell’acqua, torno indietro gli do una mano e mi insabbio di nuovo. Insomma le comiche… Finalmente riesco a ripartire e ritrovare la parte più dura e guadagnare così l’uscita, ma gli altri tardano.


http://img197.imageshack.us/img197/9427/dsc00990ja.jpg


Dopo 10 minuti arrivano trafelati, Luca trovando una parte più molle è finito nelle mie tracce ed ha cappottato a velocità sostenuta. Fortunatamente nessun danno, ma un gran spavento e soprattutto la voglia di abbandonare la spiaggia al più presto. La salita verso la scogliera è una lingua di sabbia lunga 500/600 mt: Luca con i tasselli sale zampettando, io mi fermo a metà e poi torno giù a dare una spinta a Federico che con il Tiger stradale fa più fatica. Poi con calma e trotterellando guadagno anch’io la sommità dove inizia la pista dura. In un’ora siamo sulla statale e appena presa incontriamo Smontic e Lucia con il loro Unimog, sono reduci da un giro nel sud e stanno risalendo verso l’Antiatlante.


http://img10.imageshack.us/img10/1781/dsc00991m.jpg


http://img857.imageshack.us/img857/5723/dsc00992ix.jpg


Due chiacchiere, qualche foto e poi via di corsa verso Tan Tan dove ci fermiamo a lavare le moto dalla sabbia e dall’acqua di mare. Da quando ho abbandonato la pista la spia dell’alternatore rimane accesa: un’onda lunga che mi ha lavato completamente ha fatto saltare un fusibile. Per fortuna una volta cambiato tutto torna a funzionare regolarmente.
L’idea è quella di arrivare a Tarfaya per sera, ma uscendo da Tan Tan Plage una coppia di gendarmi col laser mi becca a 120 km/h…. Li convinco che ho sbagliato guardando la velocità rilevata del GPS e mi fanno un “cadeaux” visto che è l’ultimo giorno dell’anno. A quel punto Luca e Federico decidono di tornare indietro, l’indomani devono cominciare la risalita verso Tangeri. Dopo averli salutati mi rimetto in strada per Tarfaya, dove arrivo a sera inoltrata. L’appuntamento coi rumeni era lì, ma quando chiedo informazioni all’albergo mi dicono che hanno deciso di trascorre la notte in tenda su una spiaggia. Pazienza, capodanno solitario in un paesino di pescatori anonimo. Alle 22.00 sono già a letto.

Visca 29-01-2012 21:58

Spetta spetta che mi accomodo.....Ciao Diego! mi mancavano i tuoi report...4...3...2...1
Birretta.....Puoi iniziare!

Fagòt 29-01-2012 21:59

Tara non l'ho vista.... mentre Pierre è ancora ben presente.

Fagòt 29-01-2012 22:09

4° giorno:
Mi piace viaggiare verso sud. La mattina presto il sole fa capolino sulla tua sinistra e riscalda l’aria frizzante. L’ombra netta sulla tua destra sembra la copia esatta di un compagno motociclista che ti sta accanto. La strada è noiosa: un nastro di asfalto che corre per centinaia di chilometri in mezzo al deserto piatto. Non fosse per i saluti con i pochi camionisti che incontri in senso inverso, ci sarebbe da chiedersi se c’è vita dove stai andando.
A Boujdour la scogliera a picco sul mare è stupenda e restituisce per un attimo il senso di tutto quello che stai facendo.


http://img252.imageshack.us/img252/7012/dsc00995i.jpg


http://img849.imageshack.us/img849/5663/dsc00997l.jpg

Fino a Dakhla soltanto un paio di posti dove fermarsi a prendere un tè e vedere così un canadese che in bicicletta si sta facendo la Parigi-Dakar.


http://img12.imageshack.us/img12/8185/dsc01000tk.jpg


http://img600.imageshack.us/img600/6791/dsc01002pg.jpg

E poi dicono che sono io il fuori di testa a far certe cose da solo! Lì sono 300 km di nulla da un abitato all’altro….. Da Dakhla il panorama cambia completamente: la penisola bianca col riverbero del sole, le dune di sabbia finissima e chiara, il mare azzurro….


http://img26.imageshack.us/img26/6724/dsc01004pq.jpg


http://img580.imageshack.us/img580/9400/dsc01008qv.jpg

Cerco il cartello del Tropico del Cancro, ma niente sembra svanito…. ai fatidici 22° 50’ non c’è alcuna traccia. Nel frattempo le ombre tornano a farmi compagnia.....


http://img812.imageshack.us/img812/1132/dsc01012q.jpg


il sole che tramonta verso ovest non mi dà fastidio e prima di sera sono al confine, già chiuso, dove passo la notte aspettando la mattina per poterlo varcare.


http://img809.imageshack.us/img809/3073/dsc01016k.jpg

GHIAIA 29-01-2012 22:12

Bravo Fagòt... continua! :D :D :D

(PS che capolavoro che è uscito Kamillo!)

Fagòt 29-01-2012 22:15

Domani Giada, ho troppe foto da caricare e ci vuol tempo.....
eppoi una storia per sera.... per fare le nanne basta e avanza


Grazie Stefano :!::!: per l'evidenza :-o:-o

Zio Erwin 29-01-2012 22:33

Grande.....!!!
Ti seguo con interesse.......

MUMU 29-01-2012 22:41

iu ar e veri special pig

President 29-01-2012 22:55

Complimenti Diego :!::!:

Giotrebb 29-01-2012 22:56

:D:D

Grande Diego!!

Non vedevo l'ora di leggerti!!

:D:D

BOLLE 29-01-2012 23:15

Dai Fagot,ancora,ancora!:!::!:

carlino 29-01-2012 23:38

Ti stimo.....grande!!!!!!!!:D:D:D

triger 29-01-2012 23:49

Usti! Che bel regalo che ci fai con questo racconto, grazie Diego!

-REMO- 29-01-2012 23:51

mi piacerebbe averti ospita domenica a pranzo, ci saranno altri di QDE con cui sbavare ai tuoi racconti...

OKI 30-01-2012 00:22

grande uomo,con grandi palle :D

sello 30-01-2012 08:43

Si sente che è un report scritto col cuore, come quelli di Lapo.. ma da te non ci si può aspettare nulla di meno.:D

matteo10 30-01-2012 10:03

Letto d'un fiato, aspetto già il seguito con ansia, grande Fagòt!!! :!::!:


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