trottalemme
24-03-2013, 15:48
http://giulio1954.files.wordpress.com/2013/03/p1060090.jpg?w=900
La primavera è nell’aria e sulla pelle, ma la circolazione atmosferica sembra esserne del tutto indifferente. Non ci si accontenta più di sognare e pianificare i grandi viaggi estivi e si vorrebbe far correre le ruote e cantare il motore, però le correnti artiche continuano a imbiancare colline e montagne e a ingarbugliare i buoni propositi. Si ripiega allora verso le umili strade di pianura, quelle che non ti faranno mai battere il cuore di esultanza, ma sanno regalarti silenziosi momenti di pace e il senso lievemente inquietante di poterti smarrire davanti alla porta di casa, quasi un monito esistenziale.
Attraversiamo con due amici la città e dirigiamo verso Bovolone proseguendo poi fino a Cerea sulla vecchia strada statale “Legnaghese”, ora declassata a strada provinciale 2. Qui in giro non è solo la strada ad essere declassata, ma anche un ambiente urbano e una economia che negli anni sessanta e settanta avevano visto uno sviluppo straordinario con il “mobile d’arte” e che oggi sopravvivono a stento. Nei centri che attraversiamo, ancora qualche anno fa ogni garage ospitava vuoi la lucidatura, vuoi la laccatura o l’intarsio delle diverse parti dei mobili che le aziende, cresciute come funghi, assemblavano e mettevano in mostra in palazzi che riproducevano case patrizie veneziane o facoltose ville venete. Le insegne dei laboratori che propongono sedie, tavoli, armadi in stile veneziano o fratino o liberty, continuano a dondolare al vento, ma gli affari stentano e le statue in gesso davanti agli “show room” sono verdi di muschio e monche di braccia o testa.
Qui il seguito del racconto e altre foto: http://giulio1954.com/2013/03/24/quando-indugia-linverno/
La primavera è nell’aria e sulla pelle, ma la circolazione atmosferica sembra esserne del tutto indifferente. Non ci si accontenta più di sognare e pianificare i grandi viaggi estivi e si vorrebbe far correre le ruote e cantare il motore, però le correnti artiche continuano a imbiancare colline e montagne e a ingarbugliare i buoni propositi. Si ripiega allora verso le umili strade di pianura, quelle che non ti faranno mai battere il cuore di esultanza, ma sanno regalarti silenziosi momenti di pace e il senso lievemente inquietante di poterti smarrire davanti alla porta di casa, quasi un monito esistenziale.
Attraversiamo con due amici la città e dirigiamo verso Bovolone proseguendo poi fino a Cerea sulla vecchia strada statale “Legnaghese”, ora declassata a strada provinciale 2. Qui in giro non è solo la strada ad essere declassata, ma anche un ambiente urbano e una economia che negli anni sessanta e settanta avevano visto uno sviluppo straordinario con il “mobile d’arte” e che oggi sopravvivono a stento. Nei centri che attraversiamo, ancora qualche anno fa ogni garage ospitava vuoi la lucidatura, vuoi la laccatura o l’intarsio delle diverse parti dei mobili che le aziende, cresciute come funghi, assemblavano e mettevano in mostra in palazzi che riproducevano case patrizie veneziane o facoltose ville venete. Le insegne dei laboratori che propongono sedie, tavoli, armadi in stile veneziano o fratino o liberty, continuano a dondolare al vento, ma gli affari stentano e le statue in gesso davanti agli “show room” sono verdi di muschio e monche di braccia o testa.
Qui il seguito del racconto e altre foto: http://giulio1954.com/2013/03/24/quando-indugia-linverno/