loscuro
11-05-2017, 10:32
E' proprio vero, il virus delle due ruote non può essere sconfitto da alcun vaccino e me lo ha dimostrato ancora una volta la febbre cocente che mi ha assalito dopo due anni di stop.
Mi ritengo un vecchio motociclista, uno di quelli che ne ha viste davvero tante in sella alla proprio moto, ho vissuto esperienze piacevoli, altre un pò meno, ho provato l'ebrezza e la irrefrenabile frenesia del suo uso smodato in ogni condizione meteo e su ogni fondo stradale, certo non avrò i trascorsi e i km macinati da illustri ospiti di questo forum, tuttavia lo spazio come si sa è relativo e quello che conta è il suo contenuto e la sua atmosfera.
Qualche anno fa credo di essere stato oggetto di una over dose motociclistica generandomi una sensazione di "fastidio" che non volevo ammettere, tentavo di giustificarla adducendo questo senso di repulsione al consumato uso della mia cavalcatura ormai ultra kilometrata, credevo che il feeling tra me e lei si fosse spezzato e ho creduto di riaccendere l'interesse alle due ruote di vivere cambiando drasticamente modello passando ad uno totalmente diverso, ad una tourer pura.
Purtroppo quello che credevo potesse essere l'antidoto alla assuefazione di quella passione si è ben presto rivelato inutile, anzi il diverso assetto di guida, il mondo che apparteneva a quella tourer cosi distante dalle mie precedenti esperienze all terrain mi portarono a guardare la mia nuova moto con freddo distacco arrivando ben presto alla decisione di chiudere quel capitolo della mia vita che mi ha regalato molteplici avventure.
Il mio garage soffocava, moto, giacche, pantaloni, caschi, stivali, tutto sembrava essere diventato inutile ed allora in pochi giorni quello che era sempre stato da me considerato un santuario si trasformò in un outlet che da li a poco avrebbe visto sprangare la porta di quello storico periodo.
Ho utilizzato il termine "sprangare" perchè questo sembrava essere ciò che volevo, in realtà la porta della passione era solo stata inconsciamente accostata e una luce vivida accompagnata da un richiamo ammalliante a poco a poco filtrava con sempre maggiore intensità dalle fessure fino a farmi esplodere quella nuova e carica voglia di profumi, colori e intemperie che solo chi "soffre del nostro male" è in grado di comprendere.
Oggi sono ritornato in sella, certamente con una maggiore maturità acquisita, e senza volere apparire ne saccente e nemmeno bacchettone (anzi sono esattamente l'opposto) posso esprimere l'idea che il motociclista non è definibile tale in base a cosa cavalca ma per come lo fa, con quale cuore, con quali occhi affronta la strada.
Ho volutamente scelto di acquistare una moto che ha 17 anni, una vecchia ma ottimamente ben tenuta BMW GS 1150 con soli 53.000 km che non mi ha fatto assolutamente rimpiangere le precedenti e più giovani GS 1200 ADV ed RT 1200, al contrario ho subito percepito quelle piacevoli vibrazioni che mi hanno spinto a prometterle quei piaceri che una moto come lei dovrebbe gustare.
Con queste parole tengo a salutare tutti coloro che avranno avuto la pazienza di leggere quanto buttato di getto su questo foglio elettronico con la speranza di poter incrociare le nostre strade molto presto invitando a chi volesse disfarsi di ciò che prima è stato oggetto di passioni ed esperienze, di attendere e congelare certe decisioni perchè la febbre, tanto prima o poi risale.
Un lampeggio
Mi ritengo un vecchio motociclista, uno di quelli che ne ha viste davvero tante in sella alla proprio moto, ho vissuto esperienze piacevoli, altre un pò meno, ho provato l'ebrezza e la irrefrenabile frenesia del suo uso smodato in ogni condizione meteo e su ogni fondo stradale, certo non avrò i trascorsi e i km macinati da illustri ospiti di questo forum, tuttavia lo spazio come si sa è relativo e quello che conta è il suo contenuto e la sua atmosfera.
Qualche anno fa credo di essere stato oggetto di una over dose motociclistica generandomi una sensazione di "fastidio" che non volevo ammettere, tentavo di giustificarla adducendo questo senso di repulsione al consumato uso della mia cavalcatura ormai ultra kilometrata, credevo che il feeling tra me e lei si fosse spezzato e ho creduto di riaccendere l'interesse alle due ruote di vivere cambiando drasticamente modello passando ad uno totalmente diverso, ad una tourer pura.
Purtroppo quello che credevo potesse essere l'antidoto alla assuefazione di quella passione si è ben presto rivelato inutile, anzi il diverso assetto di guida, il mondo che apparteneva a quella tourer cosi distante dalle mie precedenti esperienze all terrain mi portarono a guardare la mia nuova moto con freddo distacco arrivando ben presto alla decisione di chiudere quel capitolo della mia vita che mi ha regalato molteplici avventure.
Il mio garage soffocava, moto, giacche, pantaloni, caschi, stivali, tutto sembrava essere diventato inutile ed allora in pochi giorni quello che era sempre stato da me considerato un santuario si trasformò in un outlet che da li a poco avrebbe visto sprangare la porta di quello storico periodo.
Ho utilizzato il termine "sprangare" perchè questo sembrava essere ciò che volevo, in realtà la porta della passione era solo stata inconsciamente accostata e una luce vivida accompagnata da un richiamo ammalliante a poco a poco filtrava con sempre maggiore intensità dalle fessure fino a farmi esplodere quella nuova e carica voglia di profumi, colori e intemperie che solo chi "soffre del nostro male" è in grado di comprendere.
Oggi sono ritornato in sella, certamente con una maggiore maturità acquisita, e senza volere apparire ne saccente e nemmeno bacchettone (anzi sono esattamente l'opposto) posso esprimere l'idea che il motociclista non è definibile tale in base a cosa cavalca ma per come lo fa, con quale cuore, con quali occhi affronta la strada.
Ho volutamente scelto di acquistare una moto che ha 17 anni, una vecchia ma ottimamente ben tenuta BMW GS 1150 con soli 53.000 km che non mi ha fatto assolutamente rimpiangere le precedenti e più giovani GS 1200 ADV ed RT 1200, al contrario ho subito percepito quelle piacevoli vibrazioni che mi hanno spinto a prometterle quei piaceri che una moto come lei dovrebbe gustare.
Con queste parole tengo a salutare tutti coloro che avranno avuto la pazienza di leggere quanto buttato di getto su questo foglio elettronico con la speranza di poter incrociare le nostre strade molto presto invitando a chi volesse disfarsi di ciò che prima è stato oggetto di passioni ed esperienze, di attendere e congelare certe decisioni perchè la febbre, tanto prima o poi risale.
Un lampeggio